sabato, 29 Novembre 2025
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Cos’è il metodo MOF a scuola: alunni al centro e niente sapere frammentato

Il metodo MOF approda in una scuola di Milano. A settembre niente cambio dell'ora e al centro gli alunni, che lavoreranno in gruppo sulle competenze utili per le nuove generazioni.

Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.
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A settembre Milano ospiterà la prima scuola pubblica della città ad adottare il Modello Organizzativo Finlandese. Si tratta di un metodo educativo scandinavo, che pone al centro gli alunni e mete da parte l’orario “spezzettato”, che prevede al suono della campanella il cambio di materia.

L’istituto interessato è il Simona Giorgi del capoluogo lombardo, il quale segue il capofila di Urbania, guidato da Antonella Accili. Come fa sapere Il Giorno, le classi coinvolte nel progetto a settembre saranno due, una delle elementari e una delle medie.

Per poter accogliere il MOF all’interno delle proprie scuole, gli insegnanti si sono preparati a lungo, grazie soprattutto al sostegno di “un comitato scientifico per il supporto pedagogico e didatticoe della realtà scolastica, leader nel settore, Sanoma.

Cos’è il metodo MOF per le scuole?

Il Modello Organizzativo Finlandese è un approccio didattico in fase sperimentale, che si ispira per l’appunto all’organizzazione delle scuole finlandesi. Nello specifico, riporta il sito di Sanoma, punta a un insegnamento più dinamico, che porti gli alunni all’acquisizione delle competenze utili per la vita adulta.

L’orario scolastico, quindi, non è più “spezzettato” tra le varie materie che cambiano al suono della campanella, così come le lezioni frontali sono sostituite da momenti di condivisione e lavoro collettivo. Caterina Cassese, referente del progetto MOF per il comprensivo Simona Giorgi, ha commentato il progetto con queste parole, riportate da Il Giorno:

C’è una compattazione oraria che consente tempi di apprendimento più distesi e di qualità, garantendo un sano equilibrio tra apprendimento e tempo libero.

La giornata scolastica, più armonica e sostenibile, valorizza la didattica laboratoriale, la collaborazione tra pari e l’apprendimento attivo, permettendo agli alunni di costruire conoscenze significative attraverso l’esperienza diretta.

Nel modello finlandese ogni voce conta, è così che l’organizzazione diventa una comunità.

Rispetto alle modalità didattiche, non c’è una divisione netta delle materie, ma ogni insegnante spiega in una cornice ampia di concetti, conoscenze e competenze. Anna Polliani, preside del comprensivo Simona Giorgi, ha affermato:

Abbiamo conosciuto la rete e questa sperimentazione nata dal basso, dalle scuole, attraverso l’università di Milano-Bicocca e la professoressa Elisabetta Nigris.

È stato creato un comitato scientifico per il supporto pedagogico e didattico e c’è un monitoraggio costante anche da parte dell’università.

Sono già stati formati, grazie al sostegno di Sanoma, 50 docenti della nostra scuola.

Leggi anche: Nuovo anno scolastico: “L’accompagnamento emotivo è essenziale”

La scuola di Milano che adotta il MOF

Il Modello Organizzativo Finlandese arriverà a Milano il prossimo settembre, presso l’istituto comprensivo Simona Giorgi, sotto la presidenza di Anna Polliani. In tutta Italia, ad aver aderito al progetto, sono 96 scuole, prima fra tutte una di Urbania, guidata da Antonella Accili.

La rete ha il supporto scientifico del gruppo Sonoma, leader nella Penisola nel settore scolastico e, nello specifico, l’istituto Giorgi si è preparato a lungo per potervi far parte. Nella scuola, infatti, riporta Il Giorno, è stato applicato il “metodo Modi”.

Ciò ha consentito di puntare subito sulla verticalizzazione del progetto, dalla primaria alla secondaria di primo grado, aprendo già a settembre almeno una sezione elementare e una media. Queste le parole di Cassese, riprese da Il Giorno:

Abbiamo scelto di introdurre questo metodo perché sposa il credo della nostra scuola: da anni abbiamo abbracciato metodologie di stampo innovativo, dalla didattica laboratoriale alla costruzione attiva di competenze. A questo “credo” diamo ora un’identità progettuale.

È un modello che mette al centro la persona, non la prestazione.

In un tempo in cui la scuola è chiamata a reinventarsi, il Modello Organizzativo Finlandese non è solo un progetto: è un cambio di visione.

È l’idea che il benessere generi apprendimento, che la collaborazione costruisca comunità.

A settembre non debutta un metodo: debutta una scuola che sceglie il coraggio del futuro.

La dirigente Anna Polliani, invece, ha ribadito che saranno organizzati degli incontri, per meglio spiegare il fine e le dinamiche del progetto:

Nei prossimi mesi organizzeremo anche incontri per approfondire il modello finlandese applicato alle nostre scuole.

Si lavora molto sul protagonismo dell’alunno e si evita la frammentazione del sapere, immergendo i ragazzi in un flusso continuo e diminuendo il livello di ansia e stress provocato dal cambiare sempre materie e dal senso di valutazione permanente.

Leggi anche: Come far appassionare i bambini alla scrittura? Evocando in loro un’emozione

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Giorgia Fazio
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Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.

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