La più grande fabbrica europea per addestrare robot umanoidi: il progetto di Generative Bionics

Generative Bionics intende creare la più grande fabbrica europea per addestrare robot umanoidi in contesti il più reali possibile. Le tre sedi saranno divise sul territorio nazionale e internazionale.

Giorgia Fazio
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Generative Bionics ha annunciato il progetto di sviluppare una rete di infrastrutture dedicate alla Physical AI, spazi in cui robot umanoidi potranno essere addestrati per svolgere le più disparate attività. Potrebbe trattarsi, riporta “Repubblica”, del più grande centro europeo per l’addestramento degli umanoidi.

Dovrebbero essere create tre sedi, una in Italia, una in un Paese europeo e una destinata al mercato internazionale, con il fine di rendere gli androidi sempre più precisi nel svolgere azioni quotidiane in contesti differenti. Ecco tutto quello che ha detto l’ad della società, Daniele Pucci, sul progetto.

Il progetto di Generative Bionics

Generative Bionics umanoidi

Generative Bionics è l’azienda italiana, nata nel 2025 come spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che punta a creare la più grande fabbrica europea per addestrare robot umanoidi. La notizia, come fa sapere “Repubblica”, è stata annunciata durante il CES Unveiled di Milano da Daniele Pucci, amministratore delegato dell’azienda. Il piano della società è quello di realizzare una rete di tre strutture dal nome Physical AI Data Factory.

La prima avrà sede in Italia e dovrebbe diventare operativa entro il quarto trimestre del 2027. La seconda dovrebbe avere luogo in un altro Paese europeo, mentre la terza sarà destinata ai mercati internazionali. L’hub di partenza avrà una grandezza di 5mila metri quadri e potrà contare sulla collaborazione di AMD, partner tecnologico attraverso la piattaforma Helios, progettata per fornire l’enorme capacità di calcolo necessaria all’addestramento dei modelli AI e alle simulazioni.

All’interno della fabbrica, infatti, i robot umanoidi saranno addestrati per comprendere come funziona il mondo fisico, mediante dati diversi da quelli disponibili su Internet. L’androide dovrà svolgere attività in contesti che cambiano continuamente e, per tale ragione, Generative Bionics vuole sviluppare robot con caratteristiche specifiche per ciascun settore industriale. Ha sottolineato Daniele Pucci:

Crediamo che un robot umanoide nel cantiere navale che salda un pezzo di acciaio non possa essere lo stesso di un robot umanoide nell’assistenza sanitaria.

E questo non è solo buon senso: crediamo fermamente che i robot umanoidi debbano essere personalizzati per i diversi segmenti di mercato, per comprendere quali sono le reali esigenze dei clienti.

È per questo che il nostro approccio consiste nel costruire una piattaforma che genera robot umanoidi specifici per diverse applicazioni, per massimizzare gli indicatori di prestazione dei clienti ed essere adottati dalla società futura.

Per raggiungere i propri obiettivi l’azienda farà riferimento a GENE.01, la piattaforma umanoide sviluppata dalla stessa società, caratterizzata da una particolare pelle artificiale multimodale che permette all’umanoide di acquisire informazioni attraverso il contatto e la vicinanza.

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Come saranno addestrati i robot?

I robot umanoidi verranno addestrati in ambienti industriali riprodotti anche al computer, attraverso i digital twin, o gemelli digitali. Come spiega “Repubblica”, si fa riferimento a simulazioni che replicano le caratteristiche fisiche degli spazi di lavoro, degli oggetti presenti e dei robot che vi operano. Dopo aver raccolto i dati durante le attività reali, Generative Bionics potrà riprodurre gli stessi compiti in migliaia di simulazioni, modificando disposizione degli oggetti, caratteristiche dei materiali o condizioni di lavoro.

In questo modo verranno studiati eventuali guasti o situazioni pericolose, difficili da ricreare fisicamente. I modelli di intelligenza artificiale addestrati nelle simulazioni saranno poi trasferiti sui robot reali per verificarne le prestazioni. Daniele Pucci ha spiegato che il progetto è simile a un’infrastruttura pensata per produrre dati specializzati per la robotica:

Il modello di intelligenza artificiale per l’assistenza sanitaria sarà diverso dal modello di intelligenza artificiale per la produzione, che sarà diverso dal modello di intelligenza artificiale per la logistica.

E questo ci porta a un problema di generazione di dati sovrani.

Dobbiamo costruire e produrre dati per avere informazioni multimodali che vadano ben oltre il testo e le immagini, che hanno addestrato i cosiddetti LLM fino ad ora.

Dopo la presentazione del progetto, l’amministratore delegato di Generative Bionics ha rilasciato maggiori informazioni sulle tempistiche, affermando che la società intende realizzare un primo nucleo della Data Factory entro la fine del 2026:

Noi abbiamo l’obiettivo di mettere a terra il primo seed per il quarto trimestre del 2026 della Data Factory.

Chiaramente abbiamo un grosso problema per farla su larga scala, che è l’accesso al silicio.

In questo momento l’accesso al silicio non è facile.

Dobbiamo stabilire delle partnership che ci consentano di scalare, perché se noi facciamo la Data Factory con quattro GPU non ci facciamo niente. In questo momento è un problema di scala.

Ecco perché partnership solide, che non vengono da una sola parte del mondo, rafforzano la resilienza.

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