Fare sport riduce i rischi per i bambini con cardiomiopatie: “Ha effetti positivi anche sulla salute mentale”

Un nuovo studio dell'American Heart Association conferma che l'attività fisica migliora la salute dei bambini con cardiomiopatite, sfatando il mito della restrizione assoluta.

Elena Orsatti
Ad image

Per molti anni, scoprire cardiomiopatie nei bambini, malattie del muscolo del cuore, ha comportato limitazioni immediate a sport e attività fisica. La paura di un rapido peggioramento della patologia, spingeva i medici a bloccare ogni tipo di attività fisica, costringendo molti giovani pazienti a una vita di sedentarietà forzata. Oggi, però, il contesto scientifico sta cambiando in modo radicale.

Lo studio Physical Activity in Pediatric Cardiomyopathies: Moving for Health: A Scientific Statement From the American Heart Association, ha evidenziato come per i bambini affetti da cardiomiopatie, i benefici dell’attività fisica potrebbero superare di gran lunga i potenziali rischi. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che riconsidera tutte le convinzioni del passato, mettendo al centro la valutazione clinica sul singolo paziente.

I benefici dell’attività fisica nei bambini cardiomiopatici: perché il movimento è una cura

cardiomiopatie

La sedentarietà che è stata imposta finora ai bambini affetti da cardiomiopatie, non solo non protegge il cuore come si pensava, ma rischia di danneggiarlo ulteriormente, portando a problemi metabolici, sovrappeso e forte disagio psicologico.

A spiegarlo, sono le parole di Jonathan B. Edelson, Presidente del Gruppo di redazione del documento scientifico, docente di pediatria e direttore medico del Programma di cardiologia sportiva e dei Programmi di Trapianto cardiaco e Dispositivi di assistenza ventricolare presso la Divisione di cardiologia del Children’s Hospital of Philadelphia, riportate dal “Corriere della Sera”:

Benché la sicurezza sia sempre al primo posto, interrompere del tutto l’attività fisica nei bambini con cardiomiopatia o ICD porta talvolta a conseguenze indesiderate.

Le ricerche più recenti indicano che limitare il movimento dei bambini può influire in modo negativo sulla salute cardiologica, sul livello di forma fisica, sul benessere mentale, sullo sviluppo sociale e sulla qualità della vita.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Circulation”, ha messo in evidenza come per i bambini affetti da forme di cardiomiopatie, come quella ipertrofica, dilatata, restrittiva o aritmogena, un piano di allenamento ben strutturato produce effetti positivi sull’organismo. Edelson, come riporta “Corriere della Sera”, dichiara, infatti, che lo sport per i bambini cardiomiopatici favorisce una crescita equilibrata, sostenendo la salute, ma anche le capacità relazionali e corporee:

I bambini affetti da cardiomiopatia non dovrebbero essere esclusi in modo automatico dall’attività fisica, inclusi gli sport ricreativi e/o agonistici.

La maggior parte di questi bambini dovrebbe essere fisicamente attiva, con una valutazione, un monitoraggio e una pianificazione individualizzati.

L’attività fisica è importante per la loro salute a lungo termine e per il loro sviluppo fisico e sociale.

Lo studio Physical Activity in Pediatric Cardiomyopathies: Moving for Health: A Scientific Statement From the American Heart Association, ha infatti rilevato come l’attività fisica, che va dalla semplice camminata veloce alla bicicletta, fino al nuoto, potenzia la funzione muscolare, migliora la tolleranza allo sforzo e favorisce un ‘rimodellamento inverso’ del cuore.

L’attività fisica nei bambini con cardiomiopatie migliora anche la salute mentale

C’è un ulteriore aspetto importante da considerare, la salute mentale. La kinesiofobia, ovvero il terrore del movimento rafforzato da decenni di restrizioni mediche, ha avuto un impatto emotivo e sociale devastante su intere generazioni di bambini cardiomiopatici. Spesso etichettati come fragili, i giovani pazienti sono stati isolati dai loro coetanei durante le attività ricreative, le partite al parco o le ore di educazione fisica a scuola. Gli esperti dello studio, dichiarano infatti:

Ai bambini e agli adolescenti con ICD viene spesso consigliato di evitare l’esercizio fisico a causa delle preoccupazioni del medico relative alla dimissione appropriata e inappropriata di ICD, all’aumento della probabilità di aritmie e al potenziale di complicanze legate all’integrità dei cavi ICD. 

Ciò ha probabilmente contribuito alla prevalenza di ansia e sintomi depressivi osservati in bambini e adolescenti con ICD.

Permettere ai bambini affetti da cardiomiopatie di muoversi in sicurezza significa, prima di tutto, restituirgli una normalità che la malattia aveva ingiustamente sottratto. Sentirsi attivi favorisce l’inclusione sociale, accresce la fiducia in se stessi e riduce in modo drastico l’ansia e la depressione legate alla propria condizione.

Leggi anche: Le diete vegetali fanno davvero bene ai bambini? Tutti i benefici secondo uno studio

Condividi
Ad image