Karl Bushby ha portato a termine il suo giro del mondo a piedi in 28 anni. Partito da Punta Arenas, in Cile, nel 1998, è arrivato ieri, 2 novembre, a Hull, in Gran Bretagna. Ad attenderlo, oltre a una folla di persone, la mamma che aveva lasciato un 29enne e si è trovata davanti un uomo.
Al suo arrivo, l’ex paracadutista britannico, ha raccontato le difficoltà che non sono di certo mancate nel suo lungo viaggio, ma soprattutto l’ospitalità di chi ha incontrato. Non ha fatto tutto da solo, piuttosto è stata un’impresa globale. Come riporta “Adnkronos”, Bushby ha sottolineato: “Il mondo è stato la mia rete di supporto“.
Dopo 28 anni completa il suo giro del mondo

Karl Bushby è partito l’1 novembre 1998 da Punta Arenas, in Cile, per quello che è stato sicuramente il viaggio più lungo della sua vita. L’obiettivo era fare il giro del mondo, senza tornare mai a casa prima che l’impresa fosse terminata e non prendendo mai un mezzo di trasporto. La prospettiva era di impiegare cinque anni per attraversare 50mila chilometri a piedi, quattro continenti, circa 30 Paesi e poi fare rientro in Gran Bretagna.
Il viaggio, però, come sottolinea “Adnkronos”, si è protratto per altri 23 anni. A rallentare il ritorno a casa sono stati imprevisti dettati dai limiti che Karl si era autoimposto, come attraversare il Mar Caspio a nuoto piuttosto che su una barca, ma anche di maggiore entità, come il Covid o questioni burocratiche per varcare i confini internazionali di alcuni Paesi.
Bushby, quindi, ha camminato nella giungla, nei deserti, in Paesi in guerra, ha attraversato il mare ghiacciato dello stretto di Bering, tra l’Alaska e la Russia, è stato minacciato con una pistola, si è trovato faccia a faccia con un orso polare. Eppure, racconta tutto questo così: “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di essere davvero in difficoltà, ma ho sempre creduto in me stesso, nella capacità di trovare una soluzione“. Poi aggiunge:
Il mondo è stato la mia rete di supporto.
C’erano persone che guidavano per otto ore, perfetti sconosciuti, pur di trovarmi e darmi da mangiare.
Persone che mi hanno accolto nelle loro case, quando ero molto malato, e si sono prese cura di me fino a farmi guarire, e questo lo si può trovare anche tra i più poveri tra i poveri.
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Il ritorno a casa di Karl Bushby
Karl Bushby è tornato a casa, a Hull, ieri 2 novembre. Ad aspettarlo c’era, soprattutto, la mamma. Dopo un commovente abbraccio con la donna, l’ex paracadutista ha dichiarato: “È stato quasi scioccante rivedere mia madre dopo tanto tempo. È cambiata molto. Siamo cambiati tutti molto in questo periodo“. Sul ritorno alla “normalità”, il 57enne ha invece affermato quanto ripreso da “Fanpage”:
È come oltrepassare l’orizzonte degli eventi e precipitare in un buco nero.
Non ho idea di cosa stia per succedere nella mia vita.
Credo che l’unico modo per superare una cosa del genere sia quello di trovare un’altra missione, un’altra passione e darsi da fare.
L’impresa di Bushby ha avuto un’ampia risonanza mediatica, soprattutto nel Regno Unito. Con un messaggio personale, il primo ministro britannico ha voluto celebrare il coraggio e la costanza messe in atto da Karl nel corso di questi 28 anni. Queste le parole di Andy Burnham riportate da “Adnkronos”:
Fare il giro del mondo a piedi, partendo dal Cile, è un’impresa di proporzioni davvero straordinarie.
Un esempio di coraggio, resilienza, perseveranza e spirito indomabile.
Il tuo percorso è durato quasi tre decenni, ha attraversato continenti e ti ha messo alla prova in modi che la maggior parte di noi può a malapena immaginare.
Oggi, tornando nella città che hai lasciato 28 anni fa, porti con te qualcosa di ben più grande di qualsiasi record mondiale o straordinario traguardo personale.
Si tratta di una storia che dimostra cosa si può realizzare grazie a una straordinaria determinazione e fiducia in se stessi.
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