lunedì, 5 Gennaio 2026
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Più si è amici, meno si invecchia: quello che abbiamo da imparare dai delfini

Uno studio australiano dimostra come avere amici di vecchia data rallenta l'invecchiamento. L'osservazione è stata compiuta sui delfini, ma le risposte possono valere anche per gli esseri umani.

Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.
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Secondo uno studio durato 40 anni, essere amici per molto tempo comporta segni di invecchiamento biologico minore. L’osservazione è stata condotta sugli animali marini, nello specifico tursiopi maschi, appartenenti alla famiglia dei delfini, ma i risultati valgono anche per gli esseri umani.

Come fa sapere La Repubblica, per condurre la ricerca è stato utilizzato uno strumento adottato nella ricerca medica sulle persone, per poi applicarlo ai delfini. Si è trattato, quindi, di una sorta di “stimatore dell’orologio epigenetico”.

La scienziata Livia Gerber, che ha portato avanti lo studio presso l’Università di Sydney New South Wales, ha dichiarato:Sapevamo che i legami sociali aiutavano gli animali a vivere più a lungo, ma questa è la prima volta che dimostriamo che influiscono sul processo di invecchiamento“.

Essere amici a lungo rallenta l’invecchiamento

Che l’amicizia sia un bene prezioso è cosa ormai risaputa. Uno studio condotto dai ricercatori del progetto SharkBayDolphins e dell’Università di Sydney New South Wales (UNSW), e pubblicato sulla rivista scientifica Nature, però, dà delle conferme scientifiche a riguardo.

Come fa sapere La Repubblica, la ricerca si è basata su un’osservazione di 40 anni, cha ha comportato il costante monitoraggio di un gruppo di tursiopi maschi, dell’Indo-Pacifico. Gli studiosi hanno analizzato i sistemi sociali di tali delfini, le loro alleanze e la loro cooperazione.

Dallo studio della cura dei piccoli che gli animali conducevano e dal modo in cui venivano strette le relazioni, i ricercatori sono giunti alla conclusione che si potesse applicare l'”orologio epigenetico”, tipico umano, anche al regno dei tursiopi.

Lo studio ha visto, in questo modo, l’adattamento del nostro orologio epigenetico, che aiuta ad analizzare l’età biologica di ogni persona attraverso lo studio del DNA, ai delfini. Ma come è stato possibile?

Leggi anche: Studio sugli animali: “Vivere con un cane o gatto fa bene come sposarsi o guadagnare 80mila euro”

Cosa dice lo studio sui delfini

Lo studio condotto dai ricercatori del progetto SharkBayDolphins e dell’Università di Sydney New South Wales si è basato sull’osservazione dei delfini maschi perché, a differenza delle femmine, stringono legami d’amicizia più forti e duraturi nel tempo.

Gli studiosi, dunque, analizzando solo 50 campioni di cellule di 38 esemplari hanno notato un rallentamento dell’invecchiamento di coloro che avevano legami sociali più forti. I tursiopi tendenzialmente solitari, invece, hanno mostrato segni di vecchiaia, quali meno energia, cambiamenti nella pelle, lentezza nei movimenti, debolezza nella vista.

Livia Gerber, autrice principale dello studio, ha dichiarato quanto riportato da La Repubblica: Le relazioni sociali sono così importanti per la salute che rallentano l’invecchiamento a livello cellulare“. La scienziata ha poi continuato:

Sapevamo che i legami sociali aiutavano gli animali a vivere più a lungo, ma questa è la prima volta che dimostriamo che influiscono sul processo di invecchiamento.

Stabilire i rapporti di amicizia non è semplice, ma sono stati osservati e monitorati diversi maschi che si incontrano per giocare insieme, cavalcare le onde, riposarsi fianco a fianco, un po’ come due compagni di scuola materna che restano insieme durante la scuola, la carriera e poi la pensione e condividono tutte le gioie e le sfide della vita.

Avere degli amici significa cacciare insieme, proteggersi a vicenda e condividere il carico.

Vivere in modo più solitario, invece, comporterebbe un invecchiamento più rapido, l’aumento di cortisolo e maggiori infiammazioni. La spiegazione che hanno dato gli scienziati risiede nella difficoltà delle specie di farsi carico della caccia, della competizione, della difesa dai predatori.

Leggi anche: Turismo pet friendly: quali sono le mete più adatte per chi viaggia con i propri animali?

I benefici dell’avere amici

Avere degli amici fornisce ai delfini una rete di supporto che rende le sfide della vita molto più gestibili“. Questo è quanto sostiene Livia Gerber, pensiero accreditato anche dallo studio condotto.

La ricerca, infatti, come fa sapere La Repubblica, ha tre fini principali. Il primo è sottolineare i benefici dell’amicizia, il secondo far emergere l’importanza dei bisogni sociali, il terzo intendere l’amicizia come una difesa dal tempo che passa. Afferma la ricercatrice:

Da una parte riconoscere che i benefici dell’amicizia sulla salute non sono esclusivi degli esseri umani, ma rappresentano un principio biologico fondamentale per tutti i mammiferi sociali, dall’altra aumentano il concetto che dovremmo cambiare il nostro modo di pensare al benessere degli animali e ricordarci che i bisogni sociali sono bisogni biologici.

Per quanto riguarda le ripercussioni che l’amicizia ha sul tempo che passa, lo studio conferma come strumenti tra cui l’orologio epigenetico possono essere fondamentali per comprendere se anche per altre specie vale la regola appena scoperta.

Lupi o elefanti, per esempio, sono soggetti a un invecchiamento più lento se stringono legami sociali duraturi? Per avere una risposta bisognerà aspettare le ricerche future.

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Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.

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