giovedì, Settembre 24, 2020

I cambiamenti climatici si studieranno nelle scuole italiane

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

L’istruzione svolge un ruolo chiave nella preparazione dei futuri cittadini di un Paese, per questo la scuola deve sempre tener conto dell’evoluzione dei costumi. Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, ha annunciato i cambiamenti che, da settembre del prossimo anno, interesseranno le scuole italiane. Saranno obiettivi specifici: lo studio dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile. Sono già stanziati fondi per la formazione dei docenti in materia di educazione all’intelligenza emotiva, misura scelta per contrastare il bullismo. E nel disegno di legge, approvato in via definitiva il 20 agosto 2019, come legge 92/2019, figurano anche lo studio della Costituzione italiana, delle istituzioni nazionali, europee e internazionali, educazione alla cittadinanza digitale, fondamenti di diritto e educazione alla legalità.

L’importanza dell’educazione civica

L’educazione civica sarà materia obbligatoria da inserire nel curricolo a livello primario e secondario a partire dall’anno scolastico 2020-2021. Il mondo è in evoluzione costante e per questo l’istruzione deve essere costantemente al passo con i tempi. Per permettere a bambini e ragazzi di affrontare il mondo con conoscenze adeguate, è importante fornire loro i migliori mezzi possibili. Un modello di scuola che si interfacci con il presente può dare più chance ai nostri ragazzi ed è quello che ci si auspica per il futuro delle nuove generazioni. Come è valso per l’informatica e l’inglese, che ormai si studiano a scuola sin da tenera età, sono state messe al vaglio altre discipline che meritano di essere apprese e approfondite dai più piccoli. Nel prossimo anno scolastico sono 33 le ore totali dedicate all’educazione civica con gli specifici obiettivi di insegnamento sopra indicati. Ore durante le quali i ragazzi studieranno anche il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile.

La centralità dei cambiamenti climatici

L’Italia è il primo Paese ad aver inserito nei propri programmi scolastici quest’obiettivo specifico. Il ministro Fioramonti, in un’intervista per l’agenzia Reuters dice:

L’intero ministero sta cambiando affinché la sostenibilità e il clima siano al centro del modello educativo. Anche molte materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica, saranno studiate in una nuova prospettiva legata allo sviluppo sostenibile.

Lo sviluppo sostenibile sarà studiato nelle scuole italiane a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

Infatti, se di primo acchito il cambiamento sembra molto più timido di quanto si vuol far credere, la revisione che coinvolgerà anche le materie ‘tradizionali’, fa ben sperare. Soprattutto perché, fortunatamente, la scuola è più avanti della nostra politica e l’editoria scolastica italiana già da alcuni anni è impegnata a rivedere i testi di scienze per dare più spazio ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, come raccomandato dall’UNESCO nel rapporto strategico del 2014. I materiali di supporto da fornire ai ragazzi sono già pronti, per cui tematiche un tempo confinate in qualche riquadro di fondo pagina saranno ora centrali nei libri di testo. E così nei capitoli dedicati al ciclo del carbonio si spiega come la deforestazione e l’impiego di combustibili fossili abbiano esasperato l’effetto serra, o come l’abuso di fertilizzanti in agricoltura abbia stravolto i cicli dell’azoto e del fosforo, o ancora di come le attività umane siano responsabili di una drammatica perdita di biodiversità.

Istruire le coscienze delle future generazioni

L’istruzione può svolgere un ruolo centrale per aiutare le persone a sviluppare conoscenze, abilità, valori e comportamenti necessari a uno sviluppo sostenibile. E lo stesso assunto ha valore per affrontare altri temi che richiedono l’intervento delle Istituzioni. Così come ragazzi più preparati e responsabili sulle questioni relative all’ambiente saranno più propensi al rispetto dell’ecosistema e del pianeta, anche aiutare bambini e adolescenti a conoscersi più a fondo potrebbe porre un freno al crescente clima di odio. L’introduzione dell’intelligenza emotiva nelle scuole è la misura scelta dall’Italia per contrastare il bullismo.

Stop al bullismo. L’insegnamento dell’intelligenza emotiva è la misura scelta dall’Italia per contrastare il bullismo nelle scuole.

Si parla di fondi da 200 mila euro l’anno dal 2020 al 2022 destinati alla formazione del personale docente. Moduli specifici destinati agli insegnanti che educheranno i ragazzi a riconoscere i sentimenti propri e quelli altrui per gestire positivamente azioni e relazioni. Secondo Daniel Goleman, psicologo esperto in scienze comportamentali:

La vita emotiva è una sfera che, come sicuramente accade nel caso della matematica o della letteratura, può essere gestita con maggiore o minore abilità, e richiede un insieme di competenze esclusive.

Elaborare correttamente le emozioni aiuta i ragazzi ad avere comportamenti adeguati di fronte alle difficoltà dalle quali potrebbero scaturire comportamenti devianti, mentre una gestione consapevole dei propri sentimenti porta a sviluppare abilità sociali che migliorano le relazioni con compagni e insegnanti. Perché la conoscenza di sé e l’empatia sono capacità che compongono l’intelligenza umana e possono essere sviluppate.

Servono investimenti

Il nostro Paese sembra aver imboccato una buona strada con la riforma scolastica, ma non mancano gli scettici. I continui tagli all’istruzione hanno svuotato le casse del Miur e qualsiasi riforma, anche quella della scuola, prevede una serie di investimenti. Il ministro Fioramonti, ha dichiarato:

Un governo progressista deve sincronizzare l’Italia sull’orologio delle nazioni più progredite, che da anni fanno quello che io propongo, a partire da un finanziamento importante, continuo e puntuale su ricerca, università e scuola. Non cedo. Voglio i tre miliardi per la scuola.

Seminare oggi per avere più possibilità nel futuro è la filosofia sposata dal Ministro. E non sembra affatto sbagliato insistere sulla centralità dell’istruzione se si vuole veramente ottenere un cambiamento nel futuro.   di Elza Coculo

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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