Il Presidente Sergio Mattarella ha conseguito questa mattina, 10 marzo, la laurea ad honorem in “Politica, istituzioni e mercato”, presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Come riporta SkyTg24, la celebrazione rientra nel 150esimo anniversario della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, di Firenze.
Durante la cerimonia di consegna del titolo, il Capo di Stato ha sottolineato la necessità di “dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza“ così che “i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralità della persona, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri“.
Infine, Mattarella ha ricordato Silvano Tosi, allievo e insegnante della “Cesare Alfieri”, riprendendo il suo pensiero, secondo cui “non dobbiamo lasciare che si verifichi una regressione alla tirannide cesarista“. Vediamo meglio come si è svolta la cerimonia.
Laurea ad honorem a Mattarella
Il Presidente Mattarella ha ricevuto la laurea magistrale ad honorem in “Politica, istituzioni e mercato”, dall’Università di Firenze. La cerimonia si è svolta presso il Teatro Maggiore Musicale Fiorentino, in occasione del 150esimo anniversario della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
Come riporta SkyTg24, a presiedere all’evento sono stati la rettrice Alessandra Petrucci, seguita dalla commissione di laurea composta da dieci docenti, e il direttore del dipartimento di Scienze politiche e presidente della Scuola Alessandro Chiaramonte. A esporre la laudatio, invece, è stata la presidente del Corso di laurea magistrale in “Politica, istituzioni e mercato”, Maria Grazia Pazienza:
Il conferimento della laurea in “Politica, istituzioni e mercato” significa tributare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il riconoscimento di figura esemplare della cultura istituzionale italiana, simbolo di come le cariche pubbliche debbano essere interpretate nel rispetto dei valori costituzionali, del dialogo e della competenza.
Attraverso questo riconoscimento, nel 150/o dalla sua fondazione, la Scuola Cesare Alfieri intende offrire alle sue studentesse e ai suoi studenti un modello concreto e ispiratore di servizio pubblico, di rigore democratico e di responsabilità istituzionale.
Il Presidente Mattarella, per la coerenza del suo impegno, la profondità della sua visione e la continuità del suo servizio, incarna in maniera esemplare l’ideale di una politica al servizio delle persone, delle istituzioni e del progresso civile.
Nel corso della cerimonia, Mattarella ha sottolineato: “Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e diritti“. Il Presidente ha, poi, ribadito:
È necessario dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza affinché i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralità della persona, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri.
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Il punto di Mattarella durante la cerimonia

Durante la cerimonia di consegna della laurea ad honorem, Sergio Mattarella si è espresso sulla questione attuale, come riportato da SkyTg24:
I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari.
Sovente vi si fondono i due aspetti.
Non si tratta di fenomeni completamente nuovi.
Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati.
La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi.
Il Capo di Stato si è soffermato, inoltre, sulla Scuola “Cesare Alfieri”, sull’idea su cui si fonda l’istituto e sul modo in cui porta avanti i propri ideali. Queste le sue parole in occasione del 150esimo anniversario della scuola:
Il fondatore della Cesare Alfieri esortava i docenti di dare ai giovani “buone vettovaglie” e di fornirli di “buone armi per tutta la campagna della vita militante”.
Questo proposito appare oggi quanto mai essenziale perché la contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali.
150 anni fa la scuola di scienze sociali Cesare Alfieri nacque col proposito di formare la dirigenza dell’Italia da poco unificata.
L’obiettivo era conferire ai giovani una moderna preparazione, con la confluenza di studi giuridici, storici, economici e sociali.
Una formazione con lo sguardo alla contemporaneità.
Infine, il Presidente ha dedicato una parentesi del proprio discorso al ricordo delle azioni compiute dai padri costituenti e del ruolo svolto dal mondo della cultura, nei lavori dell’Assemblea Costituente:
I padri costituenti si rivelarono capaci di indicare a un popolo devastato dalla guerra, sofferente e disorientato, una prospettiva di futuro, una società aperta da realizzare insieme, nella condivisione dei diritti fondamentali, nella libertà, nel pluralismo delle istituzioni, promuovendo un benessere fondato sul lavoro e un’economia libera e orientata all’utilità sociale, la cooperazione e la pace come obiettivo delle relazioni internazionali.
Vorrei cogliere l’occasione di sottolineare come la nostra Assemblea Costituente si giovò in grande misura del contributo degli uomini di cultura, degli studiosi di diverso orientamento che ne entrarono a far parte, accanto alla componente più schiettamente politica.
La cultura e la scienza sono per loro autentica natura aperte all’interlocuzione, non pretendono di possedere verità assolute, sono inclini a trovare punti di incontro, a raggiungere mediazioni, senza rinunciare ad affermare principi e valori.
Questo rese possibile la nostra Costituzione: una collaborazione autentica e profonda, tra studiosi e rappresentanti politici, nel porre le basi per la rinascita dell’Italia nel segno della democrazia.
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