domenica, Giugno 20, 2021

Musei aperti anche il fine settimana? Il coro dei direttori: “Siamo pronti”

Di fronte a dati di contagi sempre più confortanti, si impone un solo imperativo: ripartire. E quale modo migliore che farlo all'insegna della cultura?

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Al museo il fine settimana, i direttori dei musei italiani, così come il pubblico, sono pronti.

Le riaperture durante la settimana hanno dimostrato, da una parte, che le strutture, ormai tutte, dispongono di infrastrutture adeguate e sono in grado di organizzare e gestire spazi e flusso di visitatori in modo da mantenere le distanze di sicurezza. Dall’altra, anche il pubblico ha dato prova di essere disciplinato, rispettoso delle regole e di prestar attenzione alle norme anti Covid.

Il calcolo dei rischi rivela un numero pressoché nullo, i luoghi della cultura sono luoghi sicuri.

Cosa significa riaprire i musei?

Cosa significa riaprire i musei?

Il rispetto delle norme di sicurezza è il prerequisito più importante, ma non è l’unico: riaprire i musei durante il weekend potrebbe significare assembramenti nei mezzi di trasporto o dar spazio a occasioni di socialità, ad esempio.

Ipotesi alquanto improbabili, nei piccoli centri in particolare, ma anche nelle più grandi città. I centri culturali che hanno riaperto, infatti, hanno fornito sufficiente evidenza di aver numeri agevolmente gestibili.

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Perché riaprire i musei?

I musei non sono solo centri della cultura, oggi possono essere l’epicentro della ripartenza. Dopo quasi un anno, di fronte a dati che lasciano ben sperare, si ha bisogno di ‘normalità’, di sentire che prima o poi, in qualche modo, la vita ricomincerà a essere quella di una volta.

Tornare al museo anche nel weekend, una possibilità al momento preclusa a coloro che lavorano durante la settimana, darebbe un primo impulso al turismo di prossimità, quel turismo che sarà paradigma delle vacanze 2021. Uscite brevi, un giorno o due alla scoperta dell’inestimabile patrimonio italiano.

Ma c’è di più, e questo di più risiede nella stessa intrinseca natura di questi luoghi: come custodi di opere d’arte, fotografiche, cinematografiche, centri di scienza, cuore di innovazione, i musei sono un incentivo alla curiosità, al sapere, alla conoscenza e sano impulso a un integrale sviluppo della persona.

Insomma, tornare al museo è evadere, svagarsi, ma soprattutto ricominciare, ripartire dalla cultura nutrendo l’anima.

I direttori dei musei sono quanto mai pronti, “Riaprire non solo è possibile, ma è necessario”

I direttori dei musei sono quanto mai pronti, "Riaprire non solo è possibile, ma è necessario".

Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, uno dei musei più frequentati di Roma, spiega:

Riaprire i musei anche nel fine settimana sarebbe un segnale molto importante e, al tempo stesso, un invito a godere del proprio patrimonio in un momento nel quale siamo tutti costretti a rinunciare a qualcosa nell’interesse collettivo.

Le condizioni per farlo in sicurezza ci sono, almeno in quelle realtà come Villa Giulia che non hanno le problematiche dei grandi attrattori.

La cultura ha sempre generato benessere e nelle circostanze attuali il ruolo di servizio pubblico essenziale che è stato giustamente attribuito ai musei dovrebbe essere ancor più garantito.

In modo da fornire un’alternativa originale a quanti non hanno la consuetudine di frequentare i nostri luoghi della memoria e che, proprio grazie alla loro apertura, potrebbero essere indotti a ritenerli finalmente una valida alternativa ai centri commerciali o a tutti quei luoghi del diletto effimeri che molti continuano a prediligere per trascorrere il loro tempo libero.

Inclusione, benessere e invito alla partecipazione attiva al patrimonio costituiscono la nostra missione quotidiana.

Confidiamo presto che possa essere così anche il fine settimana.

Ma dello stesso parere sono decine di direttori di musei italiani. Tra questi, anche Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale, commenta:

Riaprire? Non solo penso che sia possibile, ma ritengo che sia necessario, se davvero crediamo che la cultura sia un servizio essenziale.

Una gestione come quella alla quale dobbiamo attenerci va apertamente contro uno principi basilari dei luoghi della cultura, che è il dovere all’accessibilità. Con le aperture settimanali (che poi sono sempre meno settimanali, nel senso che sono divenute per taluni gestori e amministratori l’alibi perfetto per non aprire e per proporre orari che quanto meno definirei singolari: ‘se non ci sono turisti cosa apriamo a fare’, ‘se la gente va al lavoro cosa si apre a fare’, ‘se le scuole nn ci sono perché essere aperti’… e così via), non riusciamo certo ad andare incontro alle esigenze di quello che è oggi il nostro pubblico di riferimento, e cioè quello di prossimità.

Noi come Palazzo Ducale stiamo attuando tutta una serie di iniziative come il prolungamento di orario fino alle 21, le visite guidate in pausa pranzo, ci stiamo organizzando per aperture la mattina presto, ma non è sufficiente.

Perché questo è un momento impegnativo: dobbiamo consolidare bisogni culturali scoperti in questi mesi o destare quelli assopiti, dobbiamo rimettere in moto una macchina che è vitale non solo per la dignità delle persone che lavorano di cultura, ma per tutti i cittadini.

E poi i musei per aprire nei giorni della settimana si attengono già a quelle regole che ne possono garantire la sicurezza nei giorni festivi: ingressi su prenotazione, biglietti online, distanziamento, termoscanner.

Quindi noi siamo pronti, il pubblico è pronto, e non dimentichiamo che la cultura cura… è un dovere riaprire.

L’Italia scalpita, ma il resto dell’Europa?

L'Italia scalpita per la riapertura dei musei, ma il resto dell'Europa?

Mentre i direttori dei musei italiani scrivono al Presidente incaricato Mario Draghi di riconsiderare al più presto le riaperture, la Francia si rivolge a Emmanuel Macron.

Per la prima volta nella storia, ben undici testate d’arte francesi, direttori di giornali e riviste d’arte hanno firmato insieme una lettera per chiedere al Presidente la riapertura di quei centri della cultura, in Francia ormai chiusi da mesi, da fine ottobre.

Nella lettera scrivono:

Le chiediamo di riaprire al più presto i musei, affinché i bambini e i ragazzi che al momento sono in vacanza, o lo saranno a breve, possano incontrare le opere d’arte dal vivo invece che su di uno schermo […]

Abbiamo piena coscienza del fatto che si tratti di un cammino difficile, stretto da un lato dalle pressioni sul sistema ospedaliero e dall’altro dai risvolti economici e sociali. Ma nella fattispecie dei musei, i protocolli sanitari attivati lo scorso maggio sono stati pensati per evitare il contagio tra i visitatori.

Inoltre, pensiamo che sia possibile aprire questi luoghi almeno durante la settimana, con chiusura alle 18. I nostri vicini italiani e spagnoli l’hanno fatto prima di noi.

Certo, aprire i luoghi del patrimonio significa assumersi il rischio di scontentare i teatri e i cinema, che soffrono allo stesso modo. Approfittiamo però della riapertura di questi siti per misurare l’impatto sul numero dei nuovi casi di contagio e se, come pensiamo, non ci saranno conseguenze negative, ciò permetterà ai teatri e ai cinema di accogliere di nuovo il loro pubblico poche settimane dopo.

Tornare alla grande bellezza del proprio paese è non solo un auspicio, ma una necessità di tutti quei cittadini che ormai da troppo tempo hanno visto togliersela dalle mani, dagli occhi, ma non dal cuore.

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Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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