Grande successo per il film su Carlo Acutis, l’attore Carrino: “Storia portatrice di valori sani”

30% di share per il film sulla vita di Carlo Acutis, che descrive un ragazzino comune dalla serenità e dalla spiritualità profonde. Il protagonista Carrino si dice contento, visti i valori veicolati dalla pellicola.

Giorgia Fazio
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È andato in onda lo scorso 27 settembre, su Canale 5, Il mio nome è Carlo, il film su Carlo Acutis che ripercorre la vita del giovane Santo. La pellicola ha ottenuto un grande successo, come dimostrato dal 30% di share raggiunto, soglia ormai difficile da toccare in televisione. Eppure, il racconto delle tappe fondamentali della vita del 15enne, scomparso nel 2006 e da allora divenuto simbolo per molti ragazzi cristiani, ha coinvolto un ampio pubblico.

A commentare il boom di ascolti è stato il protagonista del film, Samuele Carrino, che, come riporta il “Corriere della Sera”, ha spiegato: “Come mai un ascolto così alto? Un po’ la curiosità attorno alla storia di un santo 15enne dei nostri tempi, un po’ c’era bisogno di una storia così, portatrice di valori sani“. Soddisfatto anche Piersilvio Berlusconi: “È un prodotto di cui siamo orgogliosi“.

Boom di ascolti per il film su Carlo Acutis

Film Carlo Acutis

Ha ottenuto il 30% di share, con picchi del 40, la messa in onda de Il mio nome è Carlo, il film che ripercorre la vita di Carlo Acutis. A vent’anni dalla scomparsa del giovane, avvenuta nel 2006 per una leucemia fulminante, Mediaset ha deciso di dedicare una prima serata al lavoro del regista Giacomo Campiotti. Domenica 27 settembre, quindi, 4.269.000 telespettatori hanno seguito la storia del Santo.

A occupare una porzione rilevante del pubblico a casa sono stati numerosi giovani, attratti dalla storia del 15enne, ma non solo. A dare maggiori informazioni è stato il protagonista del film, il 17enne Samuele Carrino, il quale ha dichiarato quanto ripreso dal “Corriere della Sera”: “Come mai un ascolto così alto? Un po’ la curiosità attorno alla storia di un santo 15enne dei nostri tempi, un po’ c’era bisogno di una storia così, portatrice di valori sani“.

Dal lavoro è emerso un profilo di Carlo Acuis molto comune. Un ragazzino appassionato di calcio, videogiochi, che comprava sacchi a pelo e cibo da portare ai senza fissa dimora, vivace e incline a portare gioia nella vita di chi gli stava intorno, il tutto accompagnato da una fede profonda. Carrino, dunque, ha provato a mettere insieme i vari aspetti della vita di Carlo, come lui stesso racconta:

Il 23 settembre ho conosciuto i genitori di Carlo, è stato un momento molto toccante.

Avevo paura di deludere la famiglia.

Invece c’è stato un ottimo riscontro.

Carlo ci ha aiutato a capire che anche attraverso piccoli gesti puoi fare bene nel mondo.

Proprio come mi è successo con Il ragazzo dai pantaloni rosa questa storia ha avuto un forte impatto sui giovanissimi.

Una generazione che ha tanti problemi.

Ragazzi che girano con i coltelli, che filmano le risse con i cellulari.

E qui grazie a Carlo si capisce anche l’importanza dell’uso dei social.

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Il mio nome è Carlo, trama e cast del film

Il film su Carlo Acutis ha riscontrato un grande successo da parte del pubblico, che l’amministratore delegato di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, ha commentato così: “Sono davvero felice per il successo de ‘Il mio nome è Carlo’. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione. Un grazie di cuore alla signora Antonia Salzano Acutis, la mamma di San Carlo“.

Nel cast, come riporta “amica.it”, oltre a Samuele Carrino compaiono Lucia Mascino, nel ruolo della madre Antonia Salzano, e Flavio Parenti in quello del padre Andrea. Maurizio Donadoni, invece, è il parroco di Santa Maria Segreta. La storia comincia quando Carlo ha cinque anni, età in cui inizia la sua scoperta spirituale, grazie alla mamma e al collaboratore domestico Rajesh.

Nella seconda parte del film il protagonista ha 12 anni e decide di guardare ogni persona con amore. Questo tratto distintivo lo accompagna fino all’adolescenza, caratterizzata da solarità amicizie con chi è diverso. Acutis difende gli emarginati, consola chi soffre. A sorprendere è la serenità con cui affronta la leucemia improvvisa che lo ha colpito. Il mio nome è Carlo riprende il dialogo tra il ragazzino e la mamma, nell’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.

Carlo parla della felicità che lo attende dopo una vita breve ma intensa, colma d’amore. Nel film sono riportate anche le immagini della canonizzazione in piazza San Pietro, come a sottolineare il riconoscimento della Chiesa nei confronti di una personalità così profonda. Le riprese della pellicola si sono svolte nei luoghi frequentati dal 15enne, ossia gli istituti Marcelline e Leone XIII, il Duomo, i Navigli e Parco Sempione.

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