Il tuo bambino ha deciso che le verdure sono il suo peggior nemico? Non è un capriccio, potrebbe essere un picky eater. Ma che cosa significa? Picky eater identifica il ‘mangiatore selettivo’. Il termine deriva da picky eating, un comportamento molto comune tra i bambini specialmente tra i due e i sei anni, che li porta a rifiutare cibi mai visti o consistenze ‘strane’. Di solito è una fase passeggera, ma affrontarla con qualche appoggio aiuta a evitare che il momento del pasto diventi uno stress.
Per alcuni bambini indica una vera e propria difficoltà nel relazionarsi con il cibo. E l’impatto più forte è quello emotivo: i pasti diventano un momento di tensione e potrebbero sentirsi a disagio fuori casa, ad esempio in una mensa scolastica, non riuscendo a stringere rapporti con i compagni. Ma cos’è questo fenomeno? E come si riconoscono i picky children? Approfondiamolo insieme.
Il picky eating nei bambini, cause e conseguenze del fenomeno

Secondo lo studio Picky eating in children: causes and consequences, pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Nutrition Society”, a oggi non esiste una definizione unica che spieghi il picky eating. Questo fenomeno è generalmente identificato attraverso tre comportamenti: rifiutare cibi sia familiari che nuovi, richiedere una serie molto limitata di alimenti ed esprimere gusti personali. In molti casi, comportamenti del genere potrebbero includere neofobia alimentare, ovvero la paura o il rifiuto di assaggiare cibi mai visti prima.
La ricerca, sviluppata nel 2018, spiega che la selezione che i bambini fanno del cibo non è dovuta a un unico fattore, ma a una combinazione di elementi. I più comuni sono per i bambini:
- problemi riscontrati durante l’allattamento o nei primi mesi di vita, che possono essere predittivi
- svezzamento con i cibi solidi avviato troppo tardi
- pressione da parte dei genitori a mangiare qualcosa che non vogliono, accentuando eccessiva ansia che può alimentare il rifiuto
Caroline Taylor e Pauline Emmett, autrici dello studio, rassicurano le mamme sul fatto che la crescita fisica generale non viene solitamente compromessa in modo grave dal fenomeno, ma comunque si possono correre altri tipi di rischi più lievi, ad esempio non assumere abbastanza vitamine e minerali importanti, come ferro e zinco. Inoltre, mangiando poca frutta e verdura, si finisce per assumere poche fibre. Questa carenza può portare a problemi digestivi, sviluppando situazioni di stipsi.
Picky eating nei bambini: come intervenire?
Ma come si può intervenire a supporto dei propri bambini? Per prevenire o migliorare il picky eating, il “National Health Service”, il sistema sanitario britannico, suggerisce che la strategia vincente sta nella semplicità e nella condivisione. È importante far mangiare al bambino lo stesso cibo del resto della famiglia. In questo modo imparerà a conoscere e ad apprezzare nuovi sapori soprattutto osservando e imitando i suoi genitori. Non serve a niente costringerlo o dirgli frasi come “se lo mangi tutto ti compro un giocattolo“, rischiando solo che veda il cibo come un nemico o una moneta di scambio.
È consigliabile dare al bambino piccole porzioni e lodarlo anche per i piccoli progressi, evitando di forzarlo se rifiuta qualcosa. Gli spuntini dovrebbero essere limitati a due al giorno, non di più, e non aspettare che sia troppo stanco per sedersi a tavola. Soprattutto, è importante evitare di usare il cibo come premio o punizione. Il momento del pasto deve essere piacevole, non una sfida. Capire se un bambino è davvero un picky children a tavola non è semplice perché non esiste una regola uguale per tutti. Di solito, il problema si risolve da solo quando il bambino inizia a frequentare i compagni e a diventare più autonomo.
L’analisi pubblicata dalla Cambridge University Press, sostiene che in un piccolo sottogruppo di bambini il picky eating non sempre è risolvibile. I soggetti che nella crescita continuano a soffrire di questa condizione, presentano eccessiva magrezza e sviluppo di disturbi alimentari. È fondamentale, quindi, identificare subito il fenomeno, per offrire supporto al bambino nel reintegrare man mano tutti gli alimenti.
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