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“Allacciate le cinture”: i primi viaggi nello spazio di Virgin partiranno dalla Puglia

Scelto l’aeroporto Taranto-Grottaglie come primo spazioporto nazionale per i voli suborbitali: realizzazione entro il 2020

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Da sempre lo spazio è il luogo che attrae l’uomo, curioso di natura, per il suo essere distante, immenso e ignoto. In un’epoca come la nostra, dove ogni posto nel mondo è già stato scoperto, in cui nulla più si nasconde dietro l’orizzonte ignoto del mare, rimane il lancio nello spazio.

Se l’idea di Jules Verne nel suo Dalla Terra alla Luna in passato poteva essere solo un ottimo spunto per un romanzo, nel 2018 non è più così avveniristico pensare di raggiungere la Luna. La vera novità non sono astronauti e navicelle spaziali, ma uomini comuni che decidono di fare una vacanza nello spazio. Impossibile? No, è già realta.

Turismo spaziale? L’Italia c’è

Lo spazio è il luogo ignoto dell’uomo contemporaneo, l’ambiente che ancora ispira il nostro desiderio di esplorazione. Un sogno, quello di raggiungere le stelle, che ha ispirato anche Sir Richard Charles Nicholas Branson, l’imprenditore britannico fondatore del Virgin Group che comprende oltre 400 società, e che oggi sta diventando realtà e, da tema d’elezione della fantascienza, il turismo spaziale nell’immaginario collettivo sta diventando, giorno dopo giorno, una prospettiva sempre più tangibile.

Dopo un accordo, stretto circa un anno e mezzo fa, tra la Virgin Galactic di Branson e l’azienda Altec, si è stabilita la possibilità di realizzare uno spazioporto in Italia. La collocazione di questo primo “gate” italiano verso lo spazio, sorgerà nella zona di Taranto-Grottaglie, dove ora è situato l’aeroporto Marcello Arlotta, e da cui partiranno i primi voli orbitali.

La notizia è stata resa nota dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo che l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) e accolta con soddisfazione dall’Agenzia Spaziale Italiana perché dà il via alla seconda fase di un progetto che come ricorda Roberto Battiston Presidente dell’ASI:

“Pone le basi per un nuovo approccio commerciale per la ricerca in microgravità e per l’addestramento degli astronauti. L’Italia è all’avanguardia nella nuova ‘space economy’ che renderà lo spazio accessibile ad una sempre maggior quantità di persone’’.

Il business delle stelle

Non si tratta solo di creare un turismo spaziale. La nuova infrastruttura potrebbe essere la via di accesso allo spazio anche per altri tipi di attività economiche e scientifiche, come indotto industriale, servizi e turismo, ma anche il lancio di piccoli satelliti, addestramento astronautico, test per nuove tecnologie fino alla creazione di un polo di eccellenza.

Il decollo avverrà come quello dei normali aerei di linea: una pista, ali e tanta velocità. Infatti, verrà soltanto riadattato l’aeroporto preesistente, aggiungendo hangar e spazi per le nuove attività tecniche e servizi annessi per i voli di lusso.

Tutto quasi pronto. Manca solo la copertura ‘legale’. L’Italia non possiede ancora una legislazione per regolamentare lo spazio aereo oltre la quota ordinaria dei voli di linea. Le traiettorie suborbitali sono quindi fuori legge. Enac sta lavorando assieme alla Federal aviation administration americana per mettere a punto normative ispirate a quelle statunitensi.

Astronave e costi del viaggio

La Virgin Galactic sta ancora testando il suo shuttle panoramico, ma già se ne conoscono a grandi linee i dettagli. L’astronave sarà composta da una navicella madre, la Space Knight Two, e da un piccolo razzo: lo Spaceship Two. Quando la Space Knight Two avrà raggiunto l’altezza di 15 km, il razzo, con a bordo fino a sei passeggeri più due membri dell’equipaggi, si staccherà per raggiungere lo spazio, ad oltre 100 chilometri di altezza. A viaggio concluso, lo Spaceship Two tornerà indietro, planando senza motore e atterrando dove era partito.

Il costo per un viaggio del genere? Si parla di 250mila dollari, circa 210mila euro, per poco meno di due ore di esperienza, microgravità compresa.

 

di Federica Tuseo

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