L’Aquila è Capitale della Cultura, Mattarella: “Occasione di crescita nell’incontro”

L'Aquila è ufficialmente Capitale italiana della Cultura 2026. Alla cerimonia inaugurale presente anche il Presidente Mattarella, che ha sottolineato come la cultura sia strumento di dialogo e pace. In seguito, le celebrazioni si sono spostate in giro per la città.

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Il 17 gennaio scorso è iniziato ufficialmente l’anno de L’Aquila come Capitale italiana della Cultura 2026. La cerimonia, infatti, si è tenuta sabato, presso l’Auditorium della Guardia di Finanza. Presenti il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e altre figure del panorama artistico e amministrativo, abruzzese e nazionale.

Il Presidente Mattarella, quindi, ha dichiarato, come riporta Rai News:La cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia“.

Una volta conclusa la cerimonia istituzionale, l’evento si è spostato in strada, con il drone show “Sotto un unico cielo” e la parata “Il viaggio della luce”, che ha condotto i presenti fino in piazza del Duomo. Vediamo meglio come si è articolata la serata che ha visto emergere l’importanza culturale de L’Aquila.

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

Lo scorso 17 gennaio, l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza de L’Aquila è stato lo scenario perfetto per celebrare l’inizio dell’anno della città come Capitale italiana della Cultura 2026. Tra le presenze più di spicco, sicuramente, quella del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato nel proprio discorso, ripreso da Rai News:

Il ruolo di Capitale della Cultura non è esclusivo delle istituzioni, riguarda la collettività, la comunità, L’Aquila, la provincia, la Regione, è un’opportunità e una occasione di crescita nella conoscenza e nell’incontro.

Un augurio a tutti gli aquilani e i giovani affinché possano trarre stimoli e valori da porre a frutto per il futuro delle loro comunità.

La cultura è motore e collante delle civiltà.

L’immenso valore della cultura risalta ancor di più in questo periodo storico che ci porta molteplici motivi di preoccupazione, dove strategie predatorie sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione.

La cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace.

Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia.

Oltre al Capo di Stato, presenti alla cerimonia inaugurale anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, e il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Quest’ultimo, riporta il sito ufficiale della Regione, ha dichiarato a margine della cerimonia:

Il prestigioso riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2026 non è arrivato per caso, perché L’Aquila ha scelto consapevolmente e in maniera lungimirante di investire sulla cultura, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica per ricostruire il proprio futuro e darsi una prospettiva.

È quello che è accaduto con il tecnopolo, con il Gran Sasso Science Institute, con il rilancio dei laboratori di fisica nucleare, con il comparto dell’industria farmaceutica che è una delle più avanzate del campo dell’innovazione tecnologica, con la difesa del suo Ateneo, che mai ha chiuso le sue porte, e delle scuole che sono state rimesse in condizione di poter riaprire l’anno scolastico già pochi mesi dopo il sisma.

Ecco, questo grande investimento sulla cultura è oggi ripagato e ci consente di mostrare all’Italia e al mondo questo grande percorso.

Speriamo di esserne all’altezza, sicuramente faremo del nostro meglio per mostrare il nostro volto migliore.

L’assessore regionale alla Cultura, Roberto Santangelo, invece, ha sottolineato ciò che la città farà risaltare durante quest’anno: “Si tratta di un grande successo per tutto l’Abruzzo e siamo appena all’inizio di un cammino che vedrà oltre 300 eventi ad animare il territorio dell’Aquila e non solo. Perché L’Aquila sarà la capitale di mille campanili e di tutta la Regione e, anche in virtù del rapporto e del gioco di squadra portato avanti con la città di Rieti, possiamo parlare a pieno titolo di capitale degli appennini“.

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Gli spettacoli dopo la cerimonia

L'Aquila è Capitale della Cultura, Mattarella: "Occasione di crescita nell'incontro" 2

Una volta conclusa la cerimonia istituzionale, lo spettacolo si è articolato tra le strade della città. Come fa sapere Rai News, nel pomeriggio il centro storico de L’Aquila ha ospitato il drone show “Sotto un unico cielo”. I piccoli velivoli hanno colorato il cielo abruzzese con forme luminose, prima una costellazione, poi lo stemma della città, infine luoghi simbolo del capoluogo.

Nel cielo, alla fine, anche la proiezione di “3:32”, l’ora in cui si è verificato il devastante terremoto, il 6 aprile 2009. seguito da un momento di silenzio. Successivamente, lo sguardo dall’alto si è spostato verso la strada, dove ha avuto inizio la parata “Il viaggio della luce”, che dal centro storico è proseguita fino alla piazza del Duomo.

Qui è stato messo in scena lo spettacolo “La città celestiale”, momento accompagnato dall’accensione del “Faro 99”. Il curatore dell’impianto artistico, Leonardo De Amicis, ha dichiarato rispetto alla serata: Un evento collettivo che fonde musica, parola e immagini. Non una semplice celebrazione, ma un atto fondativo, un impegno condiviso verso una nuova stagione culturale“.

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