Novate Milanese tiene acceso il ricordo di Sofia Prosperi, la 15enne lombarda che ha perso la vita nel rogo di Crans-Montana. Nella provincia di Milano, infatti, apre “Casa Sofia”, uno spazio di accoglienza per donne vittime di violenza, madri e bambini.
Si tratta di un punto di ripartenza per i genitori della giovane, Roberta Braghiroli e Matteo Prosperi, i quali hanno deciso di affrontare il dolore e trasformarlo in un bene collettivo. Con la donazione alla Fondazione Arché, hanno sancito un’amicizia che va avanti da anni e acceso la speranza per numerose persone in difficoltà.
L’inaugurazione della struttura, coincisa con il 16esimo compleanno di Sofia, ha trasformato un momento di dolore in gioia condivisa, con messaggi e bigliettini rivolti al cielo, oltre che la presentazione di tutti i progetti di aiuto che la Fondazione offre.
Come nasce “Casa Sofia”

“Casa Sofia” rappresenta il punto di ripartenza di Roberta Braghiroli e Matteo Prosperi, i genitori della vittima italiana più giovane del rogo di Crans-Montana, la 15enne Sofia. Lo spazio nato a Novate Milanese unisce, già solo nel nome, l’abbraccio di un luogo familiare e il ricordo di chi aveva ancora sogni da realizzare e un mondo intero da abitare.
Ecco, quindi, che grazie alla Fondazione Arché è stato possibile completare il progetto. Come riporta Il Corriere della Sera, nella provincia di Milano è stato predisposto uno spazio per accogliere donne vittime di violenza, dolore e privazione. La struttura può ospitare in condivisione fino a tre nuclei di mamme e bambini, offrendo anche supporto in una fase di semiautonomia abitativa, per circa 24 mesi.
Si tratta di famiglie che arrivano da precedenti collocamenti in comunità, dopo aver subìto violenze. Siccome le mamme e i loro bambini hanno ancora bisogno di essere accompagnati verso una piena autonomia economica, abitativa e lavorativa, la Fondazione garantisce un sostegno educativo di 12 ore a settimana.
I genitori della 15enne hanno deciso, dunque, di fare una donazione ad Arché, sancendo un legame consolidato ormai nel tempo. Oltre 30 anni fa, infatti, Roberta Braghiroli e Matteo Prosperi hanno incontrato padre Giuseppe Bettoni, presidente della Fondazione. L’amicizia è proseguita poi con la celebrazione, da parte del sacerdote, sia del matrimonio della coppia che dei battesimi di Sofia e di sua sorella.
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L’inaugurazione di “Casa Sofia”
L’inaugurazione della struttura è avvenuta lo scorso 15 marzo, giorno in cui Sofia avrebbe compiuto 16 anni. I genitori, dunque, hanno deciso di trasformare un giorno in cui sarebbe potuto riecheggiare ancora più forte il dolore in un momento di condivisione e gioia.
Una vera e propria festa che ha riunito oltre centocinquanta persone tra amici, familiari e compagni di scuola, le quali hanno riempito la struttura e fatto volare in cielo cinquanta palloncini bianchi, a cui erano legati bigliettini d’auguri e messaggi indirizzati a Sofia.
I presenti non solo hanno omaggiato la giovane, ma hanno anche potuto conoscere le iniziative della Fondazione Arché. Queste le parole di padre Giuseppe Bettoni, riprese dal Corriere: “Vedere questa casa popolarsi è il modo più vitale per onorare il desiderio della famiglia di Sofia. Da oggi questo spazio smette di essere un simbolo e diventa un approdo operativo“.
“Casa Sofia” si trova all’interno di CasArché, accanto alla comunità mamma-bambino Casa Adriana e agli uffici della Fondazione, così da poter offrire benefici alle famiglie e ai singoli. Arché, infatti, è nata nel 1991 con il fine di prendersi cura dei bambini e dei nuclei familiari vulnerabili, così che possano costruire un’autonomia sociale, abitativa e lavorativa attraverso servizi di cura e supporto a Milano, Roma e San Benedetto del Tronto.
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