Case green, quanto spenderanno le famiglie italiane in ristrutturazione con la nuova direttiva UE?

Case green, cosa prevede la nuova direttiva europea? Ecco quanto spenderanno le famiglie italiane per la ristrutturazione degli immobili.

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Case green, la nuova direttiva europea, chiamata anche Energy Performance of Buildings Directive o EPBD entrerà a breve in vigore. L’obiettivo principale è quello della riqualificazione energetica degli edifici nella comunità UE. Anche l’Italia si sta preparando al grande passo e si discuterà, di questa nuova norma, in Parlamento dall’11 al 14 marzo. Il testo, una volta approvato, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ma cosa cambia? Come previsto dall’articolo 9, il nostro Paese deve ridurre il consumo medio di energia, e il conteggio parte dal 2020 per arrivare al 2050, in cui l’obiettivo è quello di registrare zero emissioni. Inoltre, entro il 2035 la diminuzione sarà fissata intorno al 20-22% e per far sì che tale traguardo venga raggiunto il Governo deve elaborare una strategia adeguata che consenta il risparmio dei consumi energetici.

Per limitare il consumo di almeno due classi energetiche sarà necessario provvedere alla sostituzione della caldaia e procedere con l’installazione dei pannelli fotovoltaici, sostituire gli impianti a gas e infissi.

Cosa prevede la nuova normativa Case green?

Secondo l’ultima bozza della direttiva europea Case green, l’EU stabilisce gli obiettivi che dovranno essere raggiunti entro il 2050, ma spetta a ogni Stato membro la decisione su come rendere effettiva tale realizzazione. Più nel dettaglio, almeno il 55% della riduzione del consumo energetico deve essere ottenuto con il rinnovamento degli edifici più energivori.

Come riporta “Il Sole 24 ore”, sulle ultime stime dei dati ISTAT, la direttiva Case green riguarderà circa 12 milioni di edifici residenziali, dunque, sarà necessario intervenire almeno sulla metà.

Quali edifici sono esclusi dalla direttiva Case green?

La direttiva europea Case green si riferisce, come già accennato, agli edifici residenziali, in cui il consumo di energia risulta molto elevato. Quindi, sono esclusi dagli interventi di rinnovamento energetico altri immobili, ecco quali:

  • Seconde case, gli edifici residenziali che sono usati meno di quattro mesi durante il corso di un anno, registrando un consumo di energia al di sotto del 25%
  • Immobili inferiori ai 50 metri quadrati di superficie
  • Stabili e fabbricati in zone protette
  • Edifici di edilizia residenziale pubblica
  • Stabili temporanei, come ad esempio stabilimenti balneari, cantieri, ecc.
  • Edifici costantemente ristrutturati o posti sotto tutela a causa del grande valore storico-artistico che rappresentano
  • Luoghi della fede e di culto


Quanto spenderanno le famiglie italiane per la ristrutturazione degli edifici?

Scenari Immobiliari, l’Istituto che effettua ricerche in ambito territoriale, come riporta “Qui Finanza”, ha quantificato l’ammontare dell’investimento generale per il nostro Paese e singolo per le famiglie impegnate prossimamente in lavori di ristrutturazione per rendere la loro abitazione meno energivora:

Applicando i costi unitari di riqualificazione energetica, differenziati per tipologia immobiliare e caratteristiche fisiche, stimiamo un investimento complessivo compreso tra 1.100 e 1.750 miliardi di euro per l’intero patrimonio, in Italia.

Per quanto riguarda l’impatto finanziario sulle famiglie entro l’anno, quindi, per rispondere alle indicazioni fornite dall’Europa entro l’anno 2033, dipenderà naturalmente dalle caratteristiche degli immobili, ma si stima tra i 20.000 e i 55.000 euro, circa.

Leggi anche: Le caratteristiche di una casa davvero green: dai materiali all’arredo

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Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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