Cos’è la giornata al contrario, il metodo che salva le vacanze al mare con i figli piccoli

La "giornata al contrario" è un ottimo metodo per trascorrere le vacanze al mare con i bambini, senza sottoporli alle eccessive temperature. L'idea trova conferma negli specialisti, che consigliano di scendere in spiaggia nel tardo pomeriggio.

Giorgia Fazio
Ad image

La “giornata al contrario” è il metodo che viene in soccorso dei genitori e fa godere loro il meritato relax, quando si decide di staccare dalla routine. Vivere le vacanze al mare con bimbi piccoli, infatti, può risultare complesso sia per gli adulti che per i bambini stessi, per via del caldo eccessivo e del sole che comporta insolazioni e scottature.

Come fa sapere fanpage.it, l’americana Kelsey Pomeroy, mamma di due bimbi, ha pensato alla backwards beach days, ovvero organizzare la giornata di vacanza sulla base delle necessità dei bimbi. In spiaggia si va solo nel tardo pomeriggio, mentre la mattina si opta per passeggiate o visite nelle biblioteche.

Il metodo pratico, ma funzionale, pensato dalla donna è avvalorato da quanto consigliano i medici. La Società Italiana di Pediatria sostiene che le ore migliori per portare i piccoli in spiaggia siano, oltre alla prima mattina, quelle dopo le 16:30, quando il sole inizia a calare e le temperature a diminuire.

Cos’è la giornata al mare al contrario?

Giornata al contrario

Si tratta di un metodo nato sui social che in poco tempo è riuscito a conquistare numerose famiglie alle prese con le vacanze al mare con bambini piccoli. È la giornata al contrario, pensata dall’americana Kelsey Pomeroy, mamma di due bimbi di 4 e 1 anno. La donna ha condiviso la sua esperienza sui propri profili Instagram e TikTok, diventando esempio per molte altre persone nella sua stessa sitazione.

Come fa sapere fanpage.it, la “backwards beach days” è un ottimo metodo per organizzare le giornate al mare in una maniera funzionale, che faccia comodo a genitori e piccoli. Sono questi ultimi al centro della routine in vacanza, che si allinea alle abitudini e ai bisogni dei bimbi. Di conseguenza, si consiglia di andare al mare nel tardo pomeriggio, per evitare caos e caldo eccessivo, oltre che eventuali capricci dei figli. Pomeroy su Instagram scrive a riguardo:

Odiavo andare in spiaggia con bambini piccoli.

Ma ora che faccio giornate di spiaggia al contrario, ho iniziato ad amarle.

Non sono sicura di poter più andare in spiaggia al mattino o a mezzogiorno, almeno fino a quando i miei bambini non saranno in grado di superare la giornata senza pisolini e senza crisi di panico.

I nostri picnic sulla spiaggia al tramonto sono stati molto meglio che avere bambini stanchi e urlanti in un ristorante!

Leggi anche: Vacanze con neonati, i 5 consigli d’oro dei pediatri per godersela al meglio senza ansie

Come strutturare la “giornata al contrario”

All’HuffPost, Kelsey Pomeroy ha descritto come organizza le sue vacanze di famiglia con i figli, senza stravolgere i ritmi o costringere i bambini ad alzarsi troppo presto la mattina per evitare il caldo più intenso in spiaggia. Invece di andare a mare di giorno, la donna ha optato per attività mattutine più tranquille.

Si possono fare passeggiate, visite in biblioteca, andare al parco giochi oppure per qualche ora in piscina. Dopo il pranzo, i bambini fanno il consueto pisolino ed è nel tardo pomeriggio che arriva l’ora di scendere in spiaggia. Niente di troppo elaborato, sottolinea SkyTg24, ma utile a grandi e piccini. Più si avvicina la sera, infatti, più le temperature diventano sopportabili e il mare meno affollato.

I bambini, inoltre, sono riposati e predisposti a giocare in serenità con la sabbia e l’acqua. Il vantaggio è anche per i genitori, che non devono sottostare allo stress dell’eccessiva esposizione al sole dei piccoli. L’idea avuta da Kelsey Pomeroy non è solo pratica, ma ha anche delle basi mediche che la sostengono.

La Società Italiana di Pediatria, tramite le esperte Elena Scarpato, Elena Bozzola, Antonella Di Stefano del Consiglio Direttivo SIP, ha risposto su RomaToday alle domande più frequenti circa il rapporto tra caldo e bambini. Sugli orari migliori per portare i piccoli in spiaggia, le dottoresse affermano:

Anche i bimbi molto piccoli possono andare al mare, l’importante è fare attenzione agli orari.

Fino alle 9.30-10 di mattina e dopo le 16.30 il pomeriggio, tenendo comunque sempre conto delle temperature esterne.

I neonati sotto i 6 mesi di vita non andrebbero mai esposti al sole e non dovrebbero stare troppo tempo sotto l’ombrellone, in quanto la sua ombra dà un falso senso di sicurezza.

In realtà, infatti, non è in grado di filtrare i raggi ultravioletti, anche considerato che la sabbia riflette i raggi solari e può facilitare l’insorgenza di scottature.

Se non si può evitare di esporre i bimbi al sole è bene far indossare loro un cappello e una maglietta, così da non incorrere in insolazioni o scottature. Rimane però consigliabile risparmiare i propri figli a temperature eccessive, in modo da far godere loro le vacanze, divertendosi e scoprendo nuove cose in totale sicurezza e serenità.

Leggi anche: Vacanze estive 2026, in Italia spopolano gli smart break: cosa sono?

Condividi
Ad image