Crescita fetale, come influisce l’alimentazione in gravidanza: lo studio

Lo stile alimentare della mamma ha delle ripercussioni sulla crescita del feto. Questo è il risultato di uno studio condotto presso l'Università Statale di Milano, che ha analizzato i primi tre mesi di gravidanza di 938 donne.

Giorgia Fazio
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Ciò che la donna mangia in gravidanza ha effetti positivi sulla crescita fetale. Questo è quanto emerso dallo studio condotto dall’Università Statale di Milano e pubblicato sul British Journal of Nutrition. A riportare la notizia è insalutenews.it, che fa emergere le ripercussioni degli alimenti sullo sviluppo del feto.

Il gruppo di ricerca ha analizzato 938 donne nei primi tre mesi di gravidanza e ha potuto constatare come adottare uno stile alimentare più sano possa avere dei benefici sul feto. Si supera, così, l’analisi delle relazioni tra cibo e bambino che finora è stata condotta solo al momento del parto. Ecco tutti i dettagli sullo studio.

Crescita fetale, l’influenza dell’alimentazione

Crescita fetale

Il rapporto tra alimentazione in gravidanza e corretta crescita fetale è stato analizzato nel progetto di ricerca nazionale coordinato da Irene Cetin, Professoressa di Ostetricia e Ginecologia dell’Università Statale di Milano e Direttrice della SC Ostetricia del Policlinico di Milano, sostenuto in parte con fondi del PNRR. In particolare, riporta insalutenews.it, oggetto di studio sono state le associazioni fra dieta materna, biomarcatori ematici del primo trimestre e traiettoria e velocità di crescita fetale durante la gravidanza.

La ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition e segnalata come “paper of the month”, ha messo in mostra la relazione tra un’alimentazione sana nel primo trimestre di gravidanza e l’andamento della crescita del feto. Per arrivare a una conclusione, i ricercatori hanno condotto delle misurazioni ecografiche ripetute nel tempo, monitorando la velocità di crescita fetale dal secondo al terzo trimestre di gravidanza su un campione di 938 donne sane, seguite in 24 centri ostetrici italiani.

Nel corso del primo trimestre, le abitudini alimentari della mamma sono state valutate mediante il punteggio SIMPLE, ossia una checklist di screening nutrizionale a 10 punti adattata dalla “FIGO Nutrition Checklist”. Si tratta di dieci voci a risposta binaria che valutano le abitudini nutrizionali chiave, inclusa l’assunzione di frutta e verdura, cereali integrali, carne e pesce, l’esposizione al sole, i livelli di emoglobina. I dati sono stati, in seguito, analizzati in base al tipo di crescita del feto nelle fasi successive ai primi tre mesi di gravidanza.

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I risultati dello studio

I risultati, come riporta insalutenews.it, hanno dimostrato quanto sia influente lo stile alimentare della donna sulla crescita del feto già nelle prime settimane di gravidanza. Nello specifico, i feti delle mamme con un’alimentazione meno in linea con i canoni della ricerca hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa dell’accelerazione della crescita ponderale con l’avanzare della gravidanza verso il terzo trimestre, che poi è diventata una crescita più piatta rispetto a quella osservata nel gruppo ad alta aderenza.

Questo studio pone, così, l’accento su un elemento non spesso preso in considerazione. Solitamente, i riscontri della nutrizione materna vengono analizzati solo in relazione al peso del bambino alla nascita. Concentrarsi solo su questo dettaglio, però, offre una fotografia parziale della situazione, eliminando le variazioni dinamiche dello sviluppo fetale nel corso della gestazione.

Un ulteriore elemento evidenziato dai ricercatori riguarda le differenza di crescita in base al sesso del feto. Questo tipo di andamento, infatti, è stato riscontrato nei feti di sesso maschile, i quali potrebbero privilegiare la crescita immediata rispetto all’investimento nelle riserve placentari. Ciò li renderebbe più sensibili a sottili variazioni dello stato nutrizionale materno e farebbe sì che le alterazioni nella velocità di crescita si manifestino più precocemente nei maschi in condizioni nutrizionali meno favorevoli. A tal proposito, Irene Cetin, coordinatrice dello studio, ha commentato:

Il monitoraggio della velocità di crescita fetale può offrire una comprensione più dettagliata e sfumata dello sviluppo prenatale rispetto al solo peso alla nascita.

L’adozione di strumenti di screening rapidi, come il punteggio SIMPLE, durante il primo trimestre può aiutare i clinici a individuare precocemente carenze nutrizionali e a orientare una consulenza dietetica mirata, a sostegno di traiettorie di crescita fetale ottimali.

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