OpenAI ha annunciato una serie di aggiornamenti che riguardano Codex in Europa. Da semplice assistente specializzato nella programmazione, fa sapere hdblog, offrirà infatti supporto per le attività svolte quotidianamente al computer. Nello specifico, l’agente osserva ciò che compare sullo schermo, sposta il cursore e clicca sulle app o siti web, digitando quanto richiesto.
Il chatbot può lavorare contemporaneamente su più finestre, senza ostacolare il controllo della persona che sta navigando. È possibile, dunque, che l’utente entri su un’app mentre Codex è già al lavoro. Per gli abbonati Pro è riservata anche la funzione Chronicle, che consente al chatbot di arricchire le informazioni disponibili con elementi che provengono dall’attività dell’utente, così da capire il contesto di lavoro, senza chiedere spiegazioni. Vediamo meglio come funziona questa novità che è arrivata in Europa.
OpenAI, Codex arriva anche in Europa

A due mesi dal rilascio di Codex, OpenAI ha annunciato una serie di aggiornamenti che riguardano il chatbot nell’Area Economica Europea, nel Regno Unito e in Svizzera. Le funzionalità Computer Use, estensione Chrome e Memorie, quindi, saranno ora disponibili nelle zone citate. Come sottolinea hdblog, i miglioramenti vanno a potenziare lo strumento, offrendo un maggiore supporto per le attività svolte al computer.
Codex, infatti, è uno degli agenti AI più evoluti al momento ed è in grado di operare su applicazioni desktop, sia su Windows che su macOS, osservando ciò che compare sullo schermo, spostando il cursore e cliccando sulle app, digitando quanto richiesto. Tra le applicazioni compatibili ci sono Spotify, Xcode, le Impostazioni di sistema e i simulatori iOS.
L’agente, dunque, interagisce direttamente con i siti web e le applicazioni aperte nel browser, lavorando contemporaneamente su più schede in background senza ostacolare il controllo diretto dell’utente. Un’ulteriore funzione riguarda la memoria personalizzata, attualmente proposta come anteprima di ricerca.
Ciò implica la possibilità di scegliere se consentire a Codex di ricordare preferenze personali, flussi di lavoro abituali, stack tecnologici utilizzati, convenzioni dei repository e modalità operative ricorrenti. Alla luce delle norme stringenti che sono in vigore in Europa, questa opzione è disattivata per impostazione predefinita ed è, quindi, l’utente a scegliere se abilitarla o meno.
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Come funzionano gli aggiornamenti di Codex?
Per installare Codex in una determinata app bisogna aprire “Settings”, “Utilizzo del computer” e “Installa”. Su Mac verranno poi chiesti due permessi, ovvero quello di registrare lo schermo così che l’agente possa vedere le finestre, e di accedere, in modo da poter cliccare e digitare.
Per avviare un’operazione, poi, si scrive @Computer nel prompt o si menziona l’app, descrivendo il compito che Codex deve svolgere. L’agente chiederà, in seguito, il permesso prima di usare ogni applicazione. Come già detto, il chatbot è in grado di eseguire compiti sui siti approvati in background, mentre l’utente sta lavorando altrove. Quindi, può accadere di aprire un’app su cui Codex sta già lavorando.
Per gli abbonati Pro è riservata anche la funzione Chronicle, attualmente in fase di anteprima, che permette di costruire la memoria di Codex utilizzando il contesto recente visualizzato sullo schermo. Ciò vuol dire che il sistema può arricchire le informazioni disponibili con elementi che provengono dall’attività corrente dell’utente, così da capire in modo più facile il contesto di lavoro senza chiedere spiegazioni.
Infine, come riporta hdblog, sono stati inseriti dei piccoli assistenti virtuali animati il cui compito non è quello di scrivere righe di codice al posto dell’utente, ma di monitorare le attività in background, di avvisare quando un compito viene completato o se è necessario un intervento umano, senza dover cambiare finestra o applicazione, in continuazione.
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