martedì, Marzo 2, 2021

Tribunale di Milano: “Chiara Ferragni ha copiato e dovrà risarcire i Moon Boot”

La Ferragni con le sue snow boots avrebbe copiato le originali moon boot di Giancarlo Zanatta. La sentenza del Tribunale ha stabilito che dovrà pagare un risarcimento e togliere tutte le copie presenti sul mercato.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Finora il percorso professionale di Chiara Ferragni è stato costellato da successi. In questo caso però il detto “non ne sbaglia una” non è appropriato.

Una sentenza del Tribunale di Milano ha dichiarato che le “snow boots” della Ferragni sono una copia dei Moon Boot, un tipo di doposci realizzato da Giancarlo Zanatta e prodotto dal Gruppo Tecnica. Inoltre tutte le copie presenti sul mercato dovranno essere ritirate e con la parte lesa dovrà essere pattuita una somma come risarcimento dei danni.

Moon Boot, dalla creazione al diritto d’autore

I Moon Boot sono un tipo di doposci ispirati alle calzature indossate da Neil Armstrong sulla luna e in generale a tutti gli scarponi indossati dagli astronauti. Sono una scarpa leggera e impermeabile, realizzata con nylon e schiuma di poliuretano. L’ideatore, Giancarlo Zanatta, si è servito di Tecnica, sua azienda di equipaggiamento sportivo, per la produzione dei doposci, registrando il marchio nel 1978.

Da allora sono stati venduti oltre venti milioni di Moon Boot e non è mancato chi ha provato ad imitarne la fattura. Proprio per questo nel 2016 Tecnica ha indetto e vinto una causa civile presso il Tribunale di Milano, che ha dichiarato il modello di Zanatta un’opera creativa dotata di valore artistico e di conseguenza tutelabile con il diritto d’autore.

I giudici: “Il logo dell’occhio con le ciglia non è segno di originalità”

moon boot_snow boots

I problemi sono iniziati quando Chiara Ferragni ha immesso sul mercato le sue “snow boots”, prodotte da tre aziende che commercializzano i suoi capi di abbigliamento, Mofra Shoes, Diana Srl e Serendipity Srl. La somiglianza con i moon boot era evidente per questo il gruppo Tecnica ha deciso di partire con un’azione legale.

Tre anni fa si era giunti ad un accordo, con l’impegno delle società che gravitano attorno alla Ferragni di non copiare più. Tale accordo però non è stato rispettato e si è passati nuovamente alle vie legali.

Serendipity si è difesa parlando di originalità dei modelli della Ferragni ma per i giudici apporre il logo dell’occhio con le ciglia e qualche brillantino su un modello già esistente non può considerarsi originale.

Alberto Zanatta: “Stiamo lavorando per controbattere i falsi anche in altri Paesi”

moon boot_alberto zanatta

Alberto Zanatta, figlio di Giancarlo, ideatore delle moon boot, è soddisfatto perché la sentenza del 2016 ha segnato una svolta e rappresenta un punto a loro favore nei confronti di chiunque voglia provare a copiare i doposci. Secondo quanto riportato da Repubblica, ecco cosa ha detto:

Ora abbiamo un’arma forte per difenderci contro i tanti falsi in circolazione.

La prima sentenza era del 2016, ma questo passo è importante perché dopo due sentenze è improbabile che qualche giudice decida diversamente.

E noi certo non intendiamo smettere di perseguire i concorrenti sleali.

Forti della posizione acquisita in Italia, stiamo lavorando per controbattere i falsi venduti anche in altri Paesi, a cominciare da Francia e Germania.

Leggi anche: Quando la tecnologia fa lo sgambetto: Chiara Ferragni rischia di perdere 85 mila foto

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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