Atletica, l’Italia è campione d’Europa a Birmingham: “Qualcosa di superlativo”

Terminati gli Europei di atletica con un'ottima Italia, prima nel medagliere. Superati all'ultimo i padroni di casa britannici, grazie agli ori di Iapichino e della staffetta maschile. Adesso lo sguardo è puntato verso l'Olimpiade.

Giorgia Fazio
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Si sono chiusi nel migliore dei modi per l’Italia gli Europei di atletica a Birmingham. Gli Azzurri hanno collezionato il maggior numero di medaglie, 22, di cui dieci ori. Superati i padroni di casa britannici, posizionati al secondo posto del medagliere. Terza, invece, la Germania.

Come riporta Ansa, a essere decisivi nel continuo testa a testa che si è susseguito nel corso dei Campionati tra Italia e Gran Bretagna sono stati gli ultimi ori azzurri, di Larissa Iapichino nel salto in lungo e della staffetta maschile 4×400.

Birmingham ha dato un ottimo segnale alla Penisola, in vista dell’Olimpiade di Los Angeles 2028. A sottolineare tale obiettivo è stato il dt della Nazionale Antonio La Torre: “Questa spedizione è meglio di quella di Roma. Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile.

L’Italia dell’atletica è campione d’Europa 2026

Europei atletica staffetta

Si sono conclusi ieri, 16 agosto, gli Europei di atletica a Birmingham, che hanno sancito il trionfo continentale dell’Italia, prima nel medagliere finale. La contesa del primo posto si è mantenuta fino all’ultima gara, in un continuo testa a testa con i padroni di casa britannici.

A porre la firma sulla vittoria azzurra sono stati l’oro vinto da Larissa Iapichino nel salto in lungo e quello della staffetta maschile 4×400, che ha visto scendere in pista Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati. Sono state, quindi, 22 le medaglie dell’Italia, di cui 10 ori. Seconda la Gran Bretagna con 19 titoli, di cui 9 ori, terzi i Paesi Bassi con 21 metalli, di cui 6 i più preziosi.

A essere rilevante nel conteggio del medagliere, infatti, prima ancora del totale di medaglie vinte, c’è il numero di ori conquistati. Si tratta, come riporta Ansa, di un importante segnale dell’atletica leggera italiana, che ha dimostrato l’elevata preparazione che la caratterizza. Il dt della Nazionale, Antonio La Torre, ha dichiarato a riguardo:

È l’Italia più forte di sempre.

Questa spedizione è meglio di quella di Roma.

Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile.

Competere in una Nazione che ha una cultura immensa, e riuscire a tenere testa fino alla fine alla Gran Bretagna, è qualcosa di superlativo.

Da questa spedizione nasce una grandissima spinta per il biennio prossimo: Los Angeles 2028 destination.

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I trionfi azzurri agli Europei di atletica

A chiudere i fantastici Europei di Birmingham, per l’Italia, sono state le gare di Larissa Iapichino e della staffetta maschile 4×400. La lunghista ha conquistato l’oro con un salto di 7 metri, ottenuto al primo balzo e non superato da nessuna delle avversarie. Iapichino si è posta davanti, di pochissimo, alla britannica Jazmin Sawyers, che ha saltato 6.99, e alla francese Hilary Kpatcha, 6.98.

Quasi in contemporanea è arrivato il trionfo di Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati, i quali hanno portato all’Italia la prima medaglia d’oro nella staffetta maschile 4×400, in una rassegna continentale. Alle loro spalle Gran Bretagna e Olanda. Poco prima era arrivato il bronzo nella stessa competizione femminile, firmato da Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro.

Durante la mattina, invece, i due argenti nella maratona, di Pietro Riva e della squadra femminile, composta da Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis. L’Italia ha chiuso gli Europei in testa nella classifica dei medaglieri con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Oltre a Iapichino e alla staffetta maschile, sul gradino più alto del podio sono saliti Leonardo Fabbri nel getto del peso, Nadia Battocletti nei 5.000 e nei 10.000 metri, Dariya Derkach nel salto triplo, Gianmarco Tamberi nel salto in alto, Massimo Stano e Sofia Fiorini nella marcia sulla distanza della maratona e Andy Díaz Hernández nel salto triplo.

Argento per Zane Weir nel peso, Sara Fantini nel martello, Francesco Fortunato e Alexandrina Mihai nella mezza maratona di marcia, Riva e la squadra femminile nella maratona. Bronzo per la staffetta 4×400 femminile, Micol Majori nei 5.000 metri, Matteo Sioli nel salto in alto, Fausto Desalu nei 200 metri, Andrea Cosi nella mezza maratona di marcia e Andrea Dallavalle nel salto triplo. Soddisfatto La Torre che ha analizzato la capacità dell’Italia di reagire, dopo gli infortuni di alcuni atleti nel corso della competizione. Lo sguardo è sempre rivolto al percorso che porta a Los Angeles 2028. Queste le parole del dt riprese da Ansa:

L’infortunio di Jacobs poteva far girare la settimana in un altro modo. 

Ci siamo subito riuniti e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti. 

Deve essere lo spirito dei prossimi due anni.

L’eccezionalità di Tokyo non è stata ripetuta ma quasi: chiaramente questa non è l’Olimpiade ma sto parlando di mentalità.

Stano si è svegliato, ha letto della vittoria di Gimbo Tamberi e si è caricato tantissimo: questo è il clima che si è respirato per tutta la settimana.

Il debriefing si farà tra un mese, vedremo cosa c’è da modificare. 

Abbiamo una fortuna: la pressione delle nuove generazioni sta svegliando anche alcuni che si erano un po’ seduti.

L’obiettivo è portare tanta forza, energia e talento giovane alle Olimpiadi.

Il prossimo anno Kelly Doualla comincerà a fare l’atletica ‘dei grandi’.

Avremo derby in famiglia nel lungo con gli Inzoli, oltre al ritorno di Furlani.

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