Il Consiglio dei ministri si è riunito ieri, 18 marzo, alle ore 19, a Palazzo Chigi per discutere dell’innalzamento del prezzo dei carburanti. Dopo la crisi in Medio Oriente, dovuta allo scoppio della guerra in Iran, si è assistito a un innalzamento dei costi, che ha indotto il Cdm a indire un decreto legge.
A firmarlo è stato il Presidente Mattarella, il quale ha dato il via libera a un taglio di 25 centesimi al litro sui prezzi. Come ha ribadito Giorgia Meloni, e riportato SkyTg24, il decreto punta proprio a fermare immediatamente “gli aumenti ingiustificati“.
Con quanto emesso dal Consiglio dei ministri, quindi, oltre a quello di 25 centesimi, si assisterà anche a un taglio dei crediti d’imposta a favore di autotrasporti e pescherecci, per cui sono stati stanziati dal Governo tra i 500 e i 600 milioni di euro. Vediamo meglio di che cosa si tratta.
Decreto carburanti, cosa prevede?
Si è riunito ieri a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, per discutere delle “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali“. Questo è il titolo del decreto legge contro il caro carburanti, che non solo ha ottenuto il via libera del Cdm, ma anche il consenso di Mattarella.
Il Presidente della Repubblica, infatti, ha posto la propria firma sul documento, che prevede innanzitutto un taglio delle accise sui carburanti per 20 giorni, con conseguente calo dell’Iva, ossia 25 centesimi in meno al litro. La norma, inoltre, impone sanzioni per i benzinai che si dimostreranno speculatori e aiuti all’autotrasporto e alla pesca, proprio come sottolinea SkyTg24.
Per queste novità sono stati stanziati tra i 500 e i 600 milioni di euro. Si tratta dei primi passi che il Governo sta compiendo in materia di carburanti, ma l’esecutivo si è detto pronto ad andare avanti, nel momento in cui la crisi in Medio Oriente dovesse proseguire e, di conseguenza, avere ulteriori ripercussioni sulla situazione in Italia. I tre punti principali del decreto sono stati, quindi, esposti in maniera dettagliata dalla Premier Meloni. Queste le sue dichiarazioni, riprese da SkyTg24:
Il decreto legge che è stato varato oggi prevede sostanzialmente tre cose: primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti; secondo, introduciamo un credito d’imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all’aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l’aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo.
È una misura che, tra l’altro, viene prevista anche per i nostri pescatori.
Terzo e ultimo punto molto importante, soprattutto se collegato agli altri, è che prevediamo un meccanismo antispeculazione.
Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all’effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori.
È un meccanismo che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale.
Leggi anche: Laurea ad honorem a Mattarella: “Incarna l’ideale di una politica al servizio delle persone”
Decreto carburanti, il quadro politico

L’obiettivo del decreto carburanti, ha spiegato Meloni, è quello di fermare immediatamente “gli aumenti ingiustificati” e “la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi“. La Premier, quindi, in un video pubblicato sui social dopo il Cdm ha ribadito:
È una crisi che tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile.
È un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell’immediato, cioè fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi.
E il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice: noi continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione.
Si è accodato al discorso, come riporta SkyTg24, anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il quale ha commentato sul decreto: “Prevede un sostanzioso taglio delle accise, che già dalle prossime ore si trasformerà in una riduzione del prezzo della benzina e del diesel. Un sostanzioso aiuto, a tempo: perché bisogna vedere cosa succede in Medioriente“.
Rispetto alla sua partecipazione a un tavolo con i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere, nella Prefettura di Milano, Salvini ha spiegato: “Come promesso, abbiamo convocato qua in Prefettura le principali compagnie petrolifere perché l’obiettivo è nell’immediato di ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l’aumento, bloccare la speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina. Vogliamo farlo con la collaborazione delle compagnie petrolifere e dei distributori. Li abbiamo invitati per ascoltare da loro che tipo di proposte e di disponibilità mettono sul tavolo“. Ha poi continuato sul decreto:
Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanzioso taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore.
Sono soddisfatto, mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli.
Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l’obiettivo è tornare sotto i 2 euro al litro, possibilmente sotto 1,90.
Il Governo chiede ai petrolieri un prezzo medio massimo e ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti.
Vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Ormuz.
Se la guerra andasse avanti per mesi il problema non è il costo, ma la disponibilità del carburante.
Il decreto carburanti, però, comprende anche delle misure a favore delle imprese della pesca, per le quali è previsto un credito di imposta di 10 milioni di euro, proprio finalizzato a coprire il 20% delle spese per l’acquisto del carburante a partire dai mesi di marzo, aprile e maggio 2026. A tal proposito, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha dichiarato:
Il Governo dà un sostegno concreto al settore ittico italiano, con il credito di imposta del 20% per l’acquisto dei carburanti.
A partire da giovedì le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni.
È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche sia sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall’aumento dei costi di produzione sopportati dai pescatori.
Leggi anche: Rivoluzione Pos, niente più scontrini per dimostrare i pagamenti: cosa cambia da marzo

