Idratazione dei bambini in estate, perché i succhi non possono sostituire l’acqua

L'idratazione dei bambini è importantissima e bisogna fare attenzione ai falsi miti. Scopriamo perché i succhi non sostituiscono l'acqua: tutti i motivi.

Elena Orsatti
Ad image

Estate significa giornate al mare, giochi al parco e tanto tempo all’aria aperta. Ma con il caldo aumenta anche il rischio di disidratazione, soprattutto nei bambini. Quando corrono e giocano sudano molto e, spesso, sono così presi dal divertimento da dimenticare persino di bere. Per questo motivo è importante che siano i più grandi a ricordare loro di bere con regolarità. A sostenerlo è l’Associazione Nazionale Specialisti e Scienziati dell’Alimentazione, ANSISA. La presidente Hannas Cena, responsabile del Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Università di Pavia, ha spiegato al “Corriere della Sera”:

L’idratazione dei bambini è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo e del cervello.

Numerosi studi suggeriscono che anche una lieve disidratazione può influire negativamente sull’attenzione, sulla memoria a breve termine, sulla vigilanza e sul rendimento cognitivo dei bambini, pur senza provocare sintomi evidenti.

Molti genitori, quando i figli sembrano ostili a bere semplice acqua, scelgono di offrire un succo di frutta pensando che possa idratare allo stesso modo, ma in realtà non è così. Anche se possono sembrare una buona alternativa, in realtà i succhi contengono anche molti zuccheri e calorie. Per questo non hanno lo stesso effetto dell’acqua e non sono la bevanda giusta per reintegrare i liquidi persi con il sudore. Ma scopriamo qual è il fabbisogno quotidiano di idratazione dei bambini e perché i succhi non sostituiscono le proprietà dell’acqua.

Idratazione dei bambini, quanta acqua dovrebbero bere?

idratazione dei bambini

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) tra 1 e 3 anni servono circa 1,2 litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno di idratazione dei bambini. In età scolare il fabbisogno sale fino a 1,5-2 litri al giorno, anche in base all’attività fisica e alle temperature. Per questo è utile offrire acqua più volte durante la giornata, senza aspettare che compaiano segnali come bocca secca, irritabilità o stanchezza.

E quando si parla di idratazione dei bambini, l’errore più grande che un genitore può commettere è aspettare che sia il piccolo a chiedere qualcosa da bere. La sete, infatti, spesso arriva quando il corpo ha già iniziato a perdere liquidi. Come ricorda la professoressa Hannas Cena, secondo quanto riportato da “Corriere della Sera”:

I bambini sono particolarmente vulnerabili perché il loro organismo contiene proporzionalmente più acqua rispetto a quello degli adulti.

Il ricambio idrico è più rapido e spesso non riconoscono tempestivamente il senso della sete o, semplicemente, sono così coinvolti nel gioco da dimenticare di bere.

Perché i succhi di frutta non sostituiscono l’acqua?

I succhi di frutta vengono spesso percepiti come una scelta sana, soprattutto se riportano in etichetta diciture come ‘100% frutta’ o ‘senza zuccheri aggiunti’, ma questo non significa che possono prendere il posto dell’acqua. Rispetto alla frutta fresca, infatti, i succhi hanno pochissima o addirittura nessuna fibra e di conseguenza gli zuccheri vengono assorbiti più rapidamente e possono provocare picchi glicemici.

Secondo l’Associazione Nazionale Specialisti e Scienziati dell’Alimentazione, ANSISA, un consumo frequente di succhi al posto dell’acqua aumenta l’apporto di zuccheri e calorie, fattore che nel tempo può favorire carie, sovrappeso, alterazioni del metabolismo. Lo studio Fruit Juice and Change in BMI: A Meta-analysis, pubblicato sulla rivista Pediatrics, ha analizzato i dati di oltre 34.000 bambini con l’obiettivo di comprendere l’impatto dei succhi di frutta al 100% sull’Indice di Massa Corporea (BMI).

I risultati della ricerca dimostrano che considerare i succhi di frutta una valida alternativa all’acqua per l’idratazione dei bambini può favorire un eccesso di zuccheri e calorie nella dieta, contribuendo così alla crescita dei casi di obesità infantile. Questo non significa che il succo di frutta debba essere totalmente eliminato, ma che il suo consumo dovrebbe restare occasionale.

Far bere acqua ai bambini non è sempre semplice, soprattutto se sono già abituati a bevande dal gusto dolce. Con qualche piccolo accorgimento, però, può diventare un’abitudine naturale. Si può tenere sempre una borraccia a portata di mano, proporre l’acqua durante i momenti di gioco, servirla fresca oppure aromatizzarla con qualche fetta di limone, fragole o cetriolo, senza aggiungere zucchero. L’obiettivo non è eliminare completamente i succhi di frutta, ma far capire ai bambini che la bevanda migliore di tutti i giorni, soprattutto in estate, resta sempre l’acqua.

Leggi anche: Far ridere i bambini li aiuta a crescere meglio: tutti i benefici dell’umorismo per lo sviluppo

Condividi
Ad image