Entro il 2029 arriva il 6G: sarà in grado di analizzare i dati anche in modalità wireless

Nel 2029 avremo sul mercato dispositivi tecnologici che presenteranno il 6G. Ciò vuol dire che sarà incrementata l'AI, grazie a nuove forme di onda wireless o maggiori prestazioni in upload.

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Entro il 2029 avremo il 6G sui nostri dispositivi tecnologici. È questa la promessa di Qualcomm, come riporta Repubblica. L’obiettivo della società è integrare l’intelligenza artificiale e potenziali applicazioni. Si stanno realizzando, quindi, nuovi prodotti che possano gestire il traffico aereo e terrestre a bassa quota, analizzare dati su vasta scala e impiegare nuovi dispositivi consumer e aziendali con AI agentica.

Come sottolinea Malladi, ad di Qualcomm, il fine generale del progetto èmettere insieme questi due elementi per creare una generazione (G) molto diversa da tutte le precedenti e non solo concentrata sulle comunicazioni.

Tra i punti di forza del 6G, inoltre, nuove forme di onda wireless e maggiori prestazioni in upload e il rilevamento ad ampio raggio, ossia la localizzazione e la classificazione di ogni oggetto attraverso AI e vari segnali a radio-frequenza.

Presto il 6G sarà sul mercato

Qualcomm, società statunitense incentrata sullo sviluppo delle telecomunicazioni, ha promesso che nel 2029 sbarcherà sul mercato con prodotti commerciali di sesta generazione. Con l’introduzione del 6G, infatti, riporta Repubblica, si può migliorare non solo l’efficienza delle prestazioni, ma anche abilitare nuove classi di servizi come gestione del traffico aereo e terrestre a bassa quota, analisi dati su vasta scala e impiego di nuovi dispositivi consumer e aziendali con AI agentica.

A sottolineare meglio l’importanza del 6G è Durga Malladi, Executive Vice President e General Manager, Technology Planning, Edge Solutions & Data Center di Qualcomm. Queste le sue parole:

Prima di tutto è bene ricordare che i primi lanci del 5G risalgono al 2019, un po’ di tempo fa.

E poi che parallelamente era già in corso un ciclo tecnologico che poi ha preso vita propria: l’AI.

Ma è solo nel 2022, con l’annuncio di GPT-3 di OpenAI, che tutti si sono svegliati e hanno capito che si potevano fare più cose con i dati.

Da qui l’intuizione che tecnologie diverse possono avere un punto convergente nell’AI. All’interno degli smartphone, infatti, l’intelligenza artificiale viene utilizzata per le fotografie, l’elaborazione vocale, l’ottimizzazione dei consumi, il rilevamento dei comportamenti. Malladi ha proseguito:

Il team di ricerca di Qualcomm ha quindi iniziato a pensare se fosse possibile mettere insieme questi due elementi per creare una generazione (G) molto diversa da tutte le precedenti e non solo concentrata sulle comunicazioni.

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Come usare il 6G

6G novità

Il 6G può essere inteso come un’evoluzione del 5G Advanced, che comporta un focus su ultra‑alta capacità, latenza inferiore al millisecondo, integrazione di comunicazione e sensing, maggiore efficienza energetica e affidabilità. Nello specifico, questo tipo di rete potrà essere adoperata per mappare movimenti, presenze, velocità e persino parametri fisici, senza l’utilizzo di sensori dedicati.

Un altro campo d’uso riguarda il coordinare veicoli autonomi in condizioni di scarsa visibilità. La rete radio, dunque, fornirà posizione e traiettoria estremamente precise. Potranno essere gestite, poi, flotte di droni in ambito urbano, con controllo in tempo reale, rilevamento automatico di ostacoli e altri aeromobili, senza dover fare ricorso a radar dedicati o sistemi ottici.

Rientrano nei casi di utilizzo anche la trasmissione in tempo reale di volumi 3D, come ologrammi, la costruzione di gemelli digitali estesi e continui di intere città, industrie o ecosistemi, il monitoraggio medico continuo e non intrusivo, basato su sensing a radio frequenze integrato nella rete, oltre a scenari di tele‑intervento che richiedono latenza e qualità estreme.

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Quali sono i punti di forza

A sottolineare i punti di forza del 6G, come fa sapere Repubblica, è stato sempre Malladi, il quale ha ribadito come l’obiettivo sia introdurre nuove tecnologie che possano integrare AI completamente innovativi:

Quindi, sulla base di questo presupposto, abbiamo iniziato a scrivere i principi di quello che sarà la 6G.

Il primo è la comunicazione, com’era prevedibile, ma con la prospettiva anche di vedere nuovi tipi di dispositivi, com’è stato con dall’inizio del 4G quando sono arrivati i primi veri smartphone.

Le basi su cui l’idea si fonda sono tre. Innanzitutto, nuove forme di onda wireless e maggiori prestazioni in upload:Il 6G sarà un luogo in cui ci sarà molto più traffico in uplink di quanto si sia mai visto prima. A ciò si aggiunge il rilevamento ad ampio raggio, ossia la localizzazione e la classificazione di ogni oggetto attraverso AI e vari segnali a radio-frequenza.

Infine, il calcolo ad alte prestazioni, con il fine di spostare parte dell’intelligenza di elaborazione verso i confini, dove i terminali e le reti locali si connettono a Internet. Ha evidenziato Malladi:

Oggi uno smartphone Android può gestire fino a circa 10 miliardi di parametri AI, mentre per il lancio di ChatGPT nel 2022 ce ne sono voluti 175.

E questo vuol dire anche che l’inferenza sul terminale avviene il 5% delle volte, mentre il resto è demandato nei data center e in mezzo c’è la rete mobile.

Ecco il senso di metterla in gioco con il concetto di performance AI ibrida.

Qualcomm ha collaborazioni in tutto il mondo, ma soprattutto in Cina e Negli Stati Uniti. Di conseguenza, sarà proprio in questi Paesi che ci si aspetterà una prima diffusione dei dispositivi 6G. Attualmente, le istituzioni internazionali e le aziende hanno terminato la fase di visione e definizione del quadro globale relativo alla novità, quindi ci si deve soffermare solo sullo studio e la standardizzazione. Il lancio delle specifiche tecniche avverrà intorno al 2027–2028, mentre il primo lancio commerciale è stimato verso il 2030.

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