Manovra, dalla pensione a 64 anni alla detassazione delle tredicesime: le richieste dei partiti

Le richieste della maggioranza si intrecciano in relazione alla manovra 2027. Nello specifico, i partiti chiedono meno tasse sul ceto medio, tredicesime più ricche, agevolazioni per gli under 35 e pensioni per tutti a 64 anni.

Giorgia Fazio
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In relazione alla manovra 2027 la maggioranza propone meno tasse sul ceto medio, tredicesime più ricche, agevolazioni per gli under 35 e nuove possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni. Come riporta il “Corriere della Sera”, il problema comune è quello di trovare le risorse per trasformare le richieste dei partiti in misure di bilancio.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato, dunque: “Abbiamo scelto di essere attori del dibattito che ha visto diversi Stati membri uniti nel chiedere il riconoscimento di una flessibilità coerente con il contesto che stiamo vivendo, da utilizzare in modo selettivo e responsabile“.

Manovra 2027, le parole di Giorgetti

Giorgetti Manovra

Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si avvicinano alla manovra per il 2027 con richieste ben precise e un problema comune da risolvere. Per quanto riguarda il primo aspetto, la maggioranza punta a meno tasse sul ceto medio, tredicesime più ricche, agevolazioni per gli under 35 e nuove possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni. Il problema, invece, è trovare le risorse per trasformare le richieste dei partiti in misure di bilancio.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, come riporta il “Corriere della Sera”, in relazione al (Documento Programmatico di Finanza Pubblica, ha affermato che la manovra sarà definita dopo il completamento della procedura europea sulla clausola su Difesa ed Energia, aggiungendo:

Alcuni elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio che a breve il governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee.

Abbiamo scelto di essere attori del dibattito che ha visto diversi Stati membri uniti nel chiedere il riconoscimento di una flessibilità coerente con il contesto che stiamo vivendo, da utilizzare in modo selettivo e responsabile.

Il Governo intende utilizzare la Nec, la clausola di salvaguardia nazionale, anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

Se in Europa dicono: ‘No, non c’è problema, le famiglie sopportino‘, ecco secondo me è una scelta sbagliata.

Ambiremmo, ma non perché lo vuole il governo, ma perché me lo chiedete tutti voi, che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa.

Non so l’esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue.

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Manovra 2027, le richieste dei partiti

Cosa chiedono, però, i partiti? Fratelli d’Italia punta, come riporta il “Corriere della Sera”, sul ceto medio. Nello specifico, Marco Osnato, responsabile economico del partito e presidente della commissione Finanze della Camera, spera nell’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro di reddito annuo. In questo modo può essere tutelato il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Dall’altra parte, Forza Italia ha incentrato il suo discorso sui giovani, sui pensionati e sui lavoratori con retribuzioni basse. Tajani propone una no tax area per chi ha fino a 35 anni, anche se restano da definire la soglia di reddito esente, la platea e il costo dell’intervento. Centrale per FI, inoltre, è la detassazione delle tredicesime, da estendere ai pensionati.

Infine, la Lega si incentra sulla previdenza, con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che propone di rendere accessibile la pensione anticipata a 64 anni con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Si introdurrebbe, a tal proposito, un criterio diverso di determinazione della pensione, probabilmente una valutazione della storia contributiva del soggetto. Da parte sua, la Cisl chiede di concentrare le risorse disponibili su lavoratori, pensionati e imprese sane, mentre sul fisco si intreccia con le richieste della maggioranza.

Il sindacato vorrebbe l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60 mila euro, la detassazione delle tredicesime e alleggerire il prelievo sui premi di risultato e sulle somme legate alla contrattazione decentrata, in modo da far crescere i salari e la produttività. Rispetto alle pensioni, per la Cisl sarebbe opportuna la piena indicizzazione degli assegni, ovvero una tutela fondamentale per chi non può contare sui rinnovi contrattuali per recuperare potere d’acquisto.

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