Non solo pausa, il vero valore dell’intervallo: aiuta lo sviluppo cerebrale ed emotivo dei bambini

I momenti di pausa a scuola sono fondamentali per far ritrovare l'attenzione ai bambini e far stringere tra loro relazioni profonde. Ecco tutti i benefici dell'intervallo.

Giorgia Fazio
Ad image

L’intervallo a scuola non rappresenta solo una pausa tra una materia e l’altra, ma un vero e proprio bisogno per bambini e adolescenti. Come riporta il “Corriere della Sera”, la ricreazione indica una base fondamentale per lo sviluppo cerebrale, emotivo e relazionale dei piccoli, proprio come sostiene l’American Academy of Pediatrics.

Nello specifico, gli specialisti hanno aggiornato le linee guida epidemiologiche e pedagogiche nel lavoro intitolato The Crucial Role of Recess in School. Lo studio si inserisce in un contesto mondiale che vede sempre meno tempo dedicato ai momenti di riposo nelle scuole, riempiti con programmi ministeriali densi e corposi. Ecco cosa hanno detto, invece, i ricercatori americani.

Il valore dell’intervallo oltre la pausa

Pausa a scuola

L’ultimo aggiornamento delle linee guida epidemiologiche e pedagogiche dell’American Academy of Pediatrics, intitolato The Crucial Role of Recess in School, analizza proprio la rilevanza dell’intervallo a scuola. Il momento della ricreazione, riporta il “Corriere della Sera”, non indica né un premio da conquistare né una perdita di tempo, ma secondo gli specialisti è fondamentale nello sviluppo cerebrale, emotivo e relazionale dei bambini.

Il cervello dei bimbi e degli adolescenti non è in grado di elaborare flussi continui di informazioni astratte e, a tal proposito, esiste una neurofisiologia dell’apprendimento. Ciò vuol dire che per immagazzinare e assimilare al meglio le nozioni apprese nel corso delle lezioni, la mente necessita di una pausa cognitiva. Gli esperti spiegano che quando un bambino si muove, corre o chiacchiera il cervello non si spegne, ma attiva il Default Mode Network, una rete neurale fondamentale per la memoria a lungo termine, la riflessione e la gestione dello stress.

Per tale ragione, in alcuni Paesi del mondo come Australia, Danimarca, Giappone e Regno Unito, i sistemi scolastici prevedono pause di 10-15 minuti ogni 40-45 minuti di lezione. Dall’altra parte, però, ci sono ancora molti Stati occidentali che tendono a ridurre progressivamente i tempi dell’intervallo, per lasciare spazio a programmi ministeriali intensi, corsi di recupero o di preparazione per test standardizzati. Ecco, allora, che la ricerca statunitense fa luce su un tema altamente attuale.

Leggi anche: Finire i compiti delle vacanze e iniziare bene l’anno: tutti i consigli per il rientro a scuola

Benefici cognitivi, ma non solo

I benefici dell’intervallo non riguardano solo lo sviluppo delle attività cerebrali, ma coinvolgono anche la salute del corpo. Passare la ricreazione giocando, possibilmente all’aria aperta, è un ottimo modo per prevenire l’obesità o l’abuso di dispositivi tecnologici. Sottolineano i pediatri dell’American Academy of Pediatrics quanto riporta il “Corriere della Sera”:

Sebbene l’intensità possa variare, le opportunità di movimento si accumulano durante la giornata per contrastare le ore sedentarie.

La ricreazione offre agli studenti il tempo di dedicarsi ad attività fisiche a loro scelta per il puro piacere di farlo, il che si traduce nel piacere dell’attività fisica anche in età adulta.

L’intervallo, inoltre, appare come l’unico momento in cui i bambini possono lasciarsi andare al “gioco non strutturato”, in una vita sempre più programmata e piena di impegni. Durante la ricreazione non si è sottoposti allo sguardo direttivo degli adulti, ma si seguono le regole dell’ambiente scolastico senza frenare la propria vena infantile. Per gli esperti questi momenti sono fondamentali anche per la socialità dei più piccoli.

Si stringono legami con i compagni, riducendo così drasticamente eventuali atti di bullismo, litigi in classe o aggressioni verbali. Dunque, i bambini hanno un bisogno fisiologico di scaricare l’energia accumulata durante le lezioni, così da ritrovare la concentrazione. Allo stesso modo, anche gli adolescenti, fino ai 18 anni, necessitano di venti minuti di libertà per decomprimere e combattere l’ansia, alimentata da forme depressive, spesso derivate da isolamento sociale da smartphone, o da richieste eccessive di prestazioni.

Leggi anche: Cos’è il metodo MOF a scuola: alunni al centro e niente sapere frammentato

Condividi
Ad image