sabato, Maggio 21, 2022

Elezioni Quirinale: Italia Viva propone un “Covid hotel” per far votare i positivi

La proposta del "Covid hotel" per far votare i positivi è stata proposta dal renziano Marco Di Maio durante l'ultima riunione dei capigruppo. Pollice alto della destra, no di PD e Leu, il M5S ci pensa.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Covid hotel per raggruppare i positivi e permettere loro di votare per il Capo dello Stato il prossimo 24 gennaio. La presenza fisica dei 1009 grandi elettori (compresi i 58 delegati regionali) in periodo di pandemia non potrà essere garantita, l’ultima riunione dei capigruppo ha discusso proprio su questo punto e la proposta avanzata ha come al solito creato polemica fra le forze di governo.

Elezioni Quirinale: la proposta del “Covid hotel” non convince la sinistra

Elezioni Quirinale: la proposta del "Covid hotel" non convince la sinistra

Marco Di Maio è deputato (renziano doc) che ha avanzato la proposta di un Covid hotel di fronte Montecitorio durante l’ultima riunione dei capigruppo, tema: elezioni Quirinale.

Mai come quest’anno le elezione del Capo delle Stato segneranno i nuovi equilibri del potere, motivo per cui ogni discussione tra le forze politiche in campo alza subito un polverone.

L’ultima riunione dei capigruppo che è durata tre ore, nessuna soluzione raggiunta per risolvere l’assenza sul voto dei Grandi elettori che saranno assenti forzati perché contagiati o quarantenati ma si una proposta. 

L’idea è semplice: prenotare uno degli hotel davanti Montecitorio per i positivi. Poi facilmente con un percorso protetto, passando dall’ingresso principale della Camera, far raggiungere ai parlamentari contagiati il cortile, dove sarebbe sistemata una cabina ad hoc per votare per il Quirinale – queste le parole di Marco Di Maio.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, non sembra uno dei sostenitori del Covid hotel, per Fico sarà quasi impossibile trovare una soluzione per far votare i positivi.

Il centrodestra come era ovvio che fosse continua insistere e il fronte di chi vuole una soluzione per il voto dei positivi si è allargato dalla destra a Italia Viva e forse anche ai 5Stelle che si dicono possibilisti.

Dal sottosegrario alla Salute Pierpaolo Sileri arriva un’apertura, una proposta che rappresenta una via di mezzo:

Sicuramente i positivi dovrebbero avere il diritto di poter votare. È chiaro che esiste la malattia, ma qui ci troviamo davanti a una positività senza malattia, dove non c’è malattia ma semplice positività una soluzione può essere trovata.

L’ipotesi del voto a distanza, nella sostanza “il voto da casa”, ha perso quota. Molti dubbi sulla segretezza della scheda, e questo la dice lunga su quanta fiducia ci sia sul senso delle istituzioni.

La proposta del Covid hotel Montecitorio ha però riscosso molti consensi. Marco Marin, capogruppo di Coraggio Italia, ha detto:

Non spetta a noi capigruppo studiare le soluzioni concrete, bensì al collegio dei questori e all’ufficio di presidenza. Però se dobbiamo essere noi a illustrare idee, allora io chiamo il Cts e ne metto giù alcune.  

Il Covid hotel Montecitorio è ovviamente piaciuto alla destra e in particolare a Fratelli d’Italia. Francesco Lollobrigida capogruppo parlamentare della Meloni, ha avallato la proposta ma ha previsto una soluzione alternativa di voto:

Se l’obiezione è che non si può votare fuori dalla sede parlamentare, allora si faccia votare dentro, appunto nei locali di vicolo Valdina o di Palazzo San Macuto, avendo un Covid hotel a disposizione in zona.

Paolo Barelli, capogruppo forzista, ha concordato e richiamato la circolare del 13 gennaio del ministero della Salute in cui appunto si parla, in generale, della possibilità degli spostamenti dei positivi da un domicilio a un altro.

No dal Pd e da Leu al Covid hotel. Botta e risposta tra Lollobrigida, Di Maio e Debora Serracchiani, capogruppo PD: “C’è il rischio di essere accusati di fare i Djokovic della politica”. Tam tam che già circola sui social, e su cui il renziano

Per il capogruppo di Leu, Federico Fornaro c’è un semplice confine:

Avere o meno il Green Pass. Se ce l’hai voti, se non ce l’hai, non puoi votare. Si sta parlando di Green Pass semplice, quindi o sei vaccinato o hai un tampone negativo. Bisogna fare come in qualsiasi luogo di lavoro. I positivi o quelli in isolamento hanno automaticamente il Green Pass sospeso e quindi non possono entrare.

Ma su una cosa le maglie del Parlamento si allargano: la temperatura. Chi avrà all’ingresso della Camera più di 37,5 di temperatura, che finora è la misura insuperabile per accedere anche a Montecitorio, potrebbe invece passare lo stesso, dopo avere fatto un tampone rapido risultato negativo. Per farla breve: chi dovesse avere “solo” l’influenza potrà votare.

Leggi anche: Quirinale, Salvini gela Berlusconi e pensa al piano B: “In arrivo la nostra proposta”

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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