Dal 2027, in Italia, potrebbe esserci uno sconto sugli importi delle bollette, come riporta “Il Sole 24 Ore”. È stato raggiunto l’accordo preliminare con l’Unione europea sul decreto, che consentirà di calmierare i costi che gli utenti pagano periodicamente. Per avere la certezza bisognerà aspettare che si attivi il meccanismo per cui le centrali termoelettriche paghino un tetto al prezzo del gas.
Non sono ancora stati chiariti i tempi di attesa per la conclusione dell’iter, che prevede innanzitutto di delineare al meglio il nuovo decreto, il quale andrà a modificare il precedente. Quest’ultimo prevedeva un taglio del costo dei cosiddetti Ets, ma è stato posto uno stop da Bruxelles. Ecco tutti i dettagli che si conoscono finora.
Possibile sconto sulle bollette dal 2027

L’Italia ha raggiunto l’accordo con la Commissione Europea circa il decreto bollette. Devono ancora essere definiti gli ultimi dettagli a riguardo, ma ciò che è certo è che esso punta a stabilire, per almeno un anno, un price cap, ossia un tetto massimo sul prezzo del gas, intorno ai 60 euro a megawattora. Il valore finale si conoscerà, sottolinea “Il Sole 24 Ore”, nel momento in cui il Governo completerà gli aspetti tecnici e il testo del nuovo articolo 6 alla Commissione Europea verrà notificato.
Se l’importo massimo sarà effettivamente questo, ci saranno circa 25 euro a MWh di differenza rispetto ai prezzi attuali, che si aggirano tra gli 85 e i 90 euro. A beneficiarne saranno soprattutto le famiglie che, avendo un contratto a prezzo variabile indicizzato al Pun, Prezzo unico nazionale, scontano le impennate sui mercati internazionali. In questo caso, il risparmio sarà di circa il 10%.
Riscontri positivi li avranno anche le imprese, che potranno usufruire di circa 1,3 miliardi di euro, second le stime del Ministero dell’Ambiente, derivati dalla vendita del gas stoccato dal Gse e da Snam, utilizzati anche per tagliare le bollette delle piccole e medie imprese e degli energivori. Non ci sono ancora certezze sul tempo che Italia e UE arriveranno a completare l’accordo, anche se si parla di fine anno, così da far partire il taglio dal primo mese del 2027.
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L’accordo tra Italia e Commissione Europea
L’accordo tra Italia e Unione europea appare come un punto di incontro, alla luce delle richieste della Penisola di porre un tetto al prezzo del gas di circa 40 euro per MWh e dell’UE di porlo attorno agli 80 euro a MWh. Il prezzo presentato, quindi, si pone esattamente a metà strada. “Il Sole 24 Ore” fa sapere che non è una novità assoluta, in quanto già in Spagna e in Portogallo, nel 2022, era stato fissato un tetto temporaneo di 40 euro per MWh.
In quel caso, l’importo è stato tale per sei mesi, per poi aumentare di 5 euro a MWh per ogni mese a seguire. L’intesa tra l’Italia e la Commissione Europea indica il superamento di alcune distorsioni del mercato elettronico, come il prezzo all’ingrosso dell’elettricità nei Paesi Ue, che è fissato sulla base del costo di produzione della fonte più costosa utilizzata per soddisfare la domanda.
In Italia si fa riferimento alla fonte più costosa e vede una predominanza del gas nella produzione elettrica. Di conseguenza, viene influenzato il costo del 70-75% delle ore di consumo nelle bollette. Per far sì che le richieste della Penisola vengano accettate ufficialmente bisognerà aspettare la messa a punto tecnica del provvedimento, la notifica dell’Antitrust europea, il varo del decreto con il valore del “tetto”.
Questo nuovo decreto, inoltre, andrebbe a superare il precedente di febbraio, con cui il Governo italiano aveva pensato di alleggerire le bollette elettriche tagliando a monte il costo del meccanismo Ets incluso nel prezzo del gas pagato dalla generazione termoelettrica. La misura, però, ha subìto lo stop da parte della Commissione europea, che ha chiesto ai Paesi degli interventi temporanei. Da qui è nata la richiesta dell’Italia di una nuova misura.
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