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Il Premier Conte parla al Senato: “Caro Matteo, mi preoccupa la tua concezione di governo”

Con le considerazioni del Presidente del Consiglio sulla rottura tra Lega e M5s si entra nel vivo della crisi di governo. "Questo governo si arresta qui" afferma Conte, annunciando la sua salita al Quirinale.

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Il Premier Giuseppe Conte parla al Senato con un discorso a difesa dell’operato del governo. È un duro attacco contro il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che, tredici giorni fa, dopo che la maggioranza M5s-Lega si era spaccata sull’Alta velocità Torino-Lione, è andato da lui, a Palazzo Chigi per annunciargli l’intenzione di porre fine a questa esperienza di governo e “capitalizzare il consenso”. Il giorno seguente Salvini ha annunciato via nota una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio. Nella conferenza stampa convocata qualche ora dopo Conte ha affermato che sarebbe andato in Parlamento a comunicare la verità sulle ragioni di questa crisi, spingendo il Paese verso le elezioni politiche anticipate. Ecco tutti gli aggiornamenti.

Il premier Conte durante il suo intervento in senato ha definito

Oggettivamente grave, per le conseguenze economiche e politiche sul Paese, la decisione di Matteo Salvini, di staccare la spina al governo depositando una mozione di sfiducia. La crisi non si può consumare con dichiarazioni affidate ai social o nelle piazze senza un adeguato contraddittorio in Parlamento. 

La decisione della Lega

Interrompe prematuramente per ragioni elettorali un’operazione di governo che aveva ottenuto molti risultati e molti ne stava realizzando – la decisione di Salvini viola – Il solenne impegno che il leader della Lega aveva assunto con il contratto di governo e comporta gravi rischi per il Paese. 

Le scelte compiute da Salvini sono segno di

Grave carenza di cultura istituzionale. Perché aprire la crisi in pieno agosto quando ormai da molte settimane era chiara l’insofferenza per una crisi ormai considerata limitativa dell’ambizione di governo di chi ha chiesto “pieni poteri”? Un gesto di grave impudenza istituzionale, suscettibile di precipitare il Paese in una vorticosa spirale di incertezza politica e insostenibilità finanziaria.

E continua rivolto al Ministro degli Interni, seduto accanto a lui:

Caro Matteo, mi preoccupa la tua concezione di governo, le crisi si risolvono in Parlamento, non nelle piazze. Non abbiamo bisogno di persone con pieni poteri ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Se tu avessi dimostrato cultura delle regole e responsabilità istituzionale l’azione di governo ne avrebbero giovato.

Il premier ha poi ripreso Salvini per non essere venuto in Senato a riferire sulla “vicenda russa” che ha importanti “risvolti internazionali“:

Avresti evitato al presidente del Consiglio di venire in Aula al tuo posto, rifiutandoti peraltro di riferire le informazioni in tuo possesso-  accusando Salvini di avere – in molteplici occasioni invaso le competenze di altri ministri minando l’efficacia dell’azione. 

Questo governo si arresta qui” per via della crisi che lo “compromette” afferma quindi Giuseppe Conte e concludendo il suo intervento, annuncia che si recherà al Quirinale a rassegnare le dimissioni.

L’inizio del dibattito, la replica di Matteo Salvini

Inizia a parlare Matteo Salvini:

Rifarei tutto quello che ho fatto. In quest’aula ci sono persone libere e persone un po’ meno libere. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è un uomo libero. Mi dispiace che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno, me ne dolgo. La critica più surreale è stata che non si fanno le crisi di agosto perché agosto per i parlamentari è sacro. Porto a casa un’Italia più sicura dopo quest’anno di governo.

E continua:

Se questo governo si è interrotto è perché c’erano in commissione in parlamento e in consiglio dei ministri dei signor no che bloccavano tutto. Se da settimane e non da mesi qualcuno pensava a cambi di alleanze non aveva che da dirlo in quest’aula” – prosegue Salvini, accusando il premier di aver – Chiesto consigli alla Merkel per fare campagna elettorale. L’Iva non aumenta se si vota a ottobre, c’è un governo e fa la manovra.

Il Ministro degli Interno ha poi risposto alle accuse di aver passato troppo tempo in campagna elettorale affermando che “Non bisogna mai perdere la voglia di ascoltare i cittadini“. E a proposito delle critiche di Conte sull’uso dei simboli religiosi, ha affermato di aver sempre

Chiesto la protezione del cuore immacolato di Maria non per me ma per gli italiani. Chiedo la protezione della Madonna finché vivo, ne sono ultimo e umile testimone. 

La risposta di Matteo Renzi

Dopo il botta e risposta tra Conte e Salvini, prende la parola il senatore del Partito Democratico, Matteo Renzi:

Un nuovo governo non è un colpo di Stato, un voto in autunno è un colpo di sole. Il governo populista ha fallito, il populismo funziona bene in campagna elettorale, un po’ meno quando si tratta di governare.

Renzi ha poi accusato il governo di aver “creato un clima di odio” e ha criticato Conte per aver firmato il decreto sicurezza bis. In risposta alle argomentazioni religiose del Ministro dell’Interno il senatore del PD ha poi menzionato il Vangelo per esortare Salvini a far sbarcare i migranti sulla Open Arms. Ha poi affermato che, nel caso in cui il Pd e il M5S faranno un governo insieme, lui non ne farà parte. L’urgenza è evitare un aumento dell’Iva che avrebbe “un effetto devastante sui consumi“.

Ieri sera alle 20:00 la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, presentata al Senato lo scorso 9 agosto ma mai calendarizzata per l’Aula.

La replica di Conte

La replica di Giuseppe Conte alla Camera inizia dall’immigrazione:

Non rinnego nulla, non è nel mio stile, mi assumo tutte le responsabilità ma sin dal mio primo Consiglio Europeo questo governo ha portato una piattaforma politica articolata su sei premesse e dieci obiettivi, quindi date atto a questo governo che è stato in grado di affrontarlo in maniera ampia e complessa. Questo governo si è reso responsabile di una politica di maggiore rigore nella consapevolezza che quella attuata fino a quel punto si era rivelata non perseguibile e inefficace. Una indiscriminata accoglienza equivale a non accoglienza.

Dopo il ritiro della mozione di sfiducia ha affermato:

Se amiamo le istituzioni abbiamo il dovere della trasparenza. Dobbiamo essere d’accordo su un punto che non possiamo affidarci ad espedienti, tatticismi, giravolte verbali che io faccio fatica a comprendere. Sono molto lineare. Se c’è mancanza di coraggio me l’assumo io di fronte al Paese che ci riguarda e prendo atto che il leader della Lega che ha stentato nella leale collaborazione manca nel coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti. Se gli manca il coraggio dal punto di vista politico, me la assumo io. 

Conte si è poi recato al Quirinale, per rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, il quale stamattina ha dato avvio alle Consultazioni.

 

di Martina Mugnaini

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