L’Olimpiade di Milano-Cortina sta sorridendo a Federica Brignone, la quale è tornata sugli sci dopo l’infortunio che l’ha tenuta lontana dalle piste per 10 mesi. In questi giorni, infatti, la “Tigre di La Salle” ha scritto la storia dello sport azzurro, conquistando un oro nel super G e un secondo nello slalom gigante.
La sua è una storia di tenacia e grinta, le stesse caratteristiche che Brignone ha portato e continua a portare in ogni sua discesa. L’incertezza del futuro della campionessa che aleggiava nell’aria in seguito alla caduta ai campionati italiani di Moena, lo scorso 3 aprile, è stata certamente superata.
Con due ori nella stessa Olimpiade, la 35enne è diventata leggenda. Insieme ad Alberto Tomba, è l’unica sciatrice italiana ad aver raggiunto tale traguardo. Le sue medaglie, inoltre, fanno oltrepassare all’Italia il record di metalli olimpici vinti in un’edizione e portano il Paese al secondo posto nella classifica dei medaglieri, con gli attuali 22 trionfi.
L’impresa di Federica Brignone
Per capire l’impresa che Federica Brignone sta compiendo all’Olimpiade di Milano-Cortina bisogna fare un passo indietro, allo scorso 3 aprile. Durante la gara di slalom gigante, ai campionati italiani di Moena, come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, la sciatrice ha inforcato una porta con il braccio, perdendo l’equilibrio.
La caduta le ha procurato la frattura scomposta pluriflammentaria del piatto tibiale e della testa del perone e la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio. Si è trattato, quindi, di un infortunio che di solito conduce gli atleti al ritiro, ma non Federica Brignone. La campionessa ha confermato il proprio carattere, riassunto nel soprannome “la Tigre di La Salle” e, dopo circa 10 mesi, è tornata in pista.
Tra le operazioni, la riabilitazione al J Medical di Torino e le prime prove sugli sci, la 35enne ha ripreso prima a camminare, poi a correre e, infine, a volare sui propri sci, sfuggendo a tutte le avversarie. Il desiderio di raggiungere l’unica medaglia mancante nel proprio palmarès, quella olimpica, è stato più forte di ogni altra cosa e in poco più di 300 giorni Brignone ha compiuto l’impresa.
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Federica Bringone nella storia dello sci

Il sogno di Federica Brignone era quello di conquistare una medaglia d’oro all’Olimpiade. Ieri, però, ha raddoppiato la vittoria e, per la seconda volta nella stessa edizione, è salita sul gradino più alto del podio. Prima il miglior tempo nel super G, che le ha permesso di posizionarsi davanti alla francese Romane Miradoli e all’austriaca Cornelia Huetter.
Ieri, 15 febbraio, Federica Brignone ha duplicato il risultato, sulla neve dell’Olympia delle Tofane, conquistando un’altra medaglia d’oro nello slalom gigante. Ai suoi piedi si inchinano, letteralmente, la seconda classificata, la svedese Sara Hector, e la terza, la norvegese Thea Stjernesund. Il segreto della Tigre, come lei stessa ha dichiarato e come riporta La Gazzetta dello Sport, si è racchiuso forse nelle emozioni provate:
Ero quasi fin troppo tranquilla, avevo paura di non essere abbastanza aggressiva e non me lo spiegavo.
Mi sembrava di aver fatto una manche così così e quando ho tagliato il traguardo e ho visto prima ho sentito solo urla e non ho capito niente.
L’ho vista come una gara di sci, come una cosa non dico easy, ma ho pensato solo al mio sci.
Poi, tutta la soddisfazione della campionessa nell’aver raggiunto questo traguardo storico, che richiama alla memoria il trionfo olimpico di Deborah Compagnoni nel gigante, finora unica azzurra a esserci riuscita, e quello di Alberto Tomba, il solo italiano ad aver messo al collo due medaglie d’oro nella stessa edizione a cinque cerchi. Questo il commento di Federica Brignone:
Per 5 mesi ho faticato a camminare, solo a novembre ho cominciato a sciare come una turista.
È stato un viaggio giorno per giorno.
Ma quando ho visto il gigante di Soelden, a ottobre, ho sentito che tutto questo mi mancava tanto, troppo.
Ho detto: voglio tornare a essere un’atleta.
Ero qui senza l’allenamento, senza il fisico che volevo.
Ma non sentivo per niente la pressione.
Se fosse stato l’anno scorso forse avrei fatto due porte e poi sarei uscita.
Ero già così felice solo per essere qui.
Se fossi venuta qui per l’oro, sarei tornata a casa senza medaglie.
Per me è davvero un miracolo già essere qui.
Sono venuta a Cortina per essere felice, per godermi i Giochi olimpici in casa.
Vincere due ori è un sogno inimmaginabile.
Sono venuta con dubbi, dolori, quasi zero allenamento.
Dopo l’infortunio la tibia non è allineata, eppure è successo questo.
Stiamo facendo bene, siamo cresciuti in tutti gli sport.
Ci sono stati investimenti importanti e si vede, abbiamo una squadra fantastica.
Avere i Giochi in casa consente di investire, ma da anni siamo forti con sci alpino, fondo, biathlon. Spero che non finisca qui.
Dopo aver cantato l’inno cantare a Sanremo?
No grazie, io faccio la sciatrice e rimango una sciatrice.
Faccio fare ai cantanti il loro lavoro.
A concorrere insieme alla 35enne anche un altro grande nome dello sci azzurro, Sofia Goggia che ha commentato la vittoria della compagna in modo sportivo e ammirevole: “La testa è tutto, la fiducia anche. Lei in questo momento ce l’ha, quando sei forte il talento batte quello che può essere un destino molto avverso, quando sei davvero forte nessuno te lo toglie. Da lei ho ancora tanto da imparare, in questi due anni ha messo la sesta e mi ha visto dallo specchietto retrovisore“.
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