Essere comprensivi con i bambini li aiuta a crescere con consapevolezza e fiducia

Secondo la psicologa Becky Kennedy essere empatici con i bambini non è un segno di debolezza, ma un gesto di forza e consapevolezza.

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Durante una puntata del podcast Good Inside, la psicologa infantile Becky Kennedy ha sottolineato l’importanza, per un genitore, di essere empatico e comprensivo nei confronti del proprio figlio.

Il pensiero comune secondo cui la comprensione e la compassione sono sinonimi di debolezza, per la dottoressa, deve essere rivisto. Ascoltare, capire e accettare le emozioni negative dei bambini li aiuta a crescere mentalmente sicuri, calmi e resilienti.

Al contrario, rispondere con severità e sminuire un problema può portarli, con il passare del tempo, a diventare molto duri e critici verso sé stessi.

Vediamo insieme perché i genitori devono mostrarsi aperti all’ascolto e al confronto per aiutare i figli a crescere meglio.

Comprendere le proprie emozioni aiuta i bambini a essere consapevoli

Nella vita di tutti i giorni, per i genitori è normale rivolgersi con fermezza e autorevolezza quando i bambini piangono o si lamentano per motivi che sembrano apparentemente inutili. Rimproverare, criticare o sottovalutare le crisi non risolve il problema, anzi, crea ulteriori disagi e sentimenti di frustrazione nella psiche dei figli.

Secondo Becky Kennedy, adottare un atteggiamento di compassione e apertura non significa permettere ai più piccoli di fare qualsiasi cosa senza regole, ma aiutarli, innanzitutto, a comprendere il perché della propria rabbia e negatività, e poi a saper controllare le proprie emozioni, senza ricorrere a punizioni o rimproveri.

Capisco che tu sia arrabbiato, è normale. Ma so che puoi superarlo”, è una delle frasi più adatte da utilizzare per far sentire i bambini compresi. Se accompagnata anche da un contatto fisico, come un abbraccio o una carezza, può risultare più potente ed esaustiva.

La psicologa sostiene che “è quasi come se vedessimo la compassione come qualcosa di pericoloso”, senza considerare che l’empatia e l’accettazione emotiva sono strumenti preziosi per permettere una crescita sana e consapevole, all’insegna dell’autocontrollo.

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La compassione come punto di forza

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Le tesi di Becky Kennedy non sono le uniche esistenti. Anche la psicologa Kristin Neff, nei suoi studi, ha ribadito diverse volte che le persone che sanno guardarsi con compassione e comprensione hanno maggiori probabilità di superare i momenti difficili e di affrontare errori o problemi con fiducia e determinazione. Chi è stato continuamente sminuito o criticato durante l’infanzia, invece, tenderà a reagire ai fallimenti con severità e disprezzo verso la propria persona.

Abituarsi all’autocompassione sin da piccoli permette di non cadere nell’autocritica distruttiva una volta adulti. Imparare a sentire e gestire le proprie emozioni è fondamentale: è una capacità che tutti dovrebbero sviluppare e allenare nel corso della vita. In questo modo si è in grado di affrontare qualunque tipo di situazione con sicurezza e coraggio, senza sentirsi inadatti.

I genitori, quindi, devono insegnare ai propri figli a essere gentili e pazienti con sé stessi, perché, come conclude Becky Kennedy stessa:

Quando ci rimproveriamo, paradossalmente diventiamo più fragili, perché il dolore non si dissolve: si amplifica.

Comprensione, consapevolezza, accettazione di sé e ascolto sono un bagaglio preziosissimo per vivere armoniosamente e, soprattutto, l’eredità più utile che un bambino possa ricevere.

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