Governance dell’AI, più regole per tutelare la privacy degli utenti: “Verranno adottate linee guida e raccomandazioni”

Durante l'Audizione alla Camera Garante della Privacy e Agcom hanno sottolineato la necessità di regolamentare l'AI in Italia sulla base della normativa europea. Fondamentale anche l'alfabetizzazione all'intelligenza artificiale.

Giorgia Fazio
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La presenza sempre più capillare dell’AI nella quotidianità rende necessarie delle azioni che tutelino la sicurezza dei dati personali e dei servizi digitali. Questo è l’obiettivo dell’AI Act e non solo. Come sottolinea Ansa, svolgono un ruolo chiave anche il Garante Privacy e l’Agcom.

Le due Autorità, durante l’Audizione alla Camera, hanno espresso il bisogno in Italia di regolamentare l’AI sulla base della normativa europea, così da non rimanere indietro. Indispensabile anche l’alfabetizzazione ai nuovi strumenti tecnologici, sia a scuola che a lavoro.

Più regole per l’AI

AI Act

Garante Privacy e Agcom hanno le idee chiare su quale deve essere il futuro dell’AI in Italia. Durante l’Audizione informale alla Camera dei Deputati sul decreto legislativo che allinea la normativa italiana all’AI Act europeo, dal 2 agosto pienamente applicabile, le due Autorità hanno sottolineato la necessità di una regolamentazione dell’intelligenza artificiale per tutelare i dati personali e i servizi digitali.

Si tratta di un insieme di norme che dovrà essere sottoposto ai vari passaggi parlamentari, prima della definitiva approvazione, ma che si auspica possa entrare in vigore il prima possibile. L’obiettivo è quello di non far rimanere l’Italia indietro rispetto alla regolamentazione e all’alfabetizzazione nella scuola e nel lavoro. Giacomo Lasorella, presidente Agcom, ha affermato a tal proposito:

La principale criticità del decreto che mi permetto di mettere in evidenza è nell’articolo 12 relativo al comitato di coordinamento.

La competenza trasversale dell’Intelligenza artificiale finisce con l’incidere con le competenze in materia di servizi digitali dell’Autorità.

I temi di connessione dell’Agcom con l’IA sono stretti.

Si veda il caso concreto di Google Ai Overview e Ai Mode segnalato all’Ue, cioè l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel motore di ricerca, per verificare se incide sul rischio di pluralismo e se Google abbia mitigato questo rischio.

Ma anche il diritto d’autore per cui c’è bisogno di raccordare i sistemi IA con i servizi digitali e la tutela dei minori per cui il Tusma conferisce all’Autorità competenza mediatica e digitale.

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L’urgenza di un decreto sull’AI

Il motivo per cui servono più regole a tutela della privacy degli utenti è stato spiegato da Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la protezione dei dati personali. Queste le sue parole, riprese da Ansa:

Il decreto va integrato rispetto ad alcune specifiche implicazioni che il Garante Privacy ha nei rapporti con le altre Autorità per l’IA e, più in generale, nel sistema istituzionale di governance dell’Intelligenza artificiale.

All’Autorità – nell’ambito dell’articolo 74 del regolamento IA – andrebbe riconosciuto il potere di adottare linee guida e raccomandazioni, mentre manca un espresso richiamo al sistema sanzionatorio presente invece per le altre Autorità.

Per la governance di un fenomeno complesso come l’IA spero possa avviarsi un’organica revisione degli stanziamenti riservati all’Autorità, oggi insufficienti rispetto alle sue esigenze funzionali.

Nel corso dell’audizione presso la Camera dei Deputati, tenutasi in forma congiunta tra le commissioni Trasporti e Attività produttive, sono intervenuti diversi esperti di intelligenza artificiale. Nello specifico, Guido Scorza, avvocato, docente di diritto delle nuove tecnologie ed ex componente del collegio del Garante per la protezione dei dati personali, ha commentato:Il tema delle risorse è importante e l’AI Act impone agli Stati membri di dotarne le Autorità, anche perché la loro attività è l’unica chance effettiva di indirizzare l’impatto dell’IA.

A intervenire è stata anche Teresa Numerico, professoressa associata di Filosofia della Tecnologia presso l’Università Roma Tre, secondo cui: Rispetto ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale la didattica è vecchia, la struttura della scuola va cambiata. Infine, per Antongiulio Lombardi, esperto di diritto e tecnologia: “È necessaria la tempestività nell’approvazione delle norme e uno strumento che possa fare manutenzione del quadro normativo e allinearlo alle esigenze, essenziale in materia di formazione e governance“.

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