Le figlie di Sgarbi difendono il padre: “Non è così tremendo, è un papà dolce”

Le figlie di Sgarbi non se la sono presa per quanto affermato dal padre a Domenica In. Anzi: lo hanno pure difeso. Ecco cosa hanno detto.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Figlie Sgarbi difendono il padre. Ha fatto molto discutere quanto affermato dal critico d’arte a Domenica In in occasione della festa del papà, quando si è reso protagonista di un momento più che imbarazzante (oltre che offensivo) affermando: “Le ragazze del 2000? Tutte tro*e”.

Poi, la domanda alla figlia minore Evelina: “Tu sarai del 1999 no?”. “No, del 2000”, la risposta di lei. Gelo in studio. Poi, il disperato tentativo di Mara Venier di glissare. In ogni caso, stando a quanto porta TPI, le giovani ragazze non si sarebbero offese per l’assurda uscita del padre.

Figlie Sgarbi difendono il padre: “Non è così tremendo”

Le figlie Sgarbi non se la sono presa per quanto affermato dal padre a Domenica In. Anzi: lo hanno difeso, pur riconoscendo che quello non fosse proprio il momento adatto per una battutaccia del genere. Nello specifico, Alba ed Evelina hanno detto in merito:

È il nostro modo di scherzare, dai. Certo, detta in tv alle tre di pomeriggio magari non era una battuta tanto adatta, gli è uscita un po’ male. Papà non è così tremendo, ma quando c’è da parlare si infervora e non ne azzecca una. 

Poi, Alba ha aggiunto: “Stava soltanto giocando, gli piace scherzare. È un papà dolce, non quello sempre arrabbiato che conoscete voi. Quando ho bisogno, per me c’è sempre”.

Perché le parole di Sgarbi sono inaccettabili

A far discutere, oltre all’uscita sessista, era stato pure il fatto che Sgarbi non conoscesse l’anno di nascita della figlia, che avesse speso quelle parole proprio in occasione della festa del papà, in diretta nazionale di domenica pomeriggio. E che, soprattutto, certe battutacce da bar fossero state pronunciate fieramente da un uomo che, di fatto, è un esponente del Governo in carica. E non solo.

Vittorio Sgarbi, infatti, è sì sottosegretario alla cultura del governo Meloni, ma è anche consigliere regionale in Lombardia, sindaco di Sutri, prosindaco a Urbino, assessore alla cultura a Viterbo, commissario per le arti a Codogno, presidente delle fondazioni Ferrara Arte, Mart di Rovereto, Mag di Riva del Garda, Gipsoteca del Canova a Possagno. E ora pure candidato al consiglio provinciale dell’Alto Adige.

Vittorio Sgarbi e i tre figli

Figlie Sgarbi: il critico d’arte ha pure un altro figlio. Si tratta del maggiore, Carlo, oggi 32enne, avuto dalla stilista Patrizia Brenner (deceduta nel 2002), la cui paternità gli è stata attribuita nel 2011 dalla Corte d’appello di Ancona. Il ragazzo ha la stessa passione del padre per il giornalismo e per la politica, anche se durante un’intervista ha affermato di non avere contatti con Sgarbi e di avere con lui un mero rapporto di convenienza.

Dopo Carlo, c’è Alba, 22 anni, nata dall’unione con una cantante lirica albanese. Il riconoscimento della giovane da parte di Sgarbi c’è stato solo a seguito della morte della madre, anche perché il critico d’arte è venuto a conoscenza di avere una figlia quando Alba era ormai adolescente. Oggi la ragazza studia a Elettronica a Tirana: Sgarbi l’ha sempre sostenuta negli studi e si dice molto fiero di lei.

L’ultima figlia, la più piccola, è la 21enne Evelina, avuta con una ricca donna torinese. La ragazza ha col padre un rapporto forte e sincero ed ha ereditato la sua stessa passione per l’arte.

Stando a quanto riportato da Sgarbi stesso in un’ospitata da Nicola Porro, la madre Rita Cavallini storceva il naso ogni volta che lui decideva di riconoscere un figlio, a causa del rifiuto di definirsi e vedersi come “nonna”.

Figlie Sgarbi: la paternità secondo il critico d’arte

L’imbarazzante siparietto che ha visto per protagoniste le figlie Sgarbi può essere spiegato dal modo piuttosto anacronistico con cui l’uomo concepisce la paternità. In un’intervista al Corriere della Sera, Sgarbi aveva detto in merito:

Che io sia un padre maledetto è una leggenda. Io sono un padre preterintenzionale. Tuttavia, posso solo compiacermi che i figli siano nati.

Alle madri, ho sempre detto: dovete comunque farli, io sono per la vita. Tuttavia, se li avessi voluti, avrei seguito i principi di mio papà: mi sarei sposato in chiesa, li avrei battezzati e non mi sarei mai separato. Invece, la mia libertà è di non avere né famiglia né figli.

Accade che i figli nascano e qui ho scelto un altro principio fondante della mia visione: che i figli sono delle madri. Io non rivendico e non chiedo nulla e queste donne hanno avuto da me ciò che desideravano: diventare mamme.

Questo mi ha reso partecipe di un’armonia del mondo. Nella mia visione, poi, che qui è Ottocentesca, il padre deve esistere per contribuire utilmente ai figli, attraverso una casa e del danaro. E io, fra cause legali e mia volontà – a seconda dei diversi figli e situazioni – ho sempre contribuito.

Non ho ingombrato le loro vite con la mia presenza oppressiva. In questa logica di personalità prevalente, non ho fatto nulla e i figli sono venuti benissimo. In particolare mi compiaccio della ragazza albanese. L’ho sempre apprezzata, per carattere, timidezza, educazione e per le sue capacità, dato che ha vinto il concorso in Bocconi dove si laurea.

L’altra, Evelina, è molto sveglia, molto furba, ma un po’ irritante perché ha un temperamento simile al mio. Si è iscritta a Design e Architettura e ha ottenuto, da me, l’appartamento a Torino e il computer più costosi del mondo.

Sostanzialmente, sa farsi valere. Devo dire che mi sta molto simpatica. E, come vede, il padre serve: elargisco emolumenti mensili a due figli. Col maschio, ho chiuso il rapporto di dipendenza ai suoi 30 anni.

Leggi anche: Le prime foto di Elly Schlein e la compagna: “Cercano casa insieme a Roma”

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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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