Cos’è il mutual gaze e perché il contatto visivo madre-figlio è fondamentale per la sua crescita

Avere il mutual gaze con il proprio bambino è importante per lo sviluppo emotivo e cognitivo. Scopriamo cosa dice la scienza e perché è importante.

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Ricordi la prima volta in cui il tuo bambino ti ha guardato dritto negli occhi e hai percepito una connessione profonda, quasi indescrivibile? La scienza ha un nome per questa magia: si chiama mutual gaze, che significa, letteralmente, ‘sguardo reciproco’. Non si tratta solo di uno dei momenti più dolci della maternità, ma di un tassello fondamentale per la crescita, l’apprendimento e la salute mentale del tuo piccolo.

Il mutual gaze, infatti, è il modo in cui mamma e bambino parlano senza usare la voce, creando un ponte affettivo invisibile. Attraverso lo sguardo, il piccolo impara a dare un nome a ciò che prova: se è agitato, ma incontra gli occhi della mamma, imparerà a tranquillizzarsi. Questo contatto visivo costante aiuta la sua mente a svilupparsi in modo sereno. È proprio in questi istanti di silenzio che il bambino scopre di essere amato e protetto, costruendo quella sicurezza interiore che lo accompagnerà per tutta la vita.

Cos’è il mutual gaze e perché è così importante?

mutual gaze, sguardo reciproco tra mamma e bambino

A confermare il potere di questo gesto tanto piccolo quanto straordinario è la Società Italiana di Neonatologia che, in occasione della Giornata Mondiale della vista del 2025, lo ha definito come “la condizione dinamica in cui madre e neonato mantengono e regolano mutualmente il loro sguardo diretto l’uno verso l’altro, in grado di influenzare reciprocamente le risposte comportamentali e gli stati emozionali e cognitivi”.

Ma perché il mutual gaze è così importante? In un’epoca dominata dagli schermi, è fondamentale riscoprire il valore di un incrocio di sguardi. Per un neonato, lo sguardo della madre è un canale invisibile attraverso il quale impara a conoscere il mondo e, soprattutto, a conoscere se stesso. A proposito di questo lo studio Mutual Gaze During Early Mother-Infant Interactions Promotes Attention Control Development sottolinea un’importante evidenza: i bambini che a soli cinque mesi passano più tempo a guardare il volto della mamma a quasi un anno di età risultano molto più bravi a gestire la propria attenzione, imparando a spostare lo sguardo e la concentrazione da una cosa all’altra senza confondersi.

Pubblicato l’8 novembre 2018 sulla rivista “Child Development”, lo studio spiega che in quegli istanti il bambino si sintonizza con le emozioni della mamma. È come se imparasse da lei come restare calmo o come gestire un momento di agitazione. Al contrario, invece, il paradigma della Still-Face, ideato dallo psicologo americano Edward Tronick negli anni ’70, dimostra che quando una madre smette di rispondere visivamente, il neonato prova un disagio immediato.

L’importanza della prevenzione: come utilizzare il mutual gaze per controllare la vista del bambino

Cosa succede, però, se il bambino fatica a mantenere il contatto visivo o se questo scambio è assente? Gabriella Araimo, Segretario del Gruppo di Studio Organi di senso della SIN, sempre in occasione della Giornata Mondiale della vista, afferma che l’assenza di mutual gaze non va mai sottovalutata:

L’assenza di interazioni di ‘mutual gaze’ può rappresentare un motivo di preoccupazione, in quanto un contatto oculare assente o debole potrebbe essere un segno precoce di condizioni atipiche, in particolare nell’ambito del neurosviluppo, oltre che di alterata funzione visiva.

Un contatto visivo strano o molto ridotto potrebbe indicare la presenza di problemi visivi fisici, come lo strabismo o l’ambliopia, nota anche come ‘occhio pigro’, ma può anche essere uno dei primi segnali di possibili alterazioni nel neurosviluppo, come ritardi nell’attenzione o disturbi dello spettro autistico. Per questo la prevenzione è essenziale fin dai primi giorni.

Secondo le stime della Società Italiana di Neonatologia dal 2017 i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza garantiscono screening visivi neonati fondamentali per i bambini, come il test del riflesso rosso, che aiutano a individuare tempestivamente forme di ipovisione e cecità. Le parole del Presidente SIN, Massimo Agosti a proposito:

La prevenzione a tutela della vista dei neonati è sempre più importante non solo per l’identificazione precoce e la presa in carico tempestiva di patologie potenzialmente invalidanti, quali la retinopatia del prematuro e la cataratta congenita, ma anche per lo sviluppo relazionale sin dai primi momenti di vita.

Per monitorare la crescita e intercettare eventuali difficoltà in tempo utile, gli esperti raccomandano di far effettuare al bambino una prima visita oculistica intorno al nono mese o, al massimo, entro il primo anno di vita.

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