Con l’arrivo del nuovo anno emergono importanti novità per quanto riguarda lo Spid di Poste Italiane. A partire dal primo gennaio 2026, infatti, l’azienda ha imposto un canone annuo di 6 euro per chiunque voglia usufruire del servizio.
A essere interessati dall’imposta sono coloro che possiedono lo Spid da più di un anno. Il pagamento avviene al termine delle 12 mensilità e può essere effettuato online, tramite la carta, sul sito posteid.poste.it, oppure negli uffici postali.
Come fa sapere SkyTg24, se ci si dimentica di rinnovare lo Spid, l’identità digitale PosteId rimarrà attiva per altri 24 mesi dall’ultimo accesso, ma le funzionalità saranno sospese. Vediamo nel dettaglio i cambiamenti del servizio.
A gennaio Spid a pagamento
Il 2026 è iniziato da pochi giorni, ma sono già arrivate le prime novità. Per quanto riguarda lo Spid di Poste Italiane, come comunicato nei mesi scorsi sul sito ufficiale dell’azienda, l’identità digitale diventa a pagamento.
Gli utenti che usufruiscono del servizio da più di un anno, dunque, devono versare una quota annua di 6 euro. Questa la comunicazione di Poste Italiane, ripresa da SkyTg24:
Il servizio rimane gratuito per il primo anno.
A partire dal secondo è previsto un contributo annuale di 6 euro per la funzionalità di accesso ai servizi che espongono il logo Spid.
A chiarire le motivazioni della scelta, invece, è Tgcom24, che sottolinea come dal 2023 al 2025 sono aumentati i costi per gestire l’infrastruttura, mentre sono stati congelati i fondi pubblici destinati ai provider del servizio.
Per poter garantire agli utenti un servizio sicuro e sempre rinnovato, gli operatori hanno avuto la necessità di introdurre tale canone di 6 euro, prendendo in considerazione l’elevato numero di soggetti che possiedono un’identità digitale presso Poste Italiane.
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Come pagare il canone

I 6 euro annui dovranno essere versati al termine delle 12 mensilità in corso, tramite versamento online, con la propria carta e sul sito posteid.poste.it, oppure recandosi fisicamente in un ufficio postale. In quest’ultimo caso, bisognerà presentare il codice fiscale proprio o di chi deve rinnovare l’accesso.
Non è necessaria, quindi, alcuna delega o che il titolare dell’Id sia presente al momento del versamento. Se non si rinnova la funzionalità di acceso ai servizi Spid entro la scadenza, l’identità digitale PosteId rimarrà attiva per i 24 mesi successivi all’ultimo accesso.
L’utente, però, non potrà accedere ai servizi, in quanto la funzionalità risulterà sospesa temporaneamente. Il servizio riprenderà nel momento in cui verranno versati i 6 euro. Sono esenti dal pagamento del canone minorenni, cittadini con almeno 75 anni di età, residenti all’estero, titolari del servizio PosteId Spid a uso professionale.
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Le alternative allo Spid
Per chi non volesse versare i 6 euro annui, Poste consente agli utenti, come fa sapere SkyTg24, di recedere entro 30 giorni senza alcun costo e di rivolgersi a un altro gestore Spid.
Nello specifico, attualmente sono dodici i gestori di identità digitale abilitati da AgID, ossia l’Agenzia per l’Identità Digitale. Rientrano tra queste EtnaID, ID InfoCamere, Intesi Group, Lepida, Namirial, Sielte ID e TIM ID.
L’alternativa più immediata rimane la CieID, cioè il sistema pubblico basato sulla carta d’identità elettronica, gratuita, gestita dallo Stato e abilitata ad accedere agli stessi servizi online di Poste Italiane.
Per chi possiede già la Carta d’Identità Elettronica, che sta sostituendo sempre più il documento fisico, è possibile attivarla tramite un’applicazione dedicata. L’operazione richiede pochi minuti.


