Prendersi cura del proprio bambino, a volte, significa anche accudire la propria anima, costruendo uno scudo invisibile per la serenità. Un esempio concreto è l’allattamento al seno: allattare non è solo nutrimento per il neonato, è un fattore che riduce il rischio materno di ansia e depressione per un intero decennio. A confermarlo è lo studio Breastfeeding and later depression and anxiety in mothers in Ireland: a 10-year prospective observational study, condotto dal National Maternity Hospital di Dublino.
Pubblicato sul “British Medical Journal”, lo studio dichiara che il segreto di questo legame risiede nell’ossitocina, nota come ‘l’ormone dell’amore’, che non solo facilita la montata lattea, ma agisce anche come una carezza silenziosa sul sistema nervoso delle donne. I ricercatori hanno seguito 168 neo-mamme che, per dieci anni, sono state monitorate con regolarità: prima a pochi mesi dal parto, poi a intervalli di due, cinque e dieci anni.
Questo lungo periodo ha permesso agli studiosi di scattare una fotografia precisa della loro quotidianità, mettendo a confronto salute fisica, stato d’animo e abitudini legate all’allattamento. A conclusione dello studio, quando le mamme avevano in media 42 anni, si è scoperto che quasi tre su quattro hanno scelto di allattare al seno almeno una volta. Oltre un terzo di loro, invece, ha dedicato all’allattamento un periodo complessivo di almeno un anno. I risultati dell’analisi hanno riportato che, a dieci anni dal parto, solo il 13% delle mamme riportava sintomi di ansia o depressione.
la scoperta che rivoluziona il benessere post-parto
Ma come si spiega un risultato simile? Chi ha sofferto di più a livello psicologico era, nella maggior parte dei casi, chi non aveva allattato o lo aveva fatto per poco tempo. Ogni settimana in più di allattamento, quindi, era un piccolo tassello molto importante per ridurre il rischio.
“Fanpage.it” riporta che dietro questi risultati c’è una “regia biologica”. L’ossitocina, durante l’allattamento inonda il corpo della mamma, favorendo la calma e aiutando a gestire meglio lo stress. È come se il corpo, durante le varie poppate, riuscisse a reagire in modo più calmo alle varie emozioni. I benefici, però, non finiscono qui. Allattare tiene lontane diverse malattie metaboliche e crea un legame madre-figlio più solido. Proprio per questo, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda, quando possibile, l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino.
Come l’allattamento al seno favorisce la serenità materna

Gli esperti del National Maternity Hospital di Dublino hanno considerato e analizzato ogni dettaglio: età, istruzione, sport e stile di vita. Anche togliendo questi fattori, il risultato non cambia: l’allattamento fa bene alla mente. Dallo studio Breastfeeding and later depression and anxiety in mothers in Ireland: a 10-year prospective observational study è emerso che le mamme con l’umore più fragile erano spesso le più giovani, le meno attive e quelle che fumavano di più.
L’allattamento, quindi, non è una cura miracolosa, ma è un aiuto concreto. Gli autori della ricerca sono convinti che sia uno strumento in più per regalare serenità alle neo-mamme. Allo stesso tempo, però, fanno un richiamo importante: non tutte le mamme possono allattare. I motivi sono diversi: problemi fisici, uno stress eccessivo, traumi o il rientro al lavoro troppo rapido.
Come riporta “Fanpage.it”, la possibilità che l’allattamento riduca il peso della depressione, rafforza la necessità di ulteriori politiche di supporto. È importante aiutare non solo chi allatta, ma anche tutte le madri che non riescono a farlo. Nonostante questo, secondo gli studiosi servono ancora nuove ricerche per confermare al 100% questo legame tra allattamento e autodifesa mentale.
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