Nobel per la Chimica a Kagan e Soari: “Hanno trovato una soluzione all’enigma dell’omochiralità”

Kagan e Soari si sono aggiudicati il Nobel per la Chimica grazie ai loro studi sull'omochiralità. Le scoperte sono fondamentali per i chimici che progettano reazioni per la produzione di farmaci.

Giorgia Fazio
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Ad aggiudicarsi il Premio Nobel per la Chimica 2026 sono il francese Henri B. Kagan e il giapponese Kenso Soai, grazie ai loro studi che hanno portato alla soluzione dell’enigma dell’omochiralità. Nello specifico, sottolinea “Open”, i due scienziati hanno sciolto una questione centrale per gli ambiti di ricerca, ovvero come far sì che una reazione chimica produca una sola delle due versioni speculari di una molecola.

Le loro ricerche sono fondamentali per i chimici che progettano reazioni per la produzione di farmaci. Si tratta di un lavoro iniziato per primo da Kagan, nel 1986, e poi proseguito negli anni, fino a oggi. Vediamo meglio di cosa si tratta e perché la scoperta dei due è valsa il Nobel.

Nobel per la Chimica 2026, i vincitori

Nobel per la Chimica

Il Premio Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato agli scienziati Henri B. Kagan e Kenso Soai. Il primo è nato a Boulogne-Billancourt 96 anni fa ed è professore emerito presso l’Université Paris-Sud. Il secondo, invece, è nato a Hiroshima, ha 76 anni ed è professore emerito presso la Tokyo University of Science.

Gli studi che hanno portato entrambi a ricevere il prestigioso riconoscimento sono iniziati nel 1986, grazie al francese, che ha scoperto un nuovo modo per manipolare le reazioni chimiche. Così gli è stato permesso ottenere un eccesso di una delle due immagini speculari superiore a quanto ritenuto possibile in precedenza. La nota dell’Accademia di Svezia, ripresa da “Open”, sottolinea invece di Soai:

Compì il passo successivo.

Nel 1995, una pubblicazione fondamentale descrisse come egli avesse ideato la prima reazione chimica in assoluto con il potenziale di generare omochiralità.

Nel 2003, riuscì finalmente nell’impresa: presentò una reazione in cui si formava soltanto una delle due possibili immagini speculari.

A parte la vita stessa, nessuno aveva mai raggiunto un simile risultato prima d’ora.

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La scoperta che è valsa il Nobel

A spiegare il motivo per cui Kagan e Soai hanno ricevuto il Premio Nobel è stata la segretaria generale dell’Accademia Svedese delle Scienze, Ellen Moons, che ha sottolineato la rilevanza della soluzione trovata dai due studiosi all’enigma dell’asimmetria chimica degli amminoacidi, la cosiddetta omochiralità. Ecco la nota dell’Accademia, ripresa da “Adnkronos”:

L’Accademia reale svedese delle scienze ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la chimica del 2026 a Henri B. Kagan e Kenso Soai per la scoperta di effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica.

Alcune molecole, come gli amminoacidi, esistono in due varianti che sono l’una l’immagine speculare dell’altra.

Tuttavia, gli organismi viventi contengono solo una di queste immagini speculari. Kagan e Soai hanno risolto il mistero dell’asimmetria chimica e hanno prodotto solo una di queste immagini speculari, poiché nello sviluppo di molecole destinate a interagire con gli esseri viventi, come nel caso dei farmaci, solo una delle due immagini speculari avrà l’effetto desiderato.

La nota si conclude così, con una speranza per il futuro: “Grazie a Henri Kagan e Kenso Soai, oggi sappiamo come possa emergere l’omochiralità. Le loro scoperte sono state decisive per i chimici che progettano reazioni per la produzione di farmaci“.

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