OpenClaw arriva su iPhone e Android: come funziona l’app ufficiale degli agenti AI?

OpenClaw approda negli store di Apple e Google con la nuova app degli agenti AI. I chatbot potranno compiere azioni sul dispositivo, senza chiedere il permesso all'utente.

Giorgia Fazio
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OpenClaw, l’assistente di intelligenza artificiale agentica, approda su iOS e Android grazie a un’app. Come sottolinea Ansa, a farlo sapere è stata la stessa organizzazione, la quale ha evidenziato che adesso non sarà più necessario accedere a servizi come Telegram, WhatsApp o iMessage per comunicare con i chatbot.

Il punto focale di questa novità è che l’agente potrà accedere in maniera autonoma a opzioni del dispositivo, come fotocamera, rubrica o calendario, compiendo le operazioni senza il bisogno di chiedere il permesso all’utente. L’organizzazione ha analizzato anche l’aspetto della privacy delle persone che utilizzano l’applicazione e la sicurezza per i dispositivi, prevenendo eventuali virus.

hdblog.it sottolinea, a tal proposito, che l’utente potrà interagire con l’AI tramite la funzione push-to-talk, avendo anche la possibilità di controllare le azioni del Gateway dal telefono. Vediamo, quindi, tutto quello che c’è da sapere sulla nuova applicazione ufficiale e che novità porterà sui nostri smartphone e nel modo di comunicare tra gli agenti dell’intelligenza artificiale e egli esseri umani.

L’app di OpenClaw è ora disponibile

OpenClaw

OpenClaw è l’assistente di intelligente artificiale agentica che, nell’ultimo periodo, ha rappresentato uno dei progetti più discussi del settore. Si tratta, infatti, fa sapere Ansa, di un chatbot in grado di muoversi all’interno dei dispositivi e di compiere azioni autonomamente, senza il bisogno ogni volta di interagire con l’utente per chiedergli il permesso.

Adesso, comunica l’organizzazione, è stata realizzata un’app ufficiale disponibile sia per iPhone che per Android, che garantisce alle persone l’utilizzo di questa opzione senza dover fare ricorso ad altre piattaforme. Finora, infatti, vigeva la necessità di comunicare con l’agente attraverso applicazioni di messaggistica come Telegram, WhatsApp o iMessage.

La nuova app, invece, rappresenta un canale diretto e immediato tra chatbot e umani, già disponibile nei rispettivi store, per essere scaricato. Si tratta, dunque, del debutto ufficiale degli agenti AI sugli store di Apple e Google. Un importante passo avanti in un contesto che vede l’intelligenza artificiale sempre più pregnante e autonoma nei dispositivi.

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Come funziona l’app di OpenClaw

Attraverso i software, comunica Ansa, gli utenti possono chattare con l’assistente e dargli la possibilità di accedere a varie funzioni dello smartphone, come la fotocamera, lo schermo, la posizione, la galleria delle foto, la rubrica, il calendario e il promemoria. OpenClaw, quindi, agisce direttamente sul telefono, compiendo le operazioni senza dover interagire ogni volta con il possessore, per chiedergli il permesso.

Per i più scettici, potrebbero sorgere dei dubbi relativi alla questione della privacy, ma hdblog.it sottolinea che, dopo aver effettuato la procedura di abbinamento tramite codice QR, lo smartphone potrà essere utilizzato come nodo sicuro per chat, chiamate vocali, approvazioni e automazioni basate sul dispositivo.

L’utente può comunicare in tempo reale con gli agenti anche tramite la funzione push-to-talk, inoltre ha la possibilità di controllare le azioni del Gateway dal telefono, l’accesso ad alcune caratteristiche dello smartphone sopracitate, come per l’appunto la fotocamera. In aggiunta, va detto che a febbraio i ricercatori di 1Password e di OpenSourceMalware avevano rintracciato numerose applicazioni aggiuntive dannose, perché contenenti virus, presenti anche sullo store ufficiale di OpenClaw, chiamato ClawHub.

Ad oggi, OpenClaw è un progetto open source gestito da una fondazione, dopo che il creatore Peter Steinberger l’ha ceduta a OpenAI. Le app sono, quindi, pubblicate dalla OpenClaw Foundation. Ciò vuol dire che ci si sta impegnando al massimo per rendere tutte le opzioni rispettose della privacy degli utenti, così da garantire di automatizzare alcuni processi in modo ancora più completo e sicuro.

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