domenica, Gennaio 29, 2023

Muore di parto e danno la neonata in adozione, i fratelli 30anni dopo: “Vogliamo solo riabbracciarla”

Una neonata è stata data in adozione nel 1992, dopo che la madre è morta di parto. Oggi la famiglia, comprendente cinque fratelli, la sta cercando anche solo per riabbracciarla.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

La vicenda risale a trent’anni fa, a Lecce, quando una madre muore di parto dando alla luce la propria bambina e il papà dopo tre mesi decide di dare la piccola in adozione. Oggi i fratelli desiderano trovare la sorella e per rintracciarla hanno lanciato un appello sui social:

Vorremmo tanto poterti vedere una sola volta, non ci siamo mai dimenticati di te.

Il padre della neonata ha deciso all’epoca di dare in affidamento la bambina, avendo, dopo la scomparsa prematura della moglie, altri cinque figli di cui occuparsi e per garantire loro un futuro sereno. Per i familiari, residenti a Surbo, in provincia di Lecce, il ricordo della sorella è rimasto un pensiero fisso e costante, per cui oggi vale la pena esporsi e fare di tutto per ritrovarla.

Adozione 30 anni fa: l’appello dei familiari per ritrovare la sorella

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I familiari della neonata data in adozione 30 anni fa hanno pubblicato un post sui social, come appello nella speranza di poter ritrovare la sorella. Ecco cosa scrive la sorella naturale Rosy ricordandola come “quel fagotto ingenuo e tenero“:

Abbiamo provato ogni tentativo. Non ci siamo mai dimenticati di te Valentina e non ci dimenticheremo facilmente.

Sei un chiodo fisso nel cuore e nella mente. Combatteremo e lotteremo, affinché a te arriveremo. Noi tutti vorremmo tanto poterti vedere una sola volta.

Adozione: il sostegno social dopo l’appello dei familiari

La bambina chiamata Valentina era stata registrata in occasione del suo battesimo nel 1992 con questo nome, ma è possibile che oggi possa chiamarsi diversamente. Il padre ha vissuto sempre tormentato da questa vicenda e negli ultimi anni pare non riesca neanche a dormire bene.

Tutti sono uniti nel desiderio di ritrovarla e per questo hanno deciso di rompere il silenzio e gli indugi lanciando un appello sui social.

Tante le dimostrazioni di affetto e incoraggiamento ricevute. C’è chi chiede di avere una foto, altri invece suggeriscono di seguire la traccia del Tribunale dei minori. Pare che, secondo quanto riportato da Repubblica, le condivisioni siano giunte in massa da tutta Italia: non solo Lecce e provincia ma anche Caserta, Gorizia, Cuneo e Milano. C’è addirittura chi si improvvisa detective sbirciando sui vari profili social e prova, partendo dal nome originario, a collegarlo con l’età attuale.

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Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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