Non è sempre facile gestire i capricci dei propri figli, in particolare se si è genitori alle prime armi. L’educazione emotiva, infatti, è un percorso quotidiano, fatto di esperienze e piccoli gesti che si devono ripetere giorno per giorno. A tal proposito, come riporta Fanpage.it, tre ricercatrici canadesi, Marissa Nivison, Gizem Keskin e Sheri Madigan, hanno reso noti dei consigli per le mamme e e i papà alle prese con le emozioni dei bimbi.
Le esperte della University of Calgary hanno raccolto delle strategie semplici e scientificamente provate che possono aiutare i genitori a spiegare ai figli come riconoscere ciò che sentono e come comportarsi durante una crisi di pianto o di rabbia improvvisa. Vediamo meglio cosa consigliano le ricercatrici.
Capricci dei bambini e genitori alle prime armi

L’educazione emotiva è un aspetto fondamentale nella crescita dei bambini. Di questo percorso ne fanno parte, naturalmente, anche i capricci, che non sempre i genitori sono in grado di gestire. Per tale ragione tre ricercatrici della University of Calgary, Marissa Nivison, Gizem Keskin e Sheri Madigan, hanno approfondito la questione in un intervento sul sito The Conversation.
Fanpage.it ha riportato i consigli delle esperte, le quali hanno tenuto a ricordare che nessun bimbo nasce con la capacità di controllare ciò che prova. Sta alle mamme e ai papà insegnare ai piccoli a riconoscere e a gestire le proprie emozioni. Sostengono le studiose: “I bambini non nascono sapendo come regolare le proprie emozioni: è una competenza che apprendono crescendo“.
Se le emozioni rappresentano il primo modo di comunicare per i neonati, che attraverso il pianto o i sorrisi esprimono cosa provano, con la crescita il mondo emotivo può apparire complicato da gestire, sia per i piccoli che per gli adulti. Nivison, Keskin e Madigan parlano di “cassetta emotiva” in riferimento all’insieme di comportamenti che i figli possono adottare per mostrare gelosia, rabbia o gioia, senza sapere però identificarle e gestirle. Ecco che arrivano in aiuto le esperte.
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4 consigli per gestire i capricci
Nessuna persona nasce con la capacità di riconoscere e spiegare cosa prova. Si tratta di un percorso quotidiano, che si intreccia con le persone con cui si condivide la vita, primi fra tutti i genitori. Marissa Nivison, Gizem Keskin e Sheri Madigan hanno stilato una lista di consigli pratici e scientificamente provati che possono aiutare i genitori a gestire i capricci dei propri bambini, indirizzando i più piccoli verso il riconoscimento delle loro emozioni. Ecco cosa hanno dichiarato le esperte, come riportato da Fanpage.it.
1. Dare il buon esempio
Tra i principali metodi consigliati per educare i propri figli c’è, sicuramente, dare il buon esempio. Lo stesso vale per la gestione dei capricci. Le esperte sottolineano quanto sia importante per i bimbi che i genitori mantengano l’autocontrollo, così che i figli possano interiorizzare dei modelli di gestione più efficaci. Le ricercatrici affermano, infatti: “I bambini sono sensibili alle emozioni degli adulti che li circondano“.
2. Mantenere la calma
Accanto a dare il buon esempio si pone il mantenere la calma davanti ai propri figli. È un aspetto importante, perché per i bambini le emozioni forti possono essere travolgenti, quindi avere come riferimento una persona che si prende un momento per recuperare l’equilibrio è fondamentale. L’autoregolazione dell’adulto diventa così un modello concreto che il bambino impara a imitare nel tempo.
3. Riconoscere i sentimenti
Un punto fondamentale nella crescita dei piccoli è il riconoscimento dei sentimenti. Spiegare con parole semplici cosa accade loro dopo aver fatto i capricci o aver vissuto un’emozione forte li aiuta a comprendere il proprio stato interno. Per le esperte oggetti come le schede delle emozioni con espressioni facciali potrebbero essere utili nell’accompagnare i figli nella scoperta di sé.
4. Sottolineare i comportamenti positivi
L’ultimo consiglio delle ricercatrici è porre l’attenzione sui comportamenti positivi dei bambini e non solo sugli episodi problematici: “Rinforzare questi comportamenti positivi ha dimostrato di ridurre nel tempo il numero e l’intensità degli scoppi negativi“. Il rinforzo positivo consolida le competenze emotive e riduce, infatti, la frequenza delle crisi.
A ogni modo, va sottolineato che capricci e momenti complessi fanno parte del percorso di crescita dei bimbi, soprattutto dei primi anni quando i sistemi cerebrali dell’autoregolazione sono ancora immaturi. Se, però, i genitori ritengono che alcune situazioni appaiono frequenti e ingestibili è bene chiedere aiuto ai professionisti. Nivison, Keskin e Madigan consigliano di intervenire precocemente, così da garantire al bambino e a tutta la famiglia gli strumenti adeguati per una corretta educazione emotiva.
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