Home»Digital Life»Cos’è il fenomeno Day use? La nuova vita degli hotel a ore riparte da Parigi

Cos’è il fenomeno Day use? La nuova vita degli hotel a ore riparte da Parigi

1000 possibilità, dal riposo per il jet-lag alla giornata in Spa con gli amici, dalla necessità di uno spazio per lavorare alcune ore alla sempreverde fuga romantica.

3
Condivisioni
Pinterest Google+

C’era una volta l’albergo a ore o motel. Posizionato spesso lungo le autostrade o importanti snodi stradali, il motel nasce negli Stati Uniti, nel corso degli anni Venti. A portare il concetto di motel in Italia, anni dopo, fu Enrico Mattei con il progetto che vide protagonisti i famosi Motel dell’Agip, a complemento del piano di ammodernamento della rete di distribuzione e vendita del carburante promosso in quegli anni dalla stessa Agip. La natura di questi luoghi, come suggerisce il nome, era strettamente legata ad una fetta ristretta di clienti, automobilisti, camionisti e motociclisti, con esigenza di riposare durante i lunghi viaggi.

Nel tempo l’evoluzione di questo concept ha portato ad un restyling completo del settore, con un nuovo tipo di brand identity che puntava più sulla privacy, orientandosi verso un target più ampio. Nonostante l’evoluzione, l’idea di albergo ad ore si associava nell’immaginario comune a clandestinità e disapprovazione.

La vera novità consiste invece nel modo in cui gli hotel tradizionali abbiano assorbito l’offerta che, in qualche modo, è sempre stata appannaggio dei motel: quello che tutti conosciamo come Day use.

Lavori e ti rilassi in hotel come se fossi a casa tua

Le stanze d’hotel inutilizzate sono due miliardi e mezzo a livello globale. In Europa si calcola una perdita di ricavi di oltre 40 miliardi di euro e nel mercato americano il 23% delle camere a 4 e 5 stelle rimane invenduto.

Dopo tentativi di risollevarsi dalla crisi del settore, come politiche di marketing mix e strategie di promo commercializzazione, arriva nel 2010, da Parigi, una novità che ha rivoluzionato il settore alberghiero francese e che poi ha avuto un forte impatto anche in Italia: l’offerta di Day use, cioè l’affitto delle camere durante la giornata e senza pernottamento.

Oggi invece, prenotare una camera a ore non è più un tabù, ma un trend completamente sdoganato dal portale internazionale DayUse.com. I suoi affiliati sono tutti hotel che non guardano più con biasimo a chi sceglie una camera nelle ore diurne per motivi privati o di lavoro, ma che anzi, così combattono la crisi e aumentano il fatturato. Una realtà quella del Day use che sembra avere ancora un potenziale tutto da sfruttare, un business che potrebbe diventare un attore competitivo nel settore e concorrere con una realtà affermata come Airbnb.

Chi è e cosa cerca l’ospite?

L’ospite cerca il Day use per i motivi più disparati. Non solo le coppie, ma soprattutto liberi professionisti e freelance in cerca di un posto accogliente dopo una riunione, per un pranzo di lavoro o per usufruire dei servizi Spa. Acquistata la camera (e/o altri servizi) per qualche ora o per l’intera giornata, tendenzialmente dalle 10 alle 18, gli viene riservata una tariffa vantaggiosa rispetto al pernottamento e altre agevolazioni.

Secondo un’indagine (“The hotel of the future needs to be everything to everyone”) di Skift, che monitora le evoluzioni del settore viaggi, i residenti delle città sarebbero un mercato 100 volte più grande di quello dei turisti. Il Day use oggi è un fenomeno diffuso in Italia dal 5% al 15%, è scelto dal 35% per business, 35% per leisure e 30% da chi è di passaggio. Si prenota da app o dal sito e si paga in albergo. Le donne sono il 55% degli utenti. Le fasce più richieste sono dalle ore 10 alle ore 17 e dalle 17 alle 24 con uno scontrino medio tra i 60 e gli 80euro.

Il portale Dayuse.com – la piattaforma di maggior successo

Ideata dall’allora ventinovenne David Lebée con il sostegno di due collaboratori di fiducia, Eugénie Lebée e Thibaud D’Agrèves, Dayuse.com prende vita nel 2010. La nascita e la scalata verso il successo della startup sono sicuramente dei capitoli interessanti, ma lo è ancor di più la sua mission: democratizzare il settore dell’hotel a ore.

I creatori della piattaforma si può dire abbiano avuto un’idea vincente, quella di riproporre un format già conosciuto, l’albergo a ore, dandogli nuova vita e forma. Dayuse.com trasforma le abitudini di consumo di una clientela di massa sempre più mobile, connessa ed esigente, dando la possibilità di concedersi una giornata “daycation” per godersi i servizi di un hotel di lusso ad un prezzo accessibile (camera deluxe, servizio in camera, Spa…).

Ci sono strutture Dayuse a Roma, Milano, Firenze, Napoli, Torino e Genova. Gli hotel sono selezionati seguendo criteri precisi: il luogo, la qualità dei servizi, il design e l’atmosfera. Per David Lebéè, “l’Italia rappresenta il 10% delle prenotazioni e sono 10mila le visite giornaliere al sito che arrivano da qui”.

 

di Federica Tuseo

Articolo Precedente

Non crediamo agli asini che volano, ma ai taxi sì

Articolo Successivo

"Allacciate le cinture": i primi viaggi nello spazio di Virgin partiranno dalla Puglia

Nessun Commento Presente

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *