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Coronavirus e disabilità: 3 milioni di italiani non possono fare la spesa autonomamente

L’associazione Égalité lancia una petizione: consegna gratuita e con precedenza per le categorie più deboli.

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Gli sforzi delle istituzioni e dei cittadini italiani per arginare la diffusione del Covid-19 sono encomiabili. Ma tuttora l’emergenza espone persone con disabilità, immunodepressioni, nonché gli anziani, ad una situazione di rischio e/o impossibilità a uscire di casa per acquistare beni di prima di necessità. A causa del picco della domanda, i servizi sociali, assistenziali e di accompagnamento sono ridotti e le consegne della spesa a domicilio inevitabilmente subiscono ritardi. Le iniziative private, seppur di supporto, non bastano ad ammortizzare le difficoltà di molti concittadini. Per questo l’associazione Égalité, in prima linea contro le disuguaglianze, si è rivolta all’Associazione Distribuzione Moderna. È urgente e necessario organizzare un sistema puntuale e diffuso su tutto il territorio italiano che coinvolga la Grande Distribuzione Organizzata, GDO, e l’e-commerce.

La petizione di Égalité

L’associazione la settimana scorsa ha scritto una lettera ai maggiori supermercati del Paese. Sono state contattate la Easy Coop, Coop Alleanza 3.0, Esselunga, Amazon Prime e Supermercato 24 e Carrefour Italia. Successivamente anche Conad. Soltanto Carrefour Italia ha risposto tempestivamente e informando che tale servizio, in forma gratuita, è attivo già da quasi due anni. Nessun altro a seguire. Ma Égalité è andata avanti coinvolgendo l’ADM, nella speranza di raggiungere l’attenzione del Presidente del consiglio. Nel testo della petizione si legge:

Il 17.3.20 Égalité si è rivolta all’Associazione Distribuzione Moderna con una lettera al suo presidente Giorgio Santambrogio, per conoscenza al primo ministro Giuseppe Conte. Chiediamo alla distribuzione moderna in Italia di organizzare subito i servizi di consegna della spesa online, o tramite ordine telefonico, con precedenza delle consegne alle persone con disabilità e immunocompromissione, indi agli ultra-65enni. Consegna gratuita a loro favore.

Un’ulteriore criticità è rappresentata dalla scarsa copertura geografica dei servizi della spesa sul territorio italiano, con particolare riguardo a zone periferiche e piccoli Comuni. Nella consapevolezza dei limiti organizzativi della distribuzione in Italia, invitiamo a organizzare reti di solidarietà, anche con il contributo di enti associativi su base locale. In modo da estendere, almeno in questa delicata fase, la possibilità di eseguire consegne a domicilio a favore delle persone più vulnerabili.

Uscire per fare la spesa non è possibile a tutti

L’impatto sociale dell’aiuto richiesto è di assoluta evidenza. Secondo uno studio Istat del dicembre 2019, nel nostro Paese le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni sono il 5,2% della popolazione. Cioè sono circa 3,1 milioni le persone che hanno difficoltà a svolgere attività abituali. Già prima dell’emergenza Covid-19, oltre 600 mila persone con limitazioni gravi vivevano in una situazione di grande isolamento, senza alcun riferimento su cui poter contare in caso di bisogno. In più, la rete dei servizi e delle strutture evidenzia forti squilibri territoriali, dovuti alla disparità di risorse a disposizione degli Enti locali. In un momento così difficile, organizzare un sistema assistenziale che vada incontro a questo tipo di situazioni, è un dovere civico.

Firma la petizione: La nostra richiesta agli operatori della distribuzione e l’e-commerce in Italia.

di Elza Coculo

 

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