Bambini e alimentazione: 3 buone abitudini per offrire modelli sani ai propri figli

Il rapporto con l'alimentazione e il proprio corpo si crea fin da bambini. Ecco dei consigli per i genitori su cosa fare e cosa no per aiutare i piccoli ad approcciarsi in modo sano al cibo.

Giorgia Fazio
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Il rapporto con l’alimentazione inizia a delinearsi fin dalla tenera età e a essere influente è il modo in cui gli alimenti vengono raccontati e presentati dagli adulti. Proprio per questo motivo, riporta Fanpage.it, non è bene dire che un piatto è buono o cattivo, perché se ne potrebbe compromettere l’interpretazione da parte del piccolo.

Ciò delinea anche il rapporto che i bambini hanno con il proprio corpo. Le psicologhe Courtney P. McLean e Chelsea Arnold della Monash University hanno definito quattro comportamenti da evitare e tre buone abitudini da inserire nella routine di tutti i giorni per aiutare i genitori a offrire ai figli modelli alimentari sani e un’immagine positiva del loro aspetto. Ecco tutti i dettagli.

gestire il rapporto dei bambini con l’alimentazione

Nella relazione tra i bambini e il proprio corpo si inserisce il modo in cui si interpreta l’alimentazione. Nei primi anni di vita, in questo contesto è bene che i genitori evitino di affidare ai cibi etichette morali o critichino l’aspetto dei figli. Come fa sapere Fanpage.it, avere un buon rapporto con gli alimenti comporta una buona autostima e un ottimo riconoscimento dei segnali della fame e della sazietà.

Va sottolineato che non è rilevante quanto sani siano i cibi ingeriti, ma è importante che l’alimentazione non venga vissuta con sensi di colpa o con un’attenzione eccessiva nei confronti del peso. Si potrebbe incorrere, infatti, in successivi disturbi alimentari.

Per tale ragione, le psicologhe australiane Courtney P. McLean e Chelsea Arnold della Monash University hanno pubblicato sul sito The Conversation quattro comportamenti da evitare e tre buone abitudini da inserire nella routine quotidiana per aiutare i genitori a offrire ai figli modelli alimentari sani e un’immagine positiva del loro corpo.

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4 comportamenti da bandire

Bambini e alimentazione

L’accento è stato posto dalle psicologhe sulle parole sbagliate e sulle diete troppo restrittive che gli adulti tendono ad adottare per eliminare cibi processati o poco salutari dallo stile alimentare dei più piccoli. Il primo consiglio dispensato da McLean e Arnold è quello di fare attenzione alle parole utilizzate per definire alcuni cibi come “buoni” e altri come “cattivi”.

Anche parlare sempre di dieta o perdita di peso può essere rischioso, poiché potrebbe trasformare gli alimenti in una questione morale e indurre i bambini a sentirsi sbagliati davanti a eventuali sgarri. È meglio spiegare come i diversi cibi nutrono il corpo oppure del piacere e della soddisfazione che questi possono dare. In questo modo i piccoli acquisiscono maggiore consapevolezza su cosa consumare con più frequenza e cosa con maggiore moderazione. Un altro atteggiamento che andrebbe evitato riguarda il complimentarsi con i figli solo rispetto al loro corpo.

Non dare, quindi, valore esclusivamente all’immagine ma scavare più in fondo. È bene esaltare le sicurezze dei bambini, concentrandosi sulla gentilezza, l’impegno o la generosità che li contraddistinguono. Allo stesso modo, non bisogna criticare il corpo degli adulti davanti ai propri piccoli, perché potrebbero interiorizzare questi comportamenti sbagliati.

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Come costruire un buon rapporto con il cibo

Come far sviluppare, allora, ai bambini un rapporto sano con il cibo? McLean e Arnold invitano i genitori a fidarsi della capacità dei figli di autoregolarsi. Nonostante la giovane età, i bombi sono in grado di comprendere quanto bisogno hanno di mangiare, quindi non è necessario insistere affinché finiscano ciò che hanno nel piatto.

Al contrario, si trasformerebbe il cibo in un conflitto e non ci si soffermerebbe sui segnali naturali di fame e sazietà. È bene, poi, indurre i bambini a incuriosirsi di nuovi cibi, per questo vedere gli adulti che assaggiano alimenti diversi può essere un ottimo strumento per avvicinare i figli alla scoperta dei sapori.

Infine, le psicologhe sottolineano che non sempre bisogna puntare alla “body positivity”, ovvero al sentirsi sempre bene nel proprio corpo. Piuttosto, la strada che si sta cercando di seguire negli ultimi periodi è quella della “body neutrality”, quindi accettare e rispettare il proprio aspetto così com’è, riconoscendo che è normale cambiare nel corso del tempo.

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