L’Estranea del 33enne Paolo Strippoli in corsa per gli Oscar: “È un segnale di fiducia”

"L'Estranea" di Poalo Strippoli è in corsa per rappresentare l'Italia agli Oscar. La scelta del 33enne in un gruppo di grandi nomi rappresenta un segnale importante per il nuovo cinema d'autore nazionale.

Giorgia Fazio
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L’Estranea, il film di Paolo Strippoli, è stato selezionato per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar, per l’International Feature Film Award. La shortlist, come riporta “La Stampa”, sarà annunciata il prossimo 15 dicembre e, nel caso in cui il lavoro dovesse superare tale fase, bisognerà aspettare il 21 gennaio per sapere se entrerà nella cinquina finale.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia e la sua possibile candidatura per la statuetta d’oro rappresenta un passo importante nel mondo del cinema. Strippoli, 33enne, fa parte della uova generazione di registi e, come lo stesso afferma, il fatto che la scelta sia ricaduta su di lui “è un segnale enorme, di fiducia“.

L’Estranea di Paolo Strippoli agli Oscar?

Paolo Strippoli Estranea Oscar

L’Estranea del regista Paolo Strippoli è stato selezionato per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar, per l’International Feature Film Award. Il film ha già ottenuto ampio successo a livello internazionale, come sottolineato da “La Stampa”, dopo la presentazione in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia e il secondo posto conquistato al People’s Choice Midnight Madness Award, premio assegnato dal pubblico a un film di genere al Toronto International Film Festival.

Il lavoro è stato scelto da un comitato di selezione istituito presso l’Anica, riunitosi il 23 settembre scorso di fronte a un notaio, che ha riportato la seguente motivazione: “Perché è un film nuovo, di genere, di un giovane autore, che ha da poco iniziato il suo percorso ed è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica nazionale e internazionale”.

L’Estranea è stato scelto tra 21 film, usciti fra l’1 ottobre 2025 e il 30 settembre 2026, come Succederà questa notte di Nanni Moretti, La vita va così di Riccardo Milani, Le cose non dette di Gabriele Muccino, Gioia mia di Margherita Spampinato, I figli della scimmia di Tommaso Landucci e Serpenti di Roberto De Paolis Maino. La shortlist sarà annunciata il 15 dicembre, mentre le nomination il 21 gennaio 2027, con la cerimonia di consegna degli Oscar prevista per il 14 marzo prossimo, a Los Angeles.

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L’importanza de L’Estranea a Los Angeles

L’Estranea di Paolo Strippoli rappresenta a Los Angeles una grande speranza. È dal 2014 che un film italiano non si aggiudica un Oscar per miglior film internazionale, come sottolinea “La Stampa”, quando vinse La grande bellezza di Paolo Sorrentino. L’ultima candidatura, invece, risale a tre anni fa, con Io capitano di Matteo Garrone.

La pellicola è un thriller ma anche un horror, un racconto di famiglia che parla di destino e di soprannaturale. L’Estranea parte dalla provincia di Bari a Los Angeles. Questa è la strada percorsa da Strippoli nell’affermarsi nel mondo cinematografico. La sua presenza risuona ancora di più, se si pensa alla giovane età del regista. In un contesto caratterizzato da grandi nomi, infatti, il 33enne porta con sé una ventata d’aria fresca e di speranza. Queste le sue parole riprese dal “Corriere della Sera”:

La responsabilità è grandissima, enorme.

Ma provo anche un infinito senso di gratitudine e farò di tutto per portare il film più lontano possibile.

Nulla è stato costruito a tavolino.

Il mio desiderio è raccontare le inquietudini dei miei trent’anni: viviamo in un mondo piuttosto brutto e per me ogni film è un’espressione sincera di quello che sento.

In questo caso, il tentativo di esorcizzare il mio timore di perdere il controllo.

La paura mi spinge a scrivere… e di paure ne ho moltissime….

Il fatto che sia stato scelto un autore giovane, tra una lista in cui figuravano colleghi illustri come Moretti, Muccino e Guerritore, è un segnale enorme, di fiducia.

Inoltre, è un film di genere….

Cerco di parlare del contemporaneo ibridando toni, registri: penso che la direzione del cinema contemporaneo sia questa.

Sembra quasi non ci sia spazio per tutti, a volte, invece l’industria del cinema italiano è grande e dimostra una varierà che, appena usciamo dai nostri confini, ci riconoscono.

Il tema, dunque, non è scavalcare i maestri, ma fare in modo che gli autori trentenni o più giovani coesistano con loro.

Io mi sento un privilegiato e non dovrei, perché è giusto dare voce alle diverse generazioni.

Vorrei insomma che il mio non restasse un caso isolato.

Il regista si è lasciato andare anche a un commento sulla situazione attuale del cinema d’autore italiano: “Il nuovo cinema d’autore italiano è forte e qui negli Usa c’è una grande conoscenza, anche di registi giovani. Negli incontri agli studios mi parlano solo di loro, da Carolina Cavalli a Laura Samani, Gabriele Mainetti. A me pare che dopo anni bui, anche i grandi maestri stiano cercando di riallinearsi con la contemporaneità, per questo vorrei non si parlasse più del nostro cinema come di un’industria fallimentare“.

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