Cinque trapianti di fegato in 36 ore, tra i pazienti anche un bimbo: record a Torino

In 36 ore ininterrotte sono stati condotti cinque trapianti di fegato alle Molinette di Torino. Tra i pazienti tre adulti, una 24enne e un bimbo di 22 mesi. A essere stata centrale la tecnica split, che permette di dividere un organo in due parti e donarle a più pazienti.

Giorgia Fazio
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All’ospedale Molinette di Torino sono stati eseguiti cinque trapianti di fegato in sole 36 ore. Le operazioni si sono svolte tra venerdì 30 e sabato 31 ottobre e hanno coinvolto tre adulti, una giovane di 24 anni e un bambino di 22 mesi.

Come riporta “Ansa”, a capo del team di medici c’è stato il professor Renato Romagnoli, il quale ha trapiantando quattro fegati in cinque pazienti grazie anche alla tecnica split, che permette di dividere l’organo di un donatore in due parti. Ecco come sono state svolte le operazioni e come stanno ora i pazienti.

Cinque trapianti di fegato in 36 ore, come?

Trapianti record

Tra venerdì 30 ottobre e sabato 31, dalle ore 8 alle ore 20 del giorno successivo, all’ospedale Molinette di Torino sono stati eseguiti cinque trapianti di fegato. A operare ininterrottamente è stato il team di medici guidato dal professor Renato Romagnoli, il quale ha coordinato il lavoro delle équipe chirurgiche, del Centro regionale trapianti, del servizio 118 e degli operatori impegnati nel trasporto degli organi, prelevati anche fuori dal Piemonte.

Come fa sapere “Ansa”, è stato possibile riuscire nell’impresa record grazie alla tecnica split, che permette di dividere l’organo di un donatore in due parti. Sono stati trapiantati, infatti, quattro fegati in cinque pazienti. La prima di questi, una donna ligure di 44 anni affetta da policistosi epato-renale, aspettava un trapianto combinato di fegato e rene da più di tre anni. È stato eseguito prima il trapianto epatico, il giorno successivo quello renale, grazie a un sistema di profusione che ha consentito di conservare l’organo nelle migliori condizioni.

In seguito, è toccato a un bimbo di 22 mesi, già sottoposto a cicli di chemioterapia all’ospedale Regina Margherita. Viste le piccole dimensioni del paziente, il fegato del donatore adulto è stato diviso in due parti, una per il bambino, l’altra per una donna torinese di 62 anni, affetta da cirrosi epatica e tumore del fegato.

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Gli ultimi trapianti e le parole del direttore generale

Gli ultimi due interventi sono stati svolti nella mattinata di sabato. Prima una ragazza di 24 anni del pinerolese, che aspettava un trapianto da più di un anno, a causa di una malattia autoimmune del fegato. Successivamente, un uomo di 58 anni, affetto anche lui da cirrosi e tumore epatico.

Tutti e cinque i pazienti sono stati ricoverati nell’area semintensiva chirurgica del Centro trapianti e le loro condizioni sembrano essere in progressivo miglioramento. Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza, come riporta “Ansa”, ha commentato così i trapianti record svolti presso l’ospedale, che si conferma tra i principali pionieri della Sanità nazionale:

Multidisciplinarietà e competenze di livello internazionale contraddistinguono l’attività del Centro Trapianti delle Molinette.

Un risultato di questa portata appartiene alla rete di professionisti che, ogni giorno, contribuisce al percorso del paziente trapiantato.

La forza di questo Centro risiede proprio nella capacità multidisciplinare di mettere insieme saperi, esperienze e professionalità diverse.

È questo patrimonio umano e professionale che ha permesso alle Molinette di non avere eguali in Europa con una macchina organizzativa perfetta che ha permesso senza soluzione di continuità di trapiantare quattro fegati in cinque pazienti in sole 36 ore.

A tutti i professionisti che hanno contribuito a costruire questa storia va il nostro più sincero ringraziamento, ma il primo pensiero va ai donatori e alle loro famiglie, perché la donazione all’origine di ogni trapianto è un atto volontario, di generosità e soprattutto d’amore.

Molinette, molto più che un ospedale.

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