Si è tenuto ieri, 23 agosto, il 47esimo Meeting dell’amicizia fra i popoli, incontro tenuto a Rimini da Papa Leone XIV, il quale ha parlato di una Chiesa che deve spalancare un orizzonte verso il cambiamento d’epoca in cui ci troviamo. A riportare la notizia è Vatican News, sottolineando l’audacia del Pontefice nel definire i tempi correnti come “drammatici e meravigliosi”.
Al centro dell’evento dei richiami ai pontefici passati e al messaggio di Agostino, tutti inerenti alla condivisione e all’amore verso Dio. Proprio questo rapporto si riflette, poi, nelle relazioni fra donne e uomini, che devono convivere all’insegna della libertà e della giustizia.
Papa Leone al Meeting di Rimini

Papa Leone XIV, durante la 47esima edizione del Meeting di Rimini, non si è tirato indietro dall’analizzare in maniera lucida e diretta l’epoca in cui siamo immersi, ricca di cambiamenti. Come fa sapere Vatican News, Prevost ha sottolineato l’inaspettata opportunità che questi anni “drammatici e meravigliosi” costituiscono.
In particolare, il Santo Padre si è soffermato sulla società secolarizzata, intesa non come nemico da combattere, piuttosto come spazio da abitare, in modo umano e libero: “Per la Chiesa, oggi, il punto decisivo non è una questione di numeri. […] È una questione di libertà: la verità si incontra solo nella libertà“.
Il richiamo alla libertà di ciascun individuo si inserisce in un contesto religioso che non deve lasciare spazio a rivendicazioni, paure e paradigmi fallaci. Inseguendo la giustizia e la pace, i fedeli devono ritrovare la propria fiducia nella Chiesa, che in quest’epoca potrebbe sembrare aver perso incidenza nella vita umana. Tale situazione, però, deve essere intesa come un motivo per ripartire e trasformare le nostre esistenze. Ha proseguito Papa Leone:
Una certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto, doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo, dei legami che genera, della logica che accende, della vita che fa sorgere.
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Il richiamo all’umanità
Nel corso del Meeting, Papa Leone XIV si è soffermato su quanto affermato dai Suoi predecessori, in riferimento alla necessità di ritrovare la propria umanità, in un secolo attraversato da profondi cambiamenti. Come sottolinea Vatican News, queste sono state le parole del Pontefice:
‘La Chiesa non fa proselitismo.
Essa si sviluppa piuttosto per attrazione‘.
È l’attrazione per un modo di abitare il mondo, a proposito del quale don Giussani provocatoriamente domandava: ‘Si può vivere così?‘.
Non è la prima volta che Prevost affronta l’argomento. Già nell’enciclica Magnifica humanitas, il Papa ha scritto del bisogno del cuore umano di “scoprire un segno diverso“, misericordioso, che non punti a conquistare spazi di influenza o a generare ideologie sbagliate. Solo mantenendo un atteggiamento di lealtà si può accogliere il mistero dell’Incarnazione, dell’Emmanuele, del Dio-con-noi: “Proprio la bellezza disarmata di questo Mistero domanda di correre ‘il rischio educativo’ di cui vi parlò don Giussani“.
Infine, il Santo Padre ha richiamato il titolo dantesco dell’incontro, “L’amor che muove il sole e l’altre stelle”, affermando come il metodo di Dio, seppure rimanga silenzioso, è efficace a muovere, commuovere il cuore e la libertà dell’essere umano. A tal proposito, seguendo l’insegnamento di Agostino, Papa Leone XIV ha richiamato alla misericordia di Dio per l’essere umano, riscontrabile nell’incontro fra gli individui e nel desiderio che lega Lui alle donne e agli uomini.
È nell’amore di Cristo che sorge la coscienza dell’unica vera appartenenza. Ha affermato Prevost: “Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé“.
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