Mobilità sempre più smart: la rivoluzione delle moto 

Perché sempre più persone scelgono le due ruote? I vantaggi della mobilità smart e di una gestione più flessibile dell’assicurazione moto.

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Il modo in cui si vivono gli spostamenti urbani ed extraurbani è mutato profondamente negli ultimi anni, spinto dal bisogno di ottimizzazione dei tempi. La motocicletta, spesso legata all’immaginario della passione o del viaggio nel weekend, è diventata per molti il mezzo più adatto a destreggiarsi nel traffico cittadino. Scegliere le due ruote oggi significa aderire a una strategia di mobilità intelligente, in cui l’obiettivo è ridurre le frizioni tra il punto di partenza e la destinazione. 

A questo proposito il nono Rapporto dell’Osservatorio Focus2R, promosso da ANCMA e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia, evidenzia che la mobilità urbana sta andando verso una direzione ben precisa, ovvero quella delle due ruote.

In particolare negli anni 2023 e 2024 si è verificato un aumento dell’andamento positivo del mercato e dell’uso proprio dei veicoli a due ruote. La densità dei motocicli, infatti, è notevolmente cresciuta, passando a 14,53 moto ogni 100 abitanti contro 12,5 nel 2017. E cresce anche la quota di spostamenti su moto, scooter, e ciclomotori, del 4,2% del 2023 rispetto al 2,6% del 2019. Come rivela il presidente di ANCMA, Mariano Roman, aumenta sempre di più l’interesse per le due ruote:

Il Focus2R ci permette di accendere ogni anno un riflettore sulle buone pratiche,
come anche sulle ombre, che riguardano le politiche comunali in favore della mobilità
urbana su due ruote.

Assistiamo con interesse a un progressivo aumento
dell’attenzione da parte delle amministrazioni, molti dei principali indicatori del report
segnano un incremento […]

Le due ruote […] rappresentano una risposta concreta, fruibile, sostenibile e molto
apprezzata alle nuove esigenze di mobilità.

Questo cambio di paradigma ha generato una nuova figura di motociclista: un utente informato, digitale ed estremamente attento al bilancio economico del proprio veicolo. Non si tratta più solo di scegliere il modello con le prestazioni migliori, ma di gestire il mezzo come un vero e proprio asset. È in quest’ottica che la gestione amministrativa diventa centrale: prima ancora di acquistare il veicolo o al momento del rinnovo, calcolare un preventivo per l’assicurazione moto direttamente sui canali digitali dei provider assicurativi è diventato il primo passo imprescindibile. Questo permette di costruire una protezione su misura, evitando pacchetti standardizzati che poco si adattano alla reale frequenza di utilizzo del mezzo.

Mobilità smart e soluzioni assicurative più flessibili

Quando si parla di mobilità smart non ci si riferisce esclusivamente alla tecnologia del motore o alla connettività del veicolo, ma all’intero ecosistema di servizi che lo circonda. Oggi compagnie e provider assicurativi comprendono sempre di più che il vecchio modello contrattuale rigido e immutabile non risponde più alle necessità contemporanee dei motociclisti. 

Il motociclista moderno ha una doppia dimensione: da un lato vive la moto come filosofia di vita, un momento di relax e piacere personale, dall’altro, sempre più spesso, la utilizza come veicolo quotidiano e lavorativo. Di conseguenza, cerca servizi flessibili e “on demand”, in grado di adattarsi al suo stile di vita. E la risposta del mercato è stata l’evoluzione delle polizze verso una modularità sempre più alta: la possibilità di gestire la copertura via smartphone, modificando le garanzie o i metodi di pagamento in tempo reale, ha trasformato l’assicurazione da tassa statica a strumento dinamico, modulandosi al ritmo di vita del proprietario.

Come funziona il meccanismo della sospensione

mobilità, motociclista viaggia in moto per strada

Tra le funzionalità più apprezzate di questa nuova generazione di polizze spicca la sospensione della copertura, un’opzione che permette di ottimizzare notevolmente la spesa annuale. Il funzionamento è intuitivo, ma richiede precisione: attivando la sospensione, si ‘congela’ il contratto per un determinato periodo che può durare al massimo 10 mesi. 

Questo comporta che la scadenza originaria della polizza slitti in avanti per un numero di giorni pari alla durata dello stop. Tuttavia, è cruciale comprendere le implicazioni legali di questa scelta: un veicolo con polizza sospesa perde momentaneamente la copertura di Responsabilità Civile. Di conseguenza, non solo è vietato circolare, ma è proibito parcheggiare il mezzo su suolo pubblico o in aree aperte al pubblico passaggio. La moto, infatti, dovrà essere custodita in un box privato, un garage o un cortile recintato e inaccessibile a terzi, poiché il Codice della Strada impone che qualsiasi veicolo in sosta su strada pubblica sia regolarmente assicurato.

Chi trae vantaggio dallo stop assicurativo

L’opzione della sospensione non è adatta a tutti, ma diventa un vantaggio reale solo per alcuni profili di guidatori. Il beneficiario ideale è il cosiddetto “motociclista stagionale” che vive la moto come un piacere legato esclusivamente al clima mite, utilizzando il mezzo dalla primavera all’autunno inoltrato per poi lasciarlo a riposo nei mesi invernali. Per questa categoria, pagare un premio per un veicolo fermo sotto un telo è un’inefficienza economica evidente. 

Un altro profilo interessato è quello del professionista trasfertista o dell’expat, che trascorre lunghi periodi all’estero, lasciando il veicolo inutilizzato in Italia. Infine, la sospensione è uno strumento prezioso per i collezionisti o per chi possiede più di una due ruote, permettendo di alternare l’utilizzo — e quindi i costi — di uno scooter cittadino e di una moto da turismo in base alle esigenze del momento, senza dover sostenere contemporaneamente il peso di due premi pieni.

Luci e ombre della flessibilità, cosa valutare

Prima di procedere con la sospensione, è doveroso considerare vantaggi e potenziali criticità. Sicuramente il beneficio economico è innegabile: estendere la validità del premio pagato significa ridurre il costo giornaliero della polizza sui giorni di effettivo utilizzo. Inoltre, la gestione digitale ha diminuito di molto i tempi burocratici.

Esistono, però, delle limitazioni tecniche: alcuni player assicurativi impongono una durata minima del periodo di sospensione — solitamente 30 giorni – e un numero massimo di attivazioni durante l’anno assicurativo. Inoltre, in alcuni casi è previsto un piccolo costo di riattivazione che potrebbe erodere il risparmio se le sospensioni sono frequenti.

Il rischio maggiore, tuttavia, rimane quello umano: la dimenticanza. Rimettersi alla guida dimenticando di aver sospeso la polizza espone a notevoli rischi, dalle sanzioni pecuniarie al sequestro del mezzo fino alla totale mancanza di copertura in caso di incidente, rendendo fondamentale una gestione attenta e responsabile delle scadenze. 

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