Novità in arrivo in tema di legge 104, come riporta SkyTg24. Dai permessi per i caregiver all’esonero dai turni di notte, nelle ultime settimane si sono susseguiti nuovi orientamenti interpretativi, interventi normativi e pronunce della Cassazione. A essere presi in considerazione, poi, sono la possibilità di usufruire del Fondo di garanzia per i mutui prima casa e il modo in cui viene accertata la disabilità.
Ecco tutte le novità che coinvolgono persone con disabilità e chi le accudisce. I cambiamenti sono stati apportati già da qualche settimana in alcune province italiane, ma a partire dall’1 gennaio 2027 verranno diffusi su tutto il territorio nazionale. Vediamo meglio nel dettaglio.
Legge 104, novità per permessi e mutuo

Tra le prime novità che coinvolgono le persone con disabilità e i caregiver rientrano i permessi 104 nella Pubblica amministrazione. Finora, sottolinea SkyTg24, due persone che assistevano un unico familiare con disabilità grave, entrambi lavoratori nella PA centrale, non potevano usufruire dei permessi negli stessi giorni. Con l’ordinamento applicativo n. 37654 del 16 luglio l’Aran, Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, ha stabilito che l’alternanza tra due caregiver può avvenire nel medesimo giorno, purché le ore di assenza non si sovrappongano.
La novità riguarda solo i dipendenti del comparto Funzioni centrali che hanno diritto ai permessi orari previsti dall’articolo 33 del Ccnl del 12 febbraio 2018, fino a un massimo di 18 ore al mese. Altro cambiamento riguarda il Fondo di garanzia per i mutui prima casa, di cui, dal 3 agosto, fanno parte delle categorie prioritarie le persone con disabilità grave e chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave. Il Fondo prevede una garanzia pubblica su una parte del finanziamento, consentendo alle banche di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile anche quando il richiedente non ha risparmi sufficienti per versare un anticipo.
Con la novità, le persone coinvolte vedono una copertura, da parte della garanzia statale, del 50% della quota capitale del mutuo, che può salire fino all’80% se il nucleo familiare ha un Isee non superiore a 40mila euro. A ogni modo, il finanziamento non deve superare i 250mila euro e non sono ammessi immobili di lusso o di pregio storico. Chi presenta la domanda, inoltre, non deve essere proprietario di altre case a uso abitativo, a eccezione di immobili ereditati da genitori o fratelli.
La richiesta deve essere inoltrata direttamente alla banca e non all’Inps o al Comune, dopo aver verificato che l’istituto di credito scelto aderisca al Fondo. È necessario, poi, presentare l’Isee, la documentazione relativa al reddito e il compromesso per l’acquisto dell’abitazione. La garanzia può essere ottenuta circa in 20 giorni lavorativi. Dopo aver ottenuto il via libera, il mutuo deve essere stipulato entro 90 giorni.
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Legge 104, turni di notte e altre novità
Secondo quanto riporta SkyTg24, un’ordinanza della Cassazione, la n. 20229 del 16 giugno, ha chiarito alcuni aspetti relativi ai caregiver. Si è partiti dal caso di un dipendente di Mercitalia Rail, in relazione a cui la Suprema Corte ha ribadito che il diritto a non svolgere lavoro notturno per assistere una persona con disabilità a proprio carico non riguarda soltanto chi assiste un familiare con disabilità grave.
Basta che la persona assistita possieda un riconoscimento di disabilità ai sensi della Legge 104, anche senza il requisito della gravità, purché ci sia una relazione effettiva di assistenza, indicata dalla legge con l’espressione “a proprio carico”. A ogni modo, la Cassazione aveva già espresso lo stesso orientamento con la sentenza n. 12649 del 2023.
Per quanto riguarda l’accertamento della disabilità, la riforma sottolinea come sia dell’Inps la responsabilità di valutazione, attraverso le nuove Unità di valutazione di base, estendendo da marzo 2026 la sperimentazione a 49 province, per poi entrare in vigore su tutto il territorio nazionale a partire dal primo gennaio 2027. Quindi, chi deve presentare una nuova domanda è necessario che prima verifichi se la propria provincia rientri nella sperimentazione.
SkyTg24 sottolinea che fino al 31 dicembre 2026 esistono due diverse procedure, in base al territorio. Nelle province che non partecipano alla sperimentazione restano valide le modalità precedenti, quindi presentare il certificato medico introduttivo e poi la domanda amministrativa all’Inps, online o con l’assistenza di un patronato. Nelle province coinvolte dalla sperimentazione, invece, il nuovo certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente dal medico all’Inps avvia direttamente il procedimento di valutazione di base. Di conseguenza, non è necessaria una successiva domanda amministrativa separata.
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