Bandiere Blu 2026, sale il numero delle spiagge italiane: in testa la Liguria, nuova entrata la Calabria

Sono state rese note le Bandiere Blu del 2026, che quest'anno salgono a 257. Come per il 2025, in testa alla classifica si pone la Liguria, mentre ad azionare un'accelerata è stata la Calabria, in seconda posizione. Il riconoscimento, va sottolineato, coinvolge un'analisi dell'attenzione che ogni Comune ha nei confronti dell'ambiente, dei residenti e dei turisti.

Giorgia Fazio
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Sono state rese note le Bandiere Blu 2026, ovvero le migliori località marittime e lacustri italiane. Tra le principali novità c’è il numero dei luoghi titolati, che dai 246 dello scorso anno sono diventati 257. Di questi, quattordici sono nuovi ingressi.

Come fa sapere Ansa, nello specifico, in testa alla classifica si è confermata la Liguria, mentre sorprende positivamente la Calabria, in seconda posizione con la Puglia. A debuttare, invece, destinazioni simbolo del turismo italiano come Rimini, Lipari e Monte Argentario.

Bisogna ricordare che le Bandiere Blu sono un riconoscimento non solo per il miglior mare o le migliori spiagge, ma soprattutto per l’attenzione che i vari Comuni riservano al rispetto dell’ambiente, dei residenti e dei turisti, come riportato dall’ONG che assegna i titoli, la Foundation for Environmental Education.

Bandiere Blu 2026, le spiagge italiane in numeri

Bandiere Blu 2026

Sono 257 le Bandiere Blu assegnate quest’anno ad altrettanti Comuni italiani, 14 in più rispetto al 2025. Come fa sapere Ansa, parlando di numeri, sono 87 i porti turistici premiati, con tre nuovi ingressi. Nello specifico la Liguria si conferma come guida della classifica, con 35 riconoscimenti per spiagge e laghi, certificati dalla Foundation for Environmental Education.

Per quanto riguarda le 14 new entry, invece, si trovano in Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. In particolare, le calabresi Amendolara (Cosenza), Montegiordano (Cosenza), Falerna (Catanzaro), Locri (Reggio Calabria), dell’Emilia Romagna Rimini, le liguri Andora (Savona) e Taggia (Imperia), in Lombardia Limone sul Garda (Brescia), le pugliesi Morciano di Leuca (Lecce) e Tricase (Lecce), la sarda Teulada (Sulcis Iglesiente), le siciliane Ispica (Ragusa) e Lipari (Messina), in Toscana Monte Argentario (Grosseto).

D’all’altra parte, ad aver perso la Bandiera Blu San Felice Circeo (Latina), Patù (Lecce) e Castrignano del Capo (Lecce). Per i porti turistici sono stati riconosciuti in Friuli Venezia Giulia, Portomaran di Marano Lagunare (Udine), e in Liguria, Marina del Fezzano a Portovenere (La Spezia) e il Porto Carlo Riva a Rapallo (Genova). Seguono Puglia e Calabria, entrambe con 27 riconoscimenti.

Confermate le 20 Bandiere Blu della Campania e delle Marche, quest’anno raggiunte anche dalla Toscana. In Sardegna 17 località grazie a un nuovo ingresso, 16 in Sicilia e Abruzzo, 12 in Trentino Alto Adige, 11 l’Emilia Romagna, 10 il Lazio, 9 il Veneto. Seguono, infine, la Basilicata con 5 riconoscimenti, il Piemonte e la Lombardia con 4, il Friuli Venezia Giulia e il Molise con 2.

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Liguria e Calabria protagoniste delle Bandiere Blu

Nell’elenco delle Bandiere Blu 2026 la Liguria si conferma regione con il maggior numero di riconoscimenti, così come era accaduto lo scorso anno. La Stampa, infatti, sottolinea come sono 35 le località premiate, con Andora e Taggia in qualità di nuovi ingressi. Alle sue spalle, come già detto, si trovano Puglia e Calabria con 27 riconoscimenti ciascuna.

Grande sorpresa di questa edizione è proprio la regione calabrese, che ha registrato la crescita più evidente dell’anno, grazie all’ingresso di quattro nuovi comuni. Ponendo l’attenzione non solo su queste località ma su tutta la classifica in generale, si può notare come l’Italia stia puntando sempre più alla sostenibilità ambientale e delle sue acque. Le Bandiere Blu, infatti, non sono un riconoscimento rilasciato dalla Foundation for Environmental Education solo per il mare più cristallino.

Si tratta di una valutazione che analizza la qualità ambientale complessiva del territorio e i servizi offerti ai residenti e ai turisti. I Comuni, che devono mantenere standard “eccellenti” per almeno quattro anni consecutivi, vengono valutati anche in base alla qualità della depurazione, all’efficienza della rete fognaria, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti. Inoltre, sono messe in evidenza piste ciclabili, mobilità sostenibile, aree pedonali, accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità, servizi di salvataggio o sicurezza dei bagnanti. Claudio Mazza, presidente di Fee Italia, ha sottolineato quanto riporta La Stampa:

La qualità ambientale oggi rappresenta un elemento decisivo per la competitività turistica dei territori.

Investire in sostenibilità, servizi e innovazione significhi rafforzare l’attrattività delle località e costruire economie locali più solide nel tempo.

La stessa Foundation for Environmental Education ribadisce che la Bandiera Blu deve essere letta come “uno strumento di miglioramento continuo capace di spingere le amministrazioni locali verso standard ambientali più alti.

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