Si è spento oggi, 29 settembre, a 88 anni, Umberto Pizzi, il fotografo che ha immortalato gli anni della Dolce Vita italiana, l’ascesa al potere di importanti figure politiche, vizi e abitudini della mondanità romana. Come riporta “Ansa”, con la sua macchina fotografica al collo è diventato testimone diretto dell’immaginario collettivo.
Il suo lavoro, però, non si è limitato solo alla Penisola. Negli anni Pizzi ha svolto il ruolo di fotoreporter di guerra per la Fao in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, dimostrando quindi grande poliedricità e professionalità. Vediamo meglio chi era il fotografo.
Chi era Umberto Pizzi

Umberto Pizzi è nato a Zagarolo, in provincia di Roma, il 7 ottobre 1937. Ha iniziato a fotografare nel 1968, incentrando la propria vita attorno all’obiettivo. Ogni giorno, da allora, Pizzi girava per la Capitale in scooter, alla ricerca di istanti da catturare. In poco tempo, quindi, è diventato testimone dell’immaginario collettivo.
I soggetti preferiti dal fotografo erano i protagonisti della Dolce Vita italiana, dell’aristocrazia romana con i loro vizi e le loro abitudini. Ma non solo, Umberto Pizzi ha immortalato i costumi della società italiana, le grandi storie d’amore come quella tra Liz Taylor e Richard Burton, il potere, l’ascesa di Silvio Berlusconi.
Accanto alla politica e ai personaggi del mondo dello spettacolo, Pizzi ha lavorato come fotoreporter d guerra per la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, seguendo i conflitti in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania.
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Le collaborazioni di Umberto Pizzi
Negli anni Settanta e Ottanta, Umberto Pizzi è diventato fotocronista, mentre nel 1988 ha ottenuto il tesserino da giornalista pubblicista. È questo il periodo delle collaborazioni con “Time”, “People Magazine” e “Sunday Express Magazine”. Agli anni 2000, invece, risale la collaborazione con il sito “Dagospia”, per cui pubblica i libri Cafonal e Ultracafonal, inerenti proprio al mondo della mondanità e del potere in Italia.
Sono sempre stati questi i soggetti prediletti dal fotografo, che adottava il metodo di osservare da vicino le situazioni e attendere il momento giusto per scattare. Il suo obbiettivo ha immortalato, riporta “Repubblica”, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo, Roberto Rossellini, Elizabeth Taylor, Richard Burton.
Il suo tratto distintivo era saper cogliere una semplice smorfia nei protagonisti dei suoi scatti, anticipando il momento e trasformando una banale fotografia in una cronaca di ciò che accadeva negli ambienti più esclusivi di quegli anni. Umberto Pizzi è stato, dunque, uno degli ultimi fotografi ad aver documentato i divi dell’Italia della Prima e della Seconda Repubblica. A dare la notizia della sua scomparsa è stato “Il Fatto Quotidiano”, testa con cui collaborava da circa dieci anni. Questa la nota ufficiale:
È morto a 89 anni Umberto Pizzi, il fotografo che ha immortalato i vizi e i costumi dei politici e della società italiana.
Da oltre dieci anni collaborava con Il Fatto Quotidiano.
Dal portfolio settimanale con Fabrizio D’esposito (sul quotidiano e sul mensile Millennium) alle rubrica video “Pizzi e Merletti” su ilfattoquotidiano.it.
Fotografia e video, il soggetto era sempre lo stesso: il lato smodato e con gusto discutibile dell’alta società romana.
Il trash del jet set.
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