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L’imprenditoria è donna: 5 startup italiane di successo ce lo dimostrano

Le Female Founders italiane che fanno la differenza: raccontarle è il primo passo verso la vera innovazione.  

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Non serve studiare centinaia di statistiche e dati, chi lavora nel campo dell’innovazione e dell’imprenditoria lo sa bene che per il gentil sesso c’è ancora una strada lunghissima da percorrere. Le donne in carriera, realizzate, competenti, determinate e caparbie hanno sempre ispirato diffidenza invece che ammirazione. Anche il mondo innovativo e in continua evoluzione delle startup è in lotta con un limite culturale vecchio di decenni. In Italia, secondo il rapporto del MISE 2017, le startup femminili sono solo 1.054, il 13% del totale: ancora troppo poche rispetto alle loro potenzialità. Come possiamo spiegarci questo dato se le imprenditrici hanno il 5% in più di probabilità di proporre business innovativi e sono più adatte a individuare i bisogni dei mercati? La correlazione fra la leadership femminile e i risultati aziendali positivi sia nelle startup sia nelle imprese tradizionali è sempre più dimostrabile, come si può notare dalle startup che vi presenteremo oggi.

Le startup sono “roba da donne”

Torniamo a parlare non di un problema biologico ma sociale e culturale, che ha ovviamente ripercussioni economiche. È evidente che una presenza femminile in posizione di leadership all’interno di un’azienda concorre in modo decisivo allo sviluppo dell’impresa: la diversità di genere crea aziende più competitive. Nelle startup, la cui regola di base è quella di avere un team multidisciplinare che possa mettere insieme diverse abilità valorizzando le differenze, questa diversità è ancora più importante.

In ogni caso questi sono solo numeri e i numeri hanno poco significato se non vengono contestualizzati. Quello che conta davvero sono le donne e le loro storie che possono dare ad altre donne la spinta necessaria nell’intraprendere il percorso imprenditoriale. Ecco 5 esempi di giovani imprenditrici innovative che hanno avuto il coraggio di credere nel loro progetto tanto da riuscire a realizzarlo e diventare un modello da seguire.

1. Together Price: l’idea di Sabrina per condividere una spesa fra più persone

L’unione fa la forza: è quello che ha pensato Sabrina Taddei quando insieme a Marco TaddeiLuca Ugolini ha creato Together Price, una piattaforma che facilita l’utente nell’acquisto di gruppo e lo aiuta a condividere le spese di gestione di servizi e prodotti multi-account.

L’idea è nata mentre stavamo realizzando una piattaforma che fosse in grado di aiutare le persone a riunirsi in gruppo per acquistare insieme. Siamo partiti dai biglietti del teatro ma ci siamo resi subito conto che c’era un un buco di mercato che non era ancora stato coperto da nessuno. Abbiamo capito che le persone si univano in gruppo per dividere il costo di piani multi-account. Abbiamo deciso così di creare una piattaforma che permettesse di condividere una spesa comune“.

Together Price è uno sharing network che può abbattere fino al 75% il costo di prodotti e servizi digitali multi-account, non solo in streaming come Netflix e Spotify ma anche software come Office 365, antivirus come Kaspersky e piattaforme di gaming come l’X-Box.

Essere innamorati della propria idea non la rende automaticamente utile al mondo. Il punto di partenza quindi è capire se la tua idea sia una soluzione per qualcuno. Quando siamo partiti col progetto sapevamo già che in rete esistevano dei gruppi spontanei che si organizzavano ancora con i foglietti e con le quote a mano però sapevamo anche che c’era un bisogno ancora maggiore di condivisione, bisogno che abbiamo scoperto tramite la nostra stessa esperienza“- racconta Sabrina Taddei.

Together Price
Il team di Together Price.

2. U-earth: il sogno di Betta ha reso l’aria più respirabile, ora è realtà

La storia di Betta Maggio è stata segnata da due perdite familiari causate da infezioni ospedaliere: questo ha cambiato tutto. Sapere che un’invenzione nata nel laboratorio di suo zio – uno scienziato americano esperto in biotecnologie – avrebbero potuto salvare la vita dei suoi cari, distruggendo i contaminanti dell’aria, è quello che l’ha spinta a dedicare gli ultimi sei anni a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. “L’idea è stata quella di dare alle persone una scelta rispetto a quello che possono respirare esattamente come già fanno con quello che mangiano o bevono e nel contempo abbattere l’inquinamento a livello globale“- racconta Betta.

È questo lo scopo con cui ha fondato U-earth, azienda biotech che ha come obiettivo il contenimento delle emissioni che, se non interveniamo, distruggeranno noi e il nostro pianeta. Betta ha creato un team di eccellenza con la stessa sua passione con cui ha dato vita a Pure Air Zone, un nuovo standard di qualità per le aziende per avere aria pulita come bene disponibile.

Come piccola azienda biotech abbiamo utilizzato tutte le nostre risorse con un enorme sforzo durante questi ultimi otto anni per trovare una soluzione in grado di proteggere le persone anche nell’ambiente esterno” – spiega Betta. “Nel 2012 pensavamo di dover sviluppare una soluzione di emergenza, ma alla fine ci siamo resi conto che questa emergenza cresceva ogni giorno. Non avremmo mai pensato che l’inquinamento potesse diventare un problema così grave. Nessuno di noi vuole che i nostri figli crescano in un mondo in cui non possono proteggersi e in cui sono gli altri a decidere cosa respirare: tutti vogliamo dire la nostra per vivere il futuro che meritiamo“.

Betta Maggio
Betta Maggio, founder di U-earth

3. Medyx: il medico virtuale di Roberta assiste i pazienti in qualunque momento

Questa startup nasce da una storia personale dolorosa e dalla consapevolezza di voler aiutare le persone che si trovano a dover lottare contro una malattia. Spesso infatti le visite e i controlli regolari dal medico non bastano.

Qualche anno fa mio padre è stato colpito da una grave malattia e spesso si dimenticava di assumere i farmaci“-  racconta Roberta Musarò, fondatrice di Medyx.

Da qui è nata l’idea di creare un sistema di alert attraverso chiamate su telefono fisso e cellulare o tramite sms e notifiche via Whatsapp che ricordasse ai pazienti dimessi da cliniche private e ospedali di prendere le medicine nel momento giusto e con il dosaggio corretto. Nonostante la sua giovane età, 25 anni, Roberta è già un’imprenditrice di successo: il suo percorso nelle startup è iniziato nel 2015, quando è stata una delle vincitrici del concorso nazionale per idee di business innovative “InnovAction Lab”.  Ad aprile del 2017 Roberta, insieme a Manuel De Iuliis, ha fondato Medyx, una startup innovativa che collabora con le strutture sanitarie per la gestione dei pazienti post-ricovero.

Il team di Medyx
Il team di Medyx.

4. AmbiensVR:  Veronica ti mostra la casa che vuoi comprare in 3D con la realtà virtuale

Secondo Statista, un portale USA specializzato in analisi di mercato, il business della realtà virtuale toccherà la cifra di 40 miliardi di dollari nel 2020. Ecco perché l’idea di Veronica Vecci, co-fondatrice insieme a Ennio Pirolo di AmbiensVR, è rivoluzionariaportare le interazioni e il coinvolgimento tipiche dei videogiochi in un ambito professionale. Un modo assolutamente innovativo e funzionale di far incontrare domanda e offerta nel settore immobiliare.

Con un investimento tecnologico relativamente contenuto” – spiega Veronica- “sia in termini di tempi che in termini di costi, è possibile portare le esperienze del cliente ad un livello superiore. L’impatto emotivo generato da una galleria fotografica non può essere paragonato a quello dato da un’immersione totale in uno spazio 3d in cui è possibile personalizzare e di fare una serie di ipotesi progettuali direttamente dall’interno dell’immobile virtuale.

Il sistema Ambiens permette alle persone di vivere gli spazi in maniera interattiva, “dialogando” con pareti, oggetti e mobili. Il visore e l’app permettono ai clienti di visitare in anteprima l’appartamento a cui sono interesseti e sperimentare con la disposizione dei mobili e gli oggetti disposti all’interno di questo spazio virtuale, testando le combinazioni dei colori delle pareti, la distribuzione, i diversi materiali per il pavimento e l’arredamento. Ambiens VR si rivolge anche al mondo degli architetti e dei progettisti proponendo rendering immersivi e navigabili.

Il team di Medyx
Il team di AmbiensVR.

5. Direttoo: Chiara ha reso più facile la vita dei ristoratori, ora si riforniscono in un attimo

Chiara Mastromonaco imprenditrice innovativa e poliedrica nel 2012 decide di collaborare con l’azienda vinicola di famiglia, lavorando allo sviluppo del mercato estero. Viene attirata dai cambiamenti nel settore del food & beverage italiano che, sempre di più, si avvicina alle dinamiche del mercato del lusso.

Nel 2016 fonda Direttoo con il ristoratore romano Diego Pelle. La storia di questa startup nasce quindi nella maniera più semplice possibile, ovvero da Diego che comprava il vino per i suoi ristoranti da Chiara. Da un semplice rapporto commerciale, ecco l’idea che ha rivoluzionato la filiera agroalimentare B2B garantendo, ad oggi, un modello di business unico nel suo genere. Obiettivo: dare una opportunità concreta a tutti i fornitori agrifood di vendere i propri prodotti direttamente ai loro clienti ristoratori e quindi di poter crescere e innovarsi.

L’obiettivo di Direttoo è quello di diventare un irrinunciabile alleato professionale per gli imprenditori che hanno bisogno di strumenti gestionali leggeri ma precisi” – spiegano i due fondatori – “perciò la piattaforma ottimizza il processo di ordinazione per i ristoratori e quello di vendita per i fornitori, oltre a consentire agli utenti di raccogliere e analizzare i dati al fine di definire meglio le strategie di marketing.”

Si tratta quindi della prima piattaforma digitale dove i ristoratori possono acquistare tutto quello di cui hanno bisogno per il proprio locale con un solo clic e analizzare in tempo reale l’andamento del proprio business.

Chiara Mastromonaco e Diego Pelle
Chiara Mastromonaco, founder di Direttoo con il ristoratore Diego Pelle.
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3 Comments

  1. […] maggio 2018 Valentina Cuppone Digital […]

  2. […] quindi tutt’altro che una startup di ragazze millennials che hanno deciso di investire in un progetto editoriale femminista pop per dare alle donne la […]

  3. […] Leggi anche: “L’imprenditoria è donna: 5 startup italiane di successo ce lo dimostrano”. […]

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