Chi era Fulvio Lucisano, produttore che ha fatto la storia del cinema italiano: “Uomo capace di guardare sempre oltre”

Addio a Fulvio Lucisano, storico produttore cinematografico che in oltre settant'anni di carriera ha firmato più di 130 film. Fu lui a spingere Troisi a esordire al cinema con "Ricomincio da tre".

Giorgia Fazio
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Si è spento ieri, 18 agosto, a 98 anni Fulvio Lucisano, storico produttore cinematografico italiano. Tra i numerosi lavori da lui realizzati si citano Ricomincio da tre, Il grande cocomero e Ninfa plebea. Dopo aver accantonato la carriera giuridica, fa sapere Ansa, Lucisano ha intrapreso il proprio percorso nel mondo cinematografico.

In oltre settant’anni di lavoro, il produttore ha firmato più di 130 titoli, vincendo cinque David di Donatello, il David Speciale alla carriera nel 2009, quattro Nastri d’Argento. I dipendenti della sua società lo definiscono un uomo in grado di “trasformare i sogni in storie, emozioni e grandi imprese“.

Chi era Fulvio Lucisano

Fulvio Lucisano

Fulvio Lucisano è nato a Roma l’1 agosto 1928. Come riporta Ansa, nel 1954 si è laureato in Giurisprudenza, seguendo il sogno di diventare avvocato, che i genitori avevano per lui. Durante gli anni dell’università, però, Lucisano si è sempre dedicato al mondo del cinema. Nel 1949 ha partecipato alla realizzazione del documentario sul Giubileo del ’50, intitolato Anno Santo.

Successivamente ha collaborato con l’Istituto Luce alla produzione di cinegiornali destinati all’America Latina, ma anche con Documento Film per la realizzazione di circa trecento documentari. Dotato di una grande vena imprenditoriale, si è occupato di vari aspetti della filiera cinematografica, dalla produzione alla distribuzione, dalla televisione alle sale.

In oltre settant’anni di carriera, Fulvio Lucisano ha firmato più di 130 titoli. Tra i maggiormente noti c’è Ricomincio da tre, del 1981, primo film diretto da Massimo Troisi, su cui il produttore scommise fin da subito. A fine anni Settanta Lucisano andò a vedere l’attore al Teatro Tenda di Roma e lì capì quanto il comico fosse perfetto per il cinema. Si aggiungono ai titoli anche Il grande cocomero, del 1993, Ninfa plebea, del 1996, Quattro matrimoni e un funerale e Drive di Nicolas Winding Refn.

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L’impronta di Fulvio Lucisano nel cinema italiano

Fulvio Lucisano, sottolinea Ansa, è stato presidente dell’Anica dal 1998 al 2001, ha vinto cinque David di Donatello, il David Speciale alla carriera nel 2009, quattro Nastri d’Argento e nel 2007 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Il produttore ha fondato una propria società, la Italian International Film, che dal 2014 porta il nome di Lucisano Media Group con quotazione in borsa.

Lucisano è scomparso ieri, 18 agosto, a 98 anni, lasciando alcuni film in lavorazione. È il caso di Bentornati al sud, il seguito con Claudio Bisio e Alessandro Siani diretto da Luca Miniero, La ballata della Coppa Davis dei Manetti Bros e La regola dell’amico di Giampaolo Morelli. A esprimere un messaggio di cordoglio per il produttore è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli:

Con Fulvio Lucisano scompare uno dei grandi artefici del cinema italiano.

Ha rappresentato un modo di fare cinema fondato sulla passione, sull’intuito, sul coraggio e sulla capacità di riconoscere il valore.

Un cinema sartoriale, costruito con cura e profondamente legato all’identità italiana.

Un produttore che ha investito nel talento e accompagnato con generosità molti artisti nel passaggio alla macchina da presa.

Lo salutiamo con gratitudine per ciò che ha dato alla cultura cinematografica italiana.

A ricordare Lucisano sono stati anche i dipendenti del Gruppo Lucisano, i quali in un post pubblicato sul profilo della Italian Internetional Film hanno ricordato così il fondatore della società di produzione:

Ciao Fulvio.

Buon viaggio, nostro condottiero.

La tua famiglia non ti dimenticherà mai.

Una presenza, una guida, un esempio.

Un uomo capace di guardare sempre oltre, di credere nel cinema con una passione inesauribile e di trasformare i sogni in storie, emozioni e grandi imprese.

Ci ha insegnato che il cinema non è soltanto un mestiere: è una forma di vita, una sfida, una responsabilità e, soprattutto, una grande famiglia.

E proprio come una famiglia, oggi ci stringiamo attorno al suo ricordo.

Ci mancheranno la sua forza, la sua ironia, la sua determinazione, il suo modo unico di affrontare ogni difficoltà e quella capacità di indicarci la via anche quando sembrava impossibile trovarla.

Fulvio Lucisano ha aperto strade che prima non esistevano e ci ha insegnato a percorrerle con coraggio.

La sua eredità non vive soltanto nei film che ha prodotto, nei successi che ha costruito e nella storia del cinema che ha contribuito a scrivere: vive nelle persone che ha incontrato, nelle generazioni che ha formato e in tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di lavorare al suo fianco.

Oggi il nostro saluto non è un addio, ma un grazie.

Grazie Fulvio, per averci guidato, per aver creduto in noi, per averci fatto sentire parte di qualcosa di grande.

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